Quando si cava

08/07/2011

     
 

di

L’Italia è il maggior consumatore europeo di cemento. All’estero esso è prodotto riciclando i materiali edili (l’80% in media contro il 10% scarso italiano), da noi si preferisce produrlo da sabbia e ghiaia appena estratte dal terreno. Per questo in Italia ci sono oltre 15 mila cave, per lo più dismesse, che feriscono una delle più preziose risorse del “Belpaese”: il paesaggio.

In Italia non si ricicla. Si aprono nuove cave. Perché le cave sono un grande affare: la vendita di sabbia e ghiaia vale circa 1 miliardo e 115 milioni di euro all’anno, mentre i concessionari pagano appena 36 milioni di euro. Le Regioni, “proprietarie” del paesaggio, applicano canoni bassi, attorno al 4%, mentre nel resto d’Europa si paga anche il 20%. E in alcuni casi (Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) estrarre da una cava è proprio gratis.

Un regalo che costa caro. Quando si costruisce, si potrebbe imporre l’obbligo di utilizzare anziché materiali da cava quelli del riciclo degli inerti edili. Quando si cava, si potrebbe imporre l’adeguamento del canone in tutte le regioni, che potrebbero ricavare fino a 268 milioni di euro, che di questi tempi non sono da buttare.

Si potrebbe, ma non si fa. Perché? Chissà chi lo sa?

     
 

1 Commento

  1. p scrive:

    conflitti di interessi politico-crematistici ?

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