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Legge elettorale: il dibattito alla Camera

DAMBRUOSO PRENDITELA CON ME – Nik Il Nero posta una foto sempre sul caso Lupo, sbagliando inizialmente il cognome del questore della discordia:

MoVimento 5 Stelle - aventino

Vabbè.

BOLDRINI E IL PERCHÉ DELLA GHIGLIOTTINA – Laura Boldrini spiega in rete il ricorso alla drastica decisione di ieri. Lo fa con un lungo post:

Nessuna divergenza politica può legittimare atti totalmente estranei alla pratica democratica. E’ pericoloso che si ricorra alla violenza tutte le volte in cui non si è d’accordo. E’ inaccettabile che anche oggi i deputati M5S vogliano bloccare la Camera. Dopo l’assalto di ieri in aula, questa mattina gli atteggiamenti intimidatori sono continuati nelle Commissioni, impedendone i lavori con modalità che mostrano la totale mancanza di ogni senso delle istituzioni. E’ altresì intollerabile, ed evoca tristi memorie, che lo stesso gruppo abbia impedito ad altri deputati di essere intervistati, e dunque ai giornalisti di esercitare qui alla Camera il diritto-dovere di informare. La violenza è da rigettare fermamente, da qualunque parte arrivi. Sui fatti di ieri è stata già aperta un’istruttoria nella quale verranno rapidamente accertate ed eventualmente sanzionate le azioni dei singoli. Ieri mi sono assunta una responsabilità derivante da comportamenti altrui, da rigidità contrapposte di diverso segno che hanno scaricato l’onere di una decisione assai difficile sulla Presidenza della Camera. Ho voluto impedire che oggi le famiglie italiane dovessero preoccuparsi di tornare a pagare la seconda rata dell’Imu, come sarebbe successo se non fosse stato votato per tempo un decreto-legge che pure conteneva materie tra loro molto diverse. Per questo ho dovuto far ricorso ad uno strumento fin qui non usato nei lavori della Camera. Mai usato perché in passato le opposizioni, attraverso l’ostruzionismo, avevano conseguito i loro obiettivi rispetto alle decisioni del governo, oppure avevano responsabilmente posto fine all’ostruzionismo. Uno strumento, peraltro – quello della cosiddetta “tagliola” – che al Senato viene talvolta adottato senza che ciò sollevi scandalo.

e ancora…

Ora che il complesso passaggio del decreto Imu-Bankitalia è stato superato, e mentre altre questioni di grande rilevanza sono all’ordine del giorno delle Commissioni e dell’Aula, torno a chiedere alle forze politiche e al governo di avere, ciascuno per la sua parte di responsabilità, il rispetto dovuto alla Camera e ai suoi percorsi decisionali: che sono, per tutti, garanzia democratica. Come è garanzia democratica il Presidente della Repubblica, al quale voglio esprimere la mia più sentita solidarietà dopo la sconsiderata decisione di avviare a suo carico la procedura della messa in stato di accusa.

LA LUPO AL CONSIGLIO D’EUROPA – Manlio Di Stefano nel mentre riempie di volantini gli scranni del Consiglio d’Europa sempre per l’aggressione di Lupo:

“Li vedete quei volantini su ogni scranno del Consiglio d’Europa? Sono quelli che abbiamo preparato stamani per denunciare l’aggressione alla nostra collega Lupo e l’antidemocratica ghigliottina applicata dalla Boldrini. Ebbene sì cara Presidente-della-maggioranza, tu che ti fai vanto dell’attenzione al tema della violenza sulle donne ma non hai detto una parola per l’aggressione subita dalla mia collega Spadoni, tu che come primo atto alla Camera hai portato la ratifica del trattato di Istanbul ma non hai detto ancora nulla riguardo l’immonda violenza di ieri, beh proprio tu sappi che quei volantini saranno il TUO biglietto da visita in 47 paesi del mondo.
E questo è solo l’inizio…”

MoVImento 5 Stelle aventino

Qualcuno però critica l’inglese non proprio fluente dei volantini…

MoVimento 5 Stelle - legge elettorale

COMMISSIONI A PORTE CHIUSE – Mentre in aula va avanti la seduta, in Commissione Affari costituzionali si va avanti, ma a porte chiuse.

