Se i programmi di qualità si fanno desiderare, un po’ di sano, vecchio zapping può risultare divertente e servire a risollevare una serata data ormai per buttata nel WC.
Giovedì sera pioveva a faceva freddo. Lo so, non è un motivo sufficiente per intanarsi in casa a vedere la TV. Ma aggiungeteci che sono pigra. Se mi volete discriminare per questo, chiamo il Vaticano. Allora, pigra e infreddolita e con le scatole passabilmente girate, mi sono sprofondata nel
divano come nella poltrona di Fracchia e ho vagolato a caso per i canali. La scelta, lo ammetto, era esaltante: su Rai Tre, uno speciale di Fazio su Bocelli, che Fazio e la pubblicità di Fazio stesso da un mese presentavano come l’evento culturale dell’anno; su Italia 1, Enrico Papi che rieditava il suo show Matricole & Meteore, cioè la versione povera di Anima mia di Fazio, senza quel poco di cervello che costui all’epoca ci aveva messo, ma in compenso zeppa di tutti gli scarti di magazzino degli archivi Mediaset; su All Music una monografia su Meg, quella che farà anche la cantante in proprio, adesso, ma, per quanto solista, resterà sempre famosa solo come ex voce dei 99 Posse. Perché scegliere, quando si può avere tutto? E soprattutto, perché negarsi la possibilità, zappando a caso, di crearsi un blob in tempo reale, incrociando il peggio del peggio con un solo movimento di dito?
MENTALITÀ MEDIASET – Ho cominciato con Papi, perché avevo bisogno di certezze. Non mi ha deluso. La nostalgia irrita di per sé, ma non è questo il problema, perché di nostalgia, nel programma, non ce n’era una punta, nemmeno simulata. A dire il vero, non si capiva bene che cosa ci fosse, in quello studio luminoso, in cui ogni cinque minuti arrivava qualcuno di cui ci siamo scordati da anni, e rivederlo confermava solo che, a farlo, avevamo avuto ben ragione. Ci sono molti modi di riutilizzare gli scarti di lavorazione della TV: quello baudiano-clerichiano, adatto a compiti signori in età, che presenta qualsiasi schifezza del passato come una punta eccelsa di eleganza e misura ed è costruito per far singhiozzare mamme e nonne nel tinello; quello animamiesco-fazioso, più autoconsapevole e pseudointellettuale, che sa che alcune cose erano vaccate, ma erano le nostre vaccate e quindi è lecito esserci affezionati come alla Venere di Milo; quello sadico-ricciano, che ripropone le vaccate sapendo che sono vaccate, spiegando che sono vaccate e rivomitandole addosso allo spettatore, anzi, per sottolineare che saranno vaccate in eterno, ma per il pubblico, che ama solo le vaccate, sono l’unico tipo di spettacolo di successo. Ecco, Papi non fa nemmeno questo. Lo hanno messo lì a
condurre un programma che è l’equivalente di un giro su YouTube, e lui non fa null’altro che cliccare sul video o annunciare l’ospite. Non è né deferente né cattivo, alle volte neppure passabilmente informato su chi sia il tizio che si ritrova davanti. Delle epoche passate non rimpiange nulla, e si vede: del resto siamo su Mediaset, e il rimpianto per il passato non avrebbe senso, dato che, con Silvio al Governo, oggi viviamo nella migliore delle epoche possibili. Perché Papi ci debba presentare questi signori imbolsiti e vecchi che un tempo sono stati famosi è un mistero, in effetti, che non angoscia Papi stesso solo perché fa parte della mentalità Mediaset non porsi domande su ciò che si sta facendo, ma farlo e basta. Certo, Papi si picca di essere “peperino” – già nella definizione sta tutta la piccineria della sua presunta cattiveria – e quindi condisce il tutto con battutine precotte, che fanno sembrare le barzellette su Totti recitate da Ilary Blasi invenzioni satiriche degne di un Rabelais. Poi, ogni tanto, gli va male, ed è qui che lo spettatore gode per l’imprevisto crudele scivolone da circo. Quando il Papi, ad esempio, si trova di fronte il cantante travestito di non so che gruppo pop inglese anni 80 – una drag queen che all’epoca era combinato come la fotocopia di Boy George e ora si presenta come la fotocopia di Valeria Marini – pensando di essere spiritoso gli chiede se lui la mattina esce di casa così. Al che il cantante, che di battutacce sulla sua ambiguità deve averne sentite a bizzeffe, giustamente si incazza di brutto, e spiega al Papi che ha fatto una domanda stupida, dimostrante non solo cretineria, ma soprattutto una forma di atavico pregiudizio nei confronti dei “diversi“. Il Papi trasecola, e ha esattamente la stessa faccia di Berlusconi, quando gli fanno notare che la battuta su Obama abbronzato è offensiva; si impappina, bofonchia una cosa che potrebbe essere uno scusi tirato per i capelli, ma, non appena il cantante esce, fa pure capire che lo ritiene assai poco spiritoso, per aver risposto così e quasi preteso una ritrattazione: non solo drag queen, ma anche pittima, che gente, va’! Momenti di grande TV, insomma.























Mioddio Enrico Papi è ancora vivo? Teoricamente presenta un programma di cui potrebbe benissimo essere ospite.
ammettto che 5 min di Papi me li so’ pappati pure io e la figuraccia de mmmmmmerda se la poteva risparmiare…
n.b. e’ in replica…
\”c\’è crisi\” (Bugo)
http://www.youtube.com/watch?v=TdLuqL7upLY
\”c\’è grossa crisi\” (Guzzanti/Quelo) http://www.youtube.com/watch?v=-Abatr6CZQc
Ma è simpaticissimo Papi dai!
…e Andrea Bocelli quando canta mi fa sognare…
Per me invece Bocelli quando canta è “un incubo da cui cerco di svegliarmi”: vuoi mettere un Domingo e il suo timbro, senza parlare della bravura?
che delusione….Meg intendo…
Anche a me Bocelli fa sognare, nel senso che ad ascoltarlo prendo sonno e comincio ad avere orrendi incubi in cui vengo pestato a sangue dalla Callas.
Trent’anni è una canzone d Gigi D’Alessio.In realtà la signora Meg di anni ne ha 36 e si vede pure. Che ci vuoi fare,solo nel paese di Pulcinella (qual è il nostro) una perfetta sconosciuta con un filo di voce e senza nessuna verve rivoluzionaria,poteva spacciarsi per la nuova Rosa Luxemburg con la voce di Mina!
P.s. risata finale d’obligo