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Tutti i video del filibustering del MoVimento 5 Stelle alla Camera

Grida, fischietti, monetine al cioccolato lanciate. Ma anche presunti ceffoni, spintoni, striscioni, bandiere strappate. E occupazioni dei banchi e delle commissioni. Durante la votazione finale a Montecitorio, per il decreto Imu-Bankitalia, è successo di tutto. Applicata, per la prima volta, la «ghigliottina» da parte della presidente della Camera Laura Boldrini per frenare l’ostruzionismo del MoVimento 5 Stelle, è scattata la bagarre in Aula, con le opposizioni protagoniste, in particolare i deputati  pentastellati.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE E LA BAGARRE ALLA CAMERA  – Una vera rissa, con tanto di accusa al questore della Camera Stefano Dambruoso (Sc), considerato responsabile dal M5S di aver colpito con uno schiaffo la parlamentare grillina Donatella Lupo. A denunciare l’episodio diversi colleghi: tra questi Angelo Tofalo, che su Twitter aveva scritto: «Il questore Dambruoso ha dato un colpo al volto alla collega Lupo». Simile il tweet di Carlo Sibilia: «Il questore della camera dei deputati ha dato uno schiaffo a Loretta Lupo». Non erano stati i soli. Il questore Stefano Dambruoso aveva replicato alle accuse, spiegando invece di «escludere assolutamente lo schiaffo». Si è difeso affermando come ci fosse stata una concitazione violenta, compreso un «contatto fisico per bloccare una aggressione alla presidente Boldrini». Ma non solo: sul Corriere della Sera ha negato anche frasi a lui attribuite e spiegato di voler ricorrere alle azioni legali:

«Alcuni deputati sostengono che lei abbia detto: «Di donne ne ho picchiate tante nella mia vita, una più una meno non fa differenza», ha domandato il giornalista. «È assolutamente falso. Si immagini un po’. Ho già dato mandato di denunciare Giulia Sarti per le parole artificiosamente diffuse. Tra l’altro queste falsità mi hanno già procurato centinaia di messaggi minacciosi verso di me e la mia famiglia».

 

Sul proprio profilo Facebook è stata l’ex capogruppo Roberta Lombardi ad attaccare sia Dambruoso che Laura Boldrini: «Dambruoso dimettiti. Ti piace intimidire le donne eh…, Boldrini ‘tagliola’ cosa ne pensi?”», ha scritto la deputata a 5 stelle. Ma non solo. «Non so se, come leggo da varie parti, lo speriamo presto ex questore Dambruoso abbia mai pronunciato le parole “Nella mia vita ho picchiato tante donne, non sei la prima” alla mia collega Loretta Lupo. So per certo che qualche mese fa urlò ed intimidì la mia collega Claudia Mannino, incinta, sempre durante la discussione in aula di un provvedimento», ha aggiunto. Per poi proseguire: «Cosa ne pensi di questo gravissimo episodio la presidente Boldrini, non è dato sapere: non cinguetta la signora, di solito così ciarliera quando si tratta di sposare sui media le battaglie a favore delle donne e contro la violenza. Boldrini dove sei? Perché taci? O per te esistono donne che meritano la violenza, come le nostre Edera Spadoni, Claudia Mannino, Loretta Lupo solo perché sono donne 5 stelle?», ha attaccato.

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TRA SPINTONI, MONETINE E STRISCIONI – Il caso Dambruoso-Lupo non è stato l’unico episodio avvenuto. Già prima del voto la situazione appariva tesa, con i 5 Stelle decisi a continuare l’ostruzionismo per bloccare la conversione in legge del discusso decreto. Le opposizioni si erano iscritte in massa a parlare: tra MoVimento 5 Stelle, Sel e Lega Nord erano ben 173 gli eletti che avevano chiesto la parola: se lo avessero fatto tutti le dichiarazioni di voto sarebbero durate 1.730 minuti (dieci minuti a testa, ndr), ossia quasi 30 ore. Ma non solo: come ha spiegato Repubblica, i parlamentari a 5 stelle, con fazzoletto bianco legato al collo, si erano presentati in massa nella sala del Mappamondo dove l’inizio dell’esame della legge elettorale era stato poi rinviato. Un altro blitz era avvenuto in commissione Giustizia, con l’attività istituzionale bloccata. Poi la tensione è sfociata dopo la decisione della Boldrini di utilizzare la temuta «ghigliottina». In pratica, uno strumento che aveva permesso di “scavalcare” le iscrizioni di massa alle dichiarazioni di voto, permesso per approvare un un provvedimento entro una scadenza perentoria. Nel caso del dl Imu-Bankitalia, la mezzanotte di ieri. Così, durante la votazione, i deputati del M5S si sono gettati sui banchi del governo, occupandoli. È partita la bagarre, con la già citata denuncia della manata ricevuta dall’On. M5S Loredana Lupo. Allo stesso tempo i deputati di Fratelli d’Italia hanno buttato in aula monete di cioccolata.

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Photocredit: Twitter Patrizia Terzoni (M5S)

Alcuni commessi di Montecitorio, secondo la ricostruzione del Corriere della sera, hanno dovuto ricorrere alle cure dell’infermeria. E in Aula non sono mancati nemmeno cori, striscioni e bandiere tricolore. E urla, con tanto di slogan “corrotti, corrotti”.

Videocredit: Repubblica.it/Vista Tv

Scene da «Far west» in Parlamento, hanno titolato diversi media. Ecco alcuni video, tra risse e cori. Fischi e grida hanno trasformato l’Aula in una sorta di bolgia, con i parlamentari del centrosinistra che hanno anche intonato “Bella ciao”.

Videocredit: MoVimento 5 Stelle/Repubblica.it

Non sono mancate nemmeno le accuse sessiste, come hanno denunciato alcune deputate democratiche. Riporta il Messaggero:

«Massimo Felice De Rosa, in commissione si avvicina a due colleghe del Pd, Alessandra Moretti e Micaela Campana, e le apostrofa così: «Siete buone soltanto a fare sesso orale!». Loro sono giustamente indignate: «Questo è un atteggiamento intimidatorio, sessista e fascista», hanno replicato.

Photocredit: Twitter, Vista Tv

Dopo altre pagine da dimenticare del passato, tra champagne e mortadelle esposte tra i banchi, le istituzioni sono «scivolate in un’altra rissa da bar», come denunciano non pochi utenti su Twitter. «Tutto a danno dell’immagine e della credibilità del nostro Parlamento», criticano altri commentatori.