 

CONFERENZA 5 STELLE SU GHIGLIOTTINA – Alle 17,30 il capogruppo del MoVimento5 stelle alla Camera, Federico D’Incà, il vice, Giuseppe Brescia, i deputati Danilo Toninelli e Loredana Lupo, terranno una conferenza alla sala stampa diMontecitorio sugli accadimenti degli ultimi giorni e sul ricorso alla cosiddetta “ghigliottina” da parte della presidente della Camera, Laura Boldrini.

 

 

DUBBI LEGA– Bragantini (Lega Nord) spiega: «Perché si va avanti una legge elettorale che è stata scelta in base ad un accordo tra Pd e Fi? Se vogliamo esser coerenti si faccia una legge alla Camera e una riforma costituzionale al Senato». Insomma la fa facile.

 

SI VA AVANTI CON ITALICUM – Francesco Paolo Sisto, capogruppo Commissione Affari Costituzionali alla Camera, illustra in seduta la relazione sulla legge elettorale. Leone, del Nuovo Centro Destra, ha confermato in aula pochi minuti fa l’impedito ingresso in Commissione Affari Costituzionali da parte dei colleghi pentastellati. Pd e Forza Italia hanno votato ugualemnte senza i grillini in seduta. L’assemblea nel mentre prosegue.

 

RENATO BRUNETTA: «NON SI POSSONO BLOCCARE I LAVORI DELLA CAMERA» – In aula è intervenuto per Forza Italia Renato Brunetta. Rivolto alla Boldrini, ha spiegato: «Le ho dato la mia solidarietà su quanto avvenuto ieri. La responsabilità di Fi è arrivata al punto in cui potevamo scegliere di far decadere il provvedimento, facendo mancare il numero legale. Ma noi abbiamo deciso di votare contro, per poter garantire che la maggioranza esprimesse la sua volontà. Voglio precisare però che niente può giustificare la violenza fisica, né l’impedimento fisico di votare. Ci sono regole che consentono all’esecutivo di poter governare e alle opposizioni di dimostrare la propria opinione. Evidentemente però c’è uno squilibrio su questo punto: per questo la prego di spingere per la modifica dei regolamenti parlamentari, affinché la scelta di utilizzare la ghigliottina di ieri non rappresenti un precedente», ha aggiunto Brunetta. Non senza aggiungere come sulla scelta di usare la tagliola, in realtà, sia responsabile il governo Letta.

 


Videocredit: SkyTg24

«Dagli errori dobbiamo imparare tutti. Con una sola avvertenza: a nessuno deve essere concesso di bloccare i lavori del Parlamento. L’Assemblea non può essere bloccata da nessuno e questo vale anche per l’attività delle commissioni», ha concluso, attaccando il comportamento del MoVimento 5 Stelle.

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PD CONTRO L’AVENTINO DEL M5S – In rete diversi parlamentari del Pd criticano la scelta del Movimento 5 Stelle di restare fuori dall’aula:

 

In aula è stato Roberto Speranza a difendere prima Laura Boldrini, poi anche Giorgio Napolitano, dopo l’annuncio dei 5 Stelle sulla procedura d’impeachment: «L’attacco al capo dello Stato è un attacco alla nostra democrazia. Non passerà la linea dello sfascio», ha spiegato.

 

Sulla scelta del M5S di restare fuori dall’aula ha puntualizzato: «Non è bello vedere banchi vuoti: la democrazia è scontrarsi, avere opinioni diverse. Noi difendiamo con forza le nostre istituzioni», ha concluso il capogruppo dei democratici.

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FRATELLI D’ITALIA, M5S E SEL: IL DIBATTITO –  Dopo l’applicazione della «tagliola» ieri a Montecitorio, critiche anche da parte di Fratelli d’Italia contro la terza carica dello Stato: «Lei non può calpestare i diritti delle opposizioni, né mortificare il nostro ruolo», ha attaccato Fabio Rampelli, spiegando che verrà chiesto di annullare il voto.

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Nuove critiche su quanto avvenuto ieri e oggi in commissione da MoVimento 5 Stelle e Sel. Per il partito di Vendola è stata Titti di Salvo a precisare come il suo gruppo abbia offerto solidarietà alla Lupo per la vicenda del caso Dambruoso, ma ha bacchettato e criticato il comportamento avuto dai 5 stelle, comprese le accuse alla Boldrini. Allo stesso tempo difesa anche la terza carica dello Stato: «Lei non aveva responsabilità, ha gestito tutto nel modo migliore».

