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Gli interventi più assurdi dei grillini durante l’ostruzionismo alla Camera

Storpiature dei nomi dei partiti politici, deputati al bagno, citazioni cinematografiche da rettificare: il filibustering messo in atto ieri dal MoVimento 5 Stelle contro il decreto Imu-Bankitalila ha assunto tutte le sfumature dell’assurdo ed è culminato poi con grida, lancio di monete di cioccolata, canti, striscioni e presunti schiaffi.

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SCAGLIUSI E «SCIOLTA CIVICA» – Ieri, prima della votazione sull’ormai celebre decreto, erano 173 iscritti per prendere la parola nell’Aula di Montecitorio: e la volontà del MoVimento 5 Stelle di fare ostruzionismo si è palesata fin dai primi interventi. Interventi come quello di Emanuele Scagliusi, che tira in ballo un deputato di Scelta Civica, anzi «Sciolta Civica»:

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I TURBAMENTI DI GALLINELLA – A nulla valgono i richiami di Laura Boldrini ad attenersi al regolamento e, poco dopo, il presidente della Camera risponde piccata a Filippo Gallinella, che l’aveva accusata di aver «turbato» l’opposizione parlando su Facebook della famosa«tagliola»: «Chi la pensa diversamente da lei, non fa scivoloni, la pensa diversamente» – ha tagliato corto Laura Boldrini.

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I CONGIUNTIVI DI PATRIZIA TERZONI – E poi c’è la deputata a Cinque Stelle Patrizia Terzoni, che prende la parola per chiedere di rettificare il verbale su un congiuntivo sbagliato, infilandoci anche un attacco contro il Partito Democratico che in giornata l’aveva criticata per lo svarione grammaticale:

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LE PAROLACCE DI VILLAROSA – E, sempre a proposito di questioni linguistiche, Alessio Villarosa prende la parola per chiedere a Laura Boldrini di rileggersi il verbale precedente, a caccia di una parolaccia che lui avrebbe pronunciato, per il quale sarebbe stato «denunciato» da Marina Sereni del Pd:

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LA CINEFILIA DI VALLASCAS – Si passa poi alla cinematografia impegnata con il deputato Andrea Vallascas, che prende la parola per chiedere l’ennesima rettifica al resoconto stenografico:

Signor Presidente, intervengo semplicemente per segnalare una piccola correzione.
Quando dico: «mentre i due “Eva” della sinistra», vorrei che fosse corretto con «mentre le due “Eva” della sinistra» o in alternativa con «i due volti di Eva», perché era semplicemente una citazione cinematografica.

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«BOIA CHI MOLLA» – E infine c’è Angelo Tofalo, che prende la parola per declamare «Boia chi molla» in aula seguito a ruota da Ivan Della Valle che, senza troppi giri di parole, dà della bugiarda a Laura Boldrini:

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BAGARRE IN AULA – Come è andata a finire ormai lo sanno tutti: per la prima volta nella storia della Camera è stata messa in atto la famosa «tagliola», che dà facoltà al presidente della Camera di bloccare la discussione parlamentare per passare direttamente al voto sul decreto e, in questo caso, evitando la decadenza del decreto stesso. Dopo la votazione in Aula è esplosa la bagarre: sono volati insulti, e graffi, Sel ha intonato «Bella Ciao», il MoVimento 5 Stelle ha cantato l’inno di Mameli e poi si sono spostati per occupare le commissioni Giustizia e Affari Costituzionali. Per quanto successo ieri le proteste non si placano e, al centro delle cronache, c’è la questione dello schiaffo che il questore Stefano Dambruoso avrebbe dato alla deputata a Cinque Stelle Loredana Lupo.

[Sul sito della Camera dei Deputati il verbale completo della seduta di ieri]