Interni

Bolzaneto: “almeno” era abuso

15 luglio 2008

Sentenze miti per i poliziotti del “lager”: assolti trenta imputati, solo 15 condannati. In totale, da dividersi ci sono 24 anni di galera (su  quasi 80 chiesti dai pm). Ma tanto, grazie alla prescrizione e all’indulto, nessuno andrà in carcere.

Nella sostanza l’accusa di abuso d’autorità è stata riconosciuta – ha commentato il pm Vittorio Ranieri Miniati dopo la lettura della sentenza. – Inoltre è stata riconosciuta la responsabilità di diversi imputati. È stato riconosciuto che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto è successo». «Il tribunale - ha proseguito – ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. Complessivamente è un giudizio di soddisfazione a conclusione del processo e dopo un’istruttoria che ci ha impegnato per anni“. Una soddisfazione: il fatto che nessuno – nessuno – dei torturatori di Bolzaneto debba scontare – o abbia scontanto – un solo giorno di carcere. Questa è una soddisfazione perchè, “almeno“, “l’accusa di abuso d’autorità è stata riconosciuta“. Come se ci si dovesse accontentare.

CON CERTEZZA - Fa impressione leggere la lista di alcune testimonianze in pdf dei “torturati a Bolzaneto. Certo, saranno storie. Per carità, se le saranno anche inventate, ma fanno impressione lo stesso: “Percosso con un colpo di manganello all’ingresso della caserma, mentre gli intimavano di non appoggiare la testa sanguinante contro il muro, per evitare di sporcarlo” (n°29, italiano); “Costretto con violenza (percosse) e minacce a firmare gli atti relativi all’arresto contro la sua volontà” (N°19, straniero). Sono ottantadue, per la precisione. Malgrado la fatica, alla fine viene ammesso dai più che lì, a Bolzaneto, avvenne “un macello“. Che lì, semplicemente, si era abusato del proprio potere contro dei cittadini inermi. C’erano dei distinguo, poliziotti che si erano prodigati per fermare quella follia, cittadini che non proprio inermi avevano causato problemi in città. Ma in entrambi i casi si trattava di una minoranza, e questo è ormai dato di fatto. Lo Stato quasi si scusa, per bocca di Matilde Pugliaro, legale dell’Avvocatura dello Stato di Genova che al processo rappresentava i ministeri di Interni, Difesa e Giustizia.

LE AZIONI - Dice l’Ansa che nel “girone infernale“, descritto dai pm, c’erano ragazzi e ragazze picchiati, tenuti ore e ore in piedi con le mani alzate, accompagnati in bagno e lasciati con le porte aperte, insultati, spogliati, derisi e minacciati di guai peggiori, tra cui la sodomizzazione, un salame usato come manganello, una mano divaricata e spezzata. Le ragazze erano chiamate troie, puttane come accadde a Sara Bartezaghi a cui agenti dissero anche, ricordando la morte di Carlo Giuliani: “Ne abbiamo ammazzato uno, ne dovevamo ammazzare cento”. C’è poi la testimonianza di Massimiliano A., 36 anni, napoletano, disabile al cento per cento. “Gli agenti mi hanno preso in giro - ha raccontato al processo – per la mia bassa statura, insultandomi con ‘Nano buono per il circo’, ‘Nano di merda’ ‘Nano pedofilo‘”. Il pm ha ricordato che Massimiliano per un’ora non riuscì a farsi accompagnare in bagno, per cui si fece addosso i suoi bisogni e rimase sporco a lungo perchè gli impedirono di pulirsi. Un altro episodio riguarda Katia L., minacciata dagli agenti di farle fare la stessa fine di Sole (Maria Soledad Rosas), l’anarchica argentina che si suicidò in carcere dopo la morte del compagno, entrambi arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati contro la Tav in Val di Susa. La ragazza si sentì male e vomitando sangue venne portata in infermeria dove un medico le somministrò dell’ossigeno. Al rifiuto della ragazza di sottoporsi ad una iniezione il medico la liquidò: “Vai pure a morire in cella“.

8 commenti a Bolzaneto: “almeno” era abuso

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  2. Alessandro

    Il nostro Belpaease ha sempre avuto questa caratteristica: verità politica e verità giudiziaria sono agli antipodi. Genova è una pagina strappata, l’ennesimo cadavere nascosto con calma fra i vermi. Mi viene da vomitare.

  3. io quei giorni non potrò mai dimenticarli. La notte della Diaz ero appiccicata alla radio ad ascoltare le testimonianze, le urla, le grida di richiesta di aiuto, le prime denunce….

    e poi, a seguire, un imbarazzante silenzio.

    e, peggio, la rivisitazione della realtà; le contro-accuse, le falsificazioni…

    Un orrore infinito.

    Ciao.

    Anne-Saam

  4. caposkaw

    e io invece sono molto contento.
    non è proprio il caso di fare i fighi se non si sopporta qualche bottarella in testa…

  5. Che Livelli!

    Io invece sono moderatamente soddisfatto perchè la disinformazione quotidiana dei giornali e dei difensori strenui delle forze dell’ordine nei casi sopracitati, non potranno mai più dire che non è successo nulla! Ci sono 15 arrestati (Anche se non andranno in galera) 30 anni di galera da scontare…non mi importa se sono solo virtuali, nessuno potrà più uscire in TV a dire che la polizia si è comportata bene, in uno stato come il nostro credo che la sentenza sia molto importante!
    Spero solo che almeno i 15 condannati debbano trovarsi un altro lavoro, ma su questo punto invece sono molto pessimista!
    Merd!

  6. DALLA PRIMA LETTERA DI ZIO GIAMBA AGLI UMILI ED AI PROSTRATI

    In verità in verità vi dico..
    Guardatevi da chi vi vuole umili e prostrati..
    La condizione di prostrati è quella più favorevole alla messa in culo..

  7. qirex

    nessuno andrà in galera. nessuno ne parlerà più. un morto sull’asfalto, teste rotte, escoriazioni varie, who cares? a chi importa? questa sentenza giustifica i modi fascisti della polizia. non mi stupisco più di niente. cane non mangia cane.

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