 

Anche Scelta Civica ammonisce i 5 Stelle: «L’ostruzionismo non diventi distruzionismo permanente», ha spiegato Mariano Rabino. Sul caso Dambruoso ha poi auspicato di evitare «strumentalizzazioni mediatiche».

 

LOREDANA LUPO SI DIFENDE IN AULA – Dopo lo scontro di ieri a Montecitorio e le accuse dei grillini al questore di Scelta Civica Stefano Dambruoso di aver colpito con uno schiaffo la deputata Loredana Lupo, la diretta interessata ha chiesto provvedimenti: «Abbiamo chiesto di interdire la partecipazione ai lavori parlamentari del questore Dambruoso, fino alle dimissioni dello stesso. All’interno della commissione giustizia il Pd lo ha appoggiato», ha spiegato. La presidente della Camera Laura Boldrini ha spiegato che l’episodio non è sfuggito e che è stata aperta un’istruttoria in merito, così come per tutto quanto avvenuto ieri.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE E L’AVENTINO – I Cinque Stelle si sono presentati in aula alla Camera con soli tre deputati per prendere la parola in risposta all’intervento della presidente Laura Boldrini. La gran parte del gruppo è invece assente. Il primo a parlare è stato Danilo Toninelli: «La ghigliottina – ha spiegato rivolto ai parlamentari democratici- farà male anche a voi quando sarete all’opposizione». Quindi parlando a Boldrini, ha aggiunto: «Lei non ha tenuto conto delle nostre richieste, del fatto che un deputato della Repubblica rappresenta i cittadini. Grazie alla sua scelta scellerata, io non posso più rappresentare le voci cittadini perché sarò zittito. Prenda atto di questo richiamo e convochi immediatamente la giunta per il regolamento perché si esprima su quel passaggio procedurale». Non è mancata la replica della Boldrini: «Ne prendo atto, ma i temi sono già stati dibattuti in conferenza dei capigruppo. Vedo che lei si ostina a riproporli».

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INIZIA IL DIBATTITO IN AULA SULLA LEGGE ELETTORALE, MOVIMENTO 5 STELLE RESTA FUORI – Iniziato il dibattito in aula sulla legge elettorale, il MoVimento 5 Stelle è rimasto fuori, come ha spiegato su Facebook Laura Castelli. Pesanti le parole usate contro Laura Boldrini: «Noi abbiamo deciso di non andare in aula ora. Lei invece con la faccia di bronzo ha ripreso la sua sporca poltrona», si legge.

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In aula, invece, applausi per la terza carica dello stato, come spiega anche il deputato democratico Emanuele Fiano:

Fiano attacca i 5 Stelle:

 

LE CRITICHE DI SCELTA CIVICA – Il capogruppo di Scelta civica in commissione Affari costituzionali, Renato Balduzzi, ha denunciato come questa mattina non sia stato rispettato il testo costituzionale: «Scelta Civica non ha votato il mandato al relatore (e si sarebbe astenuta se l’ostruzionismo di M5S avesse consentito di esprimere pacatamente il voto) perché sul testo sul quale è stato chiesto di votare non è stato svolto l’esame in Commissione, secondo quanto prevede l’art. 72 della Costituzione per i disegni di legge in materia elettorale». Il parlamentare ha però attaccato il M5S, per il comportamento avuto, per poi precisare: «Inconcepibile che sulla legge elettorale più importante, quella relativa appunto all’elezione delle assemblee parlamentari, non si rispetti il testo costituzionale. Senza contare che l’esame in Commissione avrebbe consentito di porre rimedio a quei profili del testo non in linea con i principi costituzionali».

CLIMA ROVENTE, PORTE DEGLI UFFICI DI LAURA BOLDRINI SBARRATE – Le porte di accesso agli uffici della presidente della Camera Laura Boldrini a Montecitorio sono sbarrate da ieri sera. Le porte a vetri blindati risultano chiuse a chiave: devono essere aperte dall’interno dai commessi dell’anticamera. Non era mai successo prima. La terza carica dello Stato era stata ieri pesantemente criticata dopo la decisione di applicare la cosiddetta «ghigliottina» per frenare l’ostruzionismo a 5 stelle. Dopo la votazione sul decreto Imu-Bankitalia, a Montecitorio era successo di tutto, tra urla, cartelli, occupazioni di banchi e commissioni, spintoni. In mattinata i deputati grillini sono tornati a invocare le dimissioni di Laura Boldrini.

