Laggiù nel Texas, tra vacche, cow boys, petrolieri e Texas rangers, un giudice buontempone e di manica larga ha condannato una giovane donna a non restare incinta per 10 anni se non vuole essere messa in prigione. Non ci sono più i texani di una volta

Il Texas, la roccaforte del presidente più in gamba della storia degli USA, George W. Bush. Terra di vacche, cow boys, petrolieri, omicidi di presidenti USA e il KKK. Terra famosa in tutto il mondo per la larghezza di vedute dei suoi abitanti, per la loro tolleranza, per la polizia più buona e gentile che ci sia. Uno stato bonaccione, comprensivo, amabile, da sempre in prima fila nel rispetto dei diritti umani, della libertà individuale, dell’integrazione razziale.
Ed è laggiù che opera il Giudice distrettuale Charlie F. Baird, presso il 299 esimo distretto di Austin. Un giudice giusto, buono e comprensivo ma che – come vuole la tradizione della sua gente – sa farsi rispettare e non arretra davanti ai pericolosi criminali che insidiano la pace e la tranquillità della gente della contea di Travis. Un progressista, un democratico di larghe vedute, che ha sempre usato comprensione e rispetto per tutti coloro che ha condannato, soprattutto i 400 che ha mandato a morte nel corso della sua brillante ed onorata carriera.




che storia ragà!
Chuck norris nun ce fa’ paura, semo forti noi!
“Il Texas è un paradiso per uomini e cani; ma è un inferno per donne e buoi”(anonima casalinga texana, tratto dal mio personale dizionario dei film western:-)
aggiungo: è uno scenario che sembra preso pari pari da quel reazionario (ma anche genio) di cormac mc carthy!
@gloria:
si fa fatica a crederci…
@Gregorj:
lo facciamo a pezzi!
@cordapazza:
il guaio è che è tutto vero…
Post lievemente intriso di pregiudizio caro copicomix (ma la mia teoria e’ che il pre-giudizio precede inevitabilmente il giudizio, quindi niente di grave).
Vuoi sostenere che persino i liberal americani come il giudice in questione, gli inventori di affirmative action, di Aclu e dei movimenti dei diritti civili, siano … razzisti?
Eh certo che ‘sti amerikani: cancro del pianeta altro che islam, legislatori bislacchi altro che terra delle liberta’ ….
La verita’ e’ un’altra: e’ una certa “cultura” (diciamo cosi’) molto diffusa qui da noi a nutrire la condiscendenza verso chi opera crimini (particolarmente odioso quello delle chicana in questione a danno del figlio) purche’ appartenente a categoria considerata socialmente svantaggiata.
Laggiu’ (non certo qui) mi hanno insegnato invece che la responsabilita’ e’ individuale (qui invece ho imparato che e’ “politica”) e quindi indipendente dal colore della pelle (da noi invece no).
Infine una nota di colore.
Qui da noi “Texas” e’ diventsto (grazie a Tex Willer?) sinonimo di landa di cowboy maschilisti e spacconi.
Guardate che negli Usa invece e’ popolarmente considerato landa di “fighetti”: mollaccioni muscolari e gran belle gnocche.
I veri “duri” in Us non sono nel West, stanno a Detroit, NYC, Chicago.
Cosi’, giusto per nutrire “pregiudizi informati” su ‘sti amerikani.
ciao, Abr
“…e gran belle gnocche.”
Ve l’avevo già detto che amo il Texas?
in effetti, Jerry Hall è texana, e non si può dire che Jagger non avesse bei gusti
@abr:
Ciao, leggo sempre con piacere – nella diversità di opinione che abbiamo – i tuoi commenti ai miei pezzi
Sinceramente, più che sul razzismo, la mia attenzione è rivolta a 2 altri aspetti:
1.Il maschilismo: è la domanda che mi pongo: cosa avrebbe fatto l’esimio giudice se fosse stata la madre a picchiare e il padre a impedire di picchiare? Gli avrebbe impedito di procreare anche a lui? E come?
2. La libertà individuale (che io apprezzo moltissimo, credimi, se mi conoscessi meglio ti accorgeresti che su questo punto abbiamo idee molto simili): infatti i costituzionalisti americani hanno attaccato il giudice PROPRIO su questo punto: la sua sentenza è CONTRARIA alla Costituzione degli USA.
Io credo moltissimo nell’etica della responsabilità, che per me è assolutissimamente INDIVIDUALE: per questo non mi piace quando mi si appiccicano etichette e ismi vari.
Allora, in questo caso:
la ragazza è davvero colpevole: stia in carcere
La ragazza non è così colpevole: allora non gli si può infliggere una pena durissima (faccia feroce) e poi darle una scappatoia che però umilia il genere umano.
Da ultimo: mi lascia perplesso l’idea che lo STATO (attraverso un giudice) si ARROGHI il diritto di stabilire chi è degno di procreare e chi no.
Da un vero liberale come te, e come altri che bazzicano qui, mi piacerebbe capire perchè la cosa non ti/vi lascia perplessi, com’è successo a me.
Ciao!!!!