La Binetti vuole vietare un videogame

11/07/2011 - La parlamentare UdC punta il dito contro Euthanasia, titolo di prossima uscita: “E’ la cultura della morte!” Paola Binetti vuole far sì che i minori non possano comprare un videogame chiamato Euthanasia – e in effetti il titolo è tutto

     
 

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La parlamentare UdC punta il dito contro Euthanasia, titolo di prossima uscita: “E’ la cultura della morte!”

Paola Binetti vuole far sì che i minori non possano comprare un videogame chiamato Euthanasia – e in effetti il titolo è tutto un programma – perché giocarci diffonderebbe fra i giovani “la cultura della morte”: lo dice nell’odierna puntata di KlausCondicio la deputata dell’UdC, lasciando intendere che sarebbe favorevole in generale ad una revisione della legislazione sulla diffusione dei videogames.

Sarà presto distribuito nei principali negozi di videogiochi in una versione Dvd particolarmente cruenta e, mentre una sua edition pc è già disponibile on line, il produttore annuncia infatti la nuova versione proprio nel mezzo del dibattito parlamentare sul biotestamento. La trama, particolarmente cruenta, ha provocato lo sdegno della deputata Paola Binetti nel corso dell’ultima puntata del programma KlausCondicio, che ha mandato in onda il videogioco chiedendo un parere all’esponente dell’Udc: “Propaganda la cultura della morte per questo Euthanasia non va venduto ai minori”. “Il gioco – racconta Klaus Davi nel corso della puntata- edito da un abilissimo e noto sviluppatore di videogame dal nome Serygala, racconta di Shaun Randall, un ex militare che, costretto su una sedia a rotelle dopo essere stato investito da un’auto mentre era in missione, tenta il suicidio. Caduto in coma, viene ricoverato in un ospedale psichiatrico militare dove un terapista decide di assecondarne le esplicite volontà iniettandogli una soluzione che gli sarà fatale”. Categorica la Binetti che, nel prosieguo di KlausCondicio, ha ribadito: “Sono videogiochi violenti che hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogioch i (secondo l’ultima indagine condotta dall’istituto di ricerca Swg per il Moige, un bambino su 4 comincia a giocarci all’età di 3 anni). Nel corso del programma Paola Binetti ha specificato di non “escludere che Euthanasia favorisca l’aggressività interiore dei bambini. Non mi stupirei che un simile videogioco alimentasse forme di bullismo. Sappiamo tutti che queste forme esistono”.

L’agenzia di stampa AgenParl fornisce anche le coordinate per rintracciare nel canale Youtube del giornalista il video dell’intervista.

     
 

10 Commenti

  1. enzo scrive:

    Questa signora non sa neanche che sui giochi del genere mettono un bollino con dei numeri: 3, 14, 16, 18. Sono le età sotto la quale non è permesso usare il gioco. Quindi casomai dovrebbe fare una campagna per sensibilizzare i genitori a non FOTTERSENE dei propri figli dandogli solamente 50 euro in mano per comprare il videogioco.

    IGNORANTE

    Valido anche per chi ancora rompe le balle col fatto dei videogiochi violenti. Su di essi c’è un bollino con l’età, quindi se vostro figlio è sotto quell’età non glielo comprate, semplice!!!!!!!!

  2. loffio scrive:

    che trollata da due soldi, tanto valeva chiedere al papa cosa ne pensa del preservativo o a un ragazzino cosa ne pensa della scuola. Bell’esempio di giornalismo.

  3. Pasquale scrive:

    Meglio un bel videogioco che introduca la cultura del cilicio….
    no, sul serio, vecchi cretini come la Binetti non meriterebbero che le loro opinioni avessero tanta diffusione, ma noi faremmo bene a tenere sempre bene in mente la presenza di questi personaggi…

  4. alessandro scrive:

    si vede che questa non ha proprio di meglio di fare oltre a mettere il cilicio e dormire tutte le notti su una scomodissima tavola di legno.

  5. ma avete notato che le minchiate vanno tutti a dirle da Klaus Davi?

  6. Vincenzo scrive:

    Ma perché far parlare cilicio binetti di videogiochi?
    Non ho voglia di sentire quest’”intervista”, ma mi auguro sia falsa o fatta apposta per spingere questo titolo sviluppato da un tizio qualunque, almeno per la decenza di non fare la figura di m***a lamentandosi di un gioco amatoriale completamente gratis uscito nel 2010 e di cui nessuno ha sentito parlare. C’è un tale cumulo di disinformazione che fa quasi pena, è quasi peggio del caso mediatico del gioco dove “seppellisci la bambina”.
    È possibile che debbano sempre spingere giochi mediocri facendo disinformazione? Almeno facessero pubblicità a Dead Space.
    PS: ancora circola klaus davi?

  7. me^^ scrive:

    “E’ la cultura della morte!”
    Quello che uno vuole per sè non sono casi tuoooiiiii! ^O^
    Dio come odio gli integralisti nostrani !! è_é
    Se ne infischiano della gente in vita ….. e si devono impicciare della morte! è_é

  8. Jess. scrive:

    Vincenzo, il caso mediatico ‘seppellisci la bambina’, se non ricordo male, era quello di Rule Of Rose. Io ci ho giocato, ed è il viedogioco più bello che abbia mai visto. Complicato, allegorico, psicologico, intelligente. Tocca molti temi, e, seppur in modo cruento, alle volte, sensibilizza molto.
    Io detesto la paranoia da videogiochi, sono solo esagerazioni inutili. E la trama di questo, sinceramente, è solo interessante, altroché.
    In più, i problemi del mondo sono ben altri, Cristo santo. Sarebbe ora di reimpostare le proprie priorità.

    • Vincenzo scrive:

      Sì, era Rule of Rose per PS2, ma il “per vincere devi seppellire la bambina” era la frase più ripetuta dai soliti ignoranti che vogliono sparare a zero, evidentemente non avevano altri argomenti oltre all’inventare un’idiozia.
      Ad ogni modo in quest’altro gioco, almeno da quello che ho potuto vedere, l’eutanasia è solo un pretesto per ambientare il gioco in un ospedale pieno di mostri, alla fine è un fps come tanti altri.

  9. io scrive:

    induce al suicidio? Fateci giocare la Binetti!

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