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Oltre al MoVimento 5 Stelle, anche la Lega Nord spinge per ottenere le dimissioni della Boldrini. Lo ribadisce su Twitter anche il segretario Matteo Salvini:

 

Giuseppe L’Abbate (M5S) ha rilanciato invece le critiche dei colleghi pentastellati, dopo quanto avvenuto in commissione Affari costituzionali:

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IL PRESSING DI ALESSANDRO DI BATTISTA SU GIANNI CUPERLO – Sulla legge elettorale il MoVimento 5 Stelle tenta l’asse con la minoranza Pd, ancora critica su alcuni punti, come soglie di sbarramento e liste bloccate: «Ora cerchiamo di convincere Gianni Cuperlo, ma temo che lui abbia paura del suo partito», ha spiegato il deputato grillino, parlando con i giornalisti a Montecitorio sulla legge elettorale, dopo il controverso passaggio in commissione Affari costituzionali «In privato Cuperlo dice che questa legge è incostituzionale: cerchiamo di convincerlo a dirlo anche pubblicamente. Però hanno tutti paura del loro partito», ha aggiunto Di Battista. Cuperlo aveva spiegato ieri come, con le modifiche apportate, «un primo passo importante» sulla legge elettorale era «stato fatto», ringraziando Matteo Renzi. «Ora possiamo dedicarci a correggere le cose che non vanno in quella proposta con più serenità», aveva concluso. Intanto su Twitter proseguono le accuse dei parlamentari pentastellati a Laura Boldrini, così come le critiche per quanto avvenuto in commissione. Così la deputata Chiara Gagnarli:

 

MARA CARFAGNA CONTRO IL MOVIMENTO 5 STELLE – Critica contro l’ostruzionismo a 5 Stelle anche la portavoce di Forza Italia alla Camera dei deputati, Mara Carfagna: «La democrazia a 5 Stelle: occupazioni, urla, spintoni e volgarità gratuite. Comprendiamo la sindrome di Peter Pan ma la Camera dei deputati non è un liceo, né tanto meno un asilo», ha affermato su Twitter.

 

LE SCUSE DI DAMBRUOSO A DONATELLA LUPO – Se questa mattina aveva minacciato querele in alcune interviste, il questore Stefano Dambruoso ha deciso di chiedere scusa alla parlamentare Donatella Lupo per quanto accaduto ieri alla Camera: «I fatti accaduti ieri in aula nella loro oggettività non consentono un ribaltamento della verità». Dambruoso ha precisato: «Il diritto politico alla protesta è sconfinato in una aggressività ingiustificabile da parte di numerosi deputati del M5S. Rivedendo le immagini tuttavia sento la necessità, anche in virtù del mio ruolo di questore della Camera, di scusarmi con la deputata del M5S, Loredana Lupo, che ho involontariamente colpito, nel tentativo di impedire a lei e ai suoi colleghi di avventarsi, con furia, contro il tavolo della presidenza. Le azioni di ieri in aula hanno contribuito ad acuire un clima di avvelenamento all’interno delle istituzioni che oggi è necessario stemperare. In tal senso fornisco il mio contributo non partecipando ai lavori dell’ufficio di presidenza che si occuperanno degli episodi avvenuti ieri pomeriggio», ha concluso il questore.

IL VIDEO DEGLI SCONTRI IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI – Sul canale YouTube del MoVimento 5 Stelle, il gruppo ha anche pubblicato un filmato dove si mostrano le tensioni in commissione, con le denunce sulla regolarità del voto:

“AVENTINO” A 5 STELLE IN SENATO – Il M5S non prenderà parte ai lavori dell’Aula del Senato ora incentrati sulla discussone generale del dl Delega fiscale. Lo ha annunciato Michela Montevecchi (M5S) al termine di un intervento nel quale ha ricordato gli incidenti di ieri alla Camera e lo schiaffo che avrebbe ricevuto la collega Donatella Lupo durante la protesta contro il dl Imu-Bankitalia.

