Tecnologia

Don’t touch my ebay

29 luglio 2008

Truffe, tribunali che incombono, utenti in rivolta: decisamente un momento no per il portale. Che, dopo l’ultima multa ricevuta, ha iniziato una pulizia fra i venditori non gradita ai più (e i falsi sono ancora on line)

Non è un gran bel periodo per il sito d’aste più famoso del globo. Dal punto di vista legale, si è visto, non tira aria di sereno, malgrado la notizia dei giorni scorsi che ha segnato la prima grande vittoria di Ebay nella battaglia legale sui falsi. La citazione di Tiffany (per vendita di gioielli falsi) che dal 2004 gravava su ebay è stata infatti rigettata da un tribunale newyorkese perchè a dover curare che la proprietà intellettuale venga rispettata è chi possiede il marchio. I problemi,però, nascono anche per quanto concerne i “rapporti interni” c’è più di qualche problema. I venditori sono in rivolta: dopo la milionaria multa, infatti, ebay ha riversato sui propri