SCONTRO VERBALE TRA ALESSANDRO DI BATTISTA E ROBERTO SPERANZA IN SALA STAMPA – Tensione anche in sala stampa alla Camera. Alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno impedito al capogruppo democratico Roberto Speranza di parlare di fronte alle telecamere nella saletta di Montecitorio. L’esponente dem ha rinunciato: ne è seguito uno scontro verbale tra lui e altri deputati grillini. Questo il filmato di SkyTg24:

Il senatore Alberto Airola (M5S) ha invece annunciato il suo personale”Aventino” via Facebook:

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MICHELA MARZANO E ALTRE DEPUTATE PD QUERELANO DE ROSA PER ACCUSE SESSISTE – Ieri diverse parlamentari del Pd avevano denunciato di aver ricevuto offese sessiste dal collega del M5S Massimo De Rosa. Oggi Michela Marzano, su Instagram, spiega di essersi presentata in commissariato per la querela, replicando:

SCONTRI ANCHE DOPO IL VOTO IN COMMISSIONE – Scontri e tensioni sono continuati anche dopo la votazione in commissione Affari Costituzionali della Camera sulla legge elettorale. Diverse agenzie stampa riportano come due parlamentari del Pd Emanuele Fiano e Nico Stumpo siano usciti a forza di spintoni dalla commissione bloccata dai deputati di M5s. Si sarebbe rischiata la rissa con alcuni parlamentari grillini, ma sarebbero intervenuti altri colleghi per impedire che la situazione degenerasse. Una violenta discussione verbale è avvenuta anche tra il presidente Francesco Paolo Sisto e alcuni deputati del M5s.

LOREDANA LUPO CONTRO LA «TAGLIOLA»– Intervistata da SkyTg24, Loredana Lupo è tornata sul caso Dambruoso, rilanciando le accuse di ieri: «In Aula volevamo soltanto continuare la nostra opposizione. Siamo stati costretti al gesto estremo di occupare i banchi del governo, ma un minino d’irruenza era necessario. Peccato che in aula c’è stato un picchiatore che anziché attenersi al suo ruolo, ha pensato che fosse lecito usare le violenze», ha spiegato (Dambruoso ha replicato sul Corriere della Sera, negando di aver colpito con uno schiaffo la collega, ndr). Ma non solo: Lupo ha poi fornito la sua versione sulle tensioni nelle commissioni: «Proprio come avvenuto ieri, oggi in commissione Giustizia con il decreto svuotacarceri è stata applicata la tagliola. Lo stesso è avvenuto in quella Affari Costituzionali. La legge verrà discussa in aula senza che siano stati garantiti i diritti delle opposizioni. Senza dare la possibilità alle opposizioni di fare i dovuti emendamenti». Alla domanda sul perché i 5 Stelle non abbiano partecipato alla discussione sulle riforme ha replicato: «La discussione non si fa nelle segrete stanze, ma nelle sedi opportune», ha concluso Lupo.


Videocredit: SkyTg24 

Su Facebook anche Francesco Campanella, tra le voci critiche del MoVimento 5 Stelle, ha attaccato il questore Dambruoso e chiesto provvedimenti a Scelta Civica:

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LE ACCUSE SULLE REGOLARITÀ DEL VOTO IN COMMISSIONE – «Venduti, vi dovete vergognare», hanno urlato i parlamentari a 5 Stelle nei confronti dei colleghi delle altre forze politiche in commissione Affari costituzionali. Il testo è stato votato senza le dichiarazioni di voto tanto che c’è confusione sul fatto che il testo approvato sia valido o meno. Un deputato ha commentato: «Per capire se il testo è stato votato occorre leggere il verbale. Il verbale ha pieno valore fino a che qualcuno fa querela di falso». Marina Sereni del Pd ha invece spiegato come sia «stato dato mandato a relatore e chiusa subito la votazione».

 

Sia Giulia Di Vita che Danila Nesci (M5S) hanno rilanciato le accuse, gridando alla «dittatura». Quest’ultima ha spiegato: «È finito tutto. Nella commissione Affari costituzionali ci stanno aggredendo dopo una votazione illegittima. Ho chiamato il Viminale. Nessuno ci tutela».

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RISSA ANCHE IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI – Dopo l’occupazione in commissione Giustizia, tensione anche in commissione Affari costituzionali della Camera, dove i deputati del M5s hanno bloccato nell’aula i parlamentari delle altre forze politiche. La commissione ha votato il mandato al relatore della legge elettorale tra le urla dei parlamentari 5 stelle. Sono intervenuti i commessi. La riforma, dopo il passaggio in commissione, sarà in aula alle 13. Le modifiche concordate nei giorni scorsi, compreso l’innalzamento della soglia per il premio di maggioranza, saranno poste in esame direttamente dall’Assemblea di Montecitorio. Anche Riccardo Nuti ha denunciato irregolarità in commissione:

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I deputati di M5s, entrati in massa in commissione, stanno bloccando l’uscita dei parlamentari della commissione appartenenti ad altri gruppi. Ci sono stati anche spintoni e scontri fisici. Critico il parlamentare del Pd Michele Bordo: «Quanto sta accadendo in Commissione non è degno di un paese democratico», ha attaccato.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE E LE COMMISSIONI OCCUPATE – Dopo la rissa alla Camera di ieri, durante la votazione sul decreto Imu-Bankitalia, ancora tensione a Montecitorio. I deputati del MoVimento 5 Stelle hanno occupato questa mattina l’aula della commissione Giustizia, convocata questa mattina per le 8.30. La protesta dovrebbe continuare anche in commissione Affari costituzionali, convocata alle 10.30 sulla riforma della legge elettorale. Secondo quanto riportano diverse agenzie, nell’aula della commissione Giustizia il deputato pentastellato Vittorio Ferraresi si è seduto al posto della presidente Donatella Ferranti (Pd): il parlamentare ha spiegato che non intende andare via, almeno fino a quando non otterrà le dimissioni di Laura Boldrini (accusata per aver applicato la “ghigliottina” per fermare l’ostruzionismo pentastellato, ndr) e quelle del questore Stefano Dambruoso (Sc), accusato dai grillini di aver preso a schiaffi la collega Donatella Lupo. Ferranti ha riconvocato la seduta alle 10.00 nell’auletta dei gruppi parlamentari.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE OCCUPA LA COMMISSIONE GIUSTIZIA – A denunciare l’episodio su Twitter era stata la responsabile giustizia del Partito democratico Alessia Morani: «Urla e insulti dei 5 Stelle fuori dalla commissione Giustizia. Continuano ad impedirci di lavorare. Vergogna», aveva attaccato la parlamentare marchigiana. Anche la deputata Alessandra Moretti rilancia:

 

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Photocredit: Silvia Giordano

Lo stesso segretario del Pd Matteo Renzi ha attaccato il comportamento del M5S: «Anzichè cercare di lavorare per il bene dell’Italia, i grillini hanno scambiato il Parlamento per una sorta di grande ring, dove bisogna per forza fare ostruzionismo e bloccare la democrazia». Tutto mentre Ivan Scalfarotto ha spiegato su Twitter come ci siano al momento «8 commessi e un questore schierati a difesa della presidente della Commissione Giustizia nell’attesa di iniziare i lavori».

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Daniele Farina (Sel) ha commentato con sarcasmo: «Il Decreto Carceri si dovrebbe fare. Ma la scelta dell’Auditorium bene non depone. Più che emendamenti, pugilistici eventi sembrano avanzare».

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IL MOVIMENTO 5 STELLE E LO «STATO DI POLIZIA» – A loro volta, diversi deputanti pentastellati hanno denunciato su Facebook una sorta di «stato di polizia» nei loro confronti a Montecitorio:  «Hanno chiuso le porte della commissione. Non era mai accaduto. Intanto la stampa è arrivata anche a difendere lo schiaffeggiatore Dambruoso senza dire che ieri è stato stracciato il regolamento della Camera. Uno dei nostri è stato chiuso dentro la commissione Giustizia», ha scritto Riccardo Nuti su Facebook.

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Silvia Giordano ha invece aggiunto: «Da ieri, da prima che iniziasse la nostra protesta, da quando si era capito che la Presidente Boldrini avrebbe messo la tagliola, sembra uno stato di polizia. Ormai appena ci muoviamo siamo seguiti dai commessi, non vogliono farci entrare in commissione, ieri sera non ci volevano neanche far uscire. Come se fossimo stati noi a volere la morte della democrazia. Come se avessimo picchiato noi qualcuno, come se fossimo noi i criminali. La colpa non è loro. Seguono ordini», ha attaccato la parlamentare. Anche un’altra deputata pentastellata, Silvia Benedetti ha bollato come «stato di polizia» il personale e i commessi schierati in commissione:

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Angelo Tofalo, il deputato che aveva sdoganato in aula il motto fascista «boia chi molla», ha rilanciato le accuse: su Twitter ha poi sottolineato come il questore Dambruoso – definito «indegno» -, accusato di aver colpito la collega Donatella Lupo, non sia presente in commissione Giustizia.

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Giulia Di Vita ha spiegato poi come non siano stati discussi gli emendamenti sullo svuota carceri e come la commissione si sia riunita «soltanto per mandare il testo in aula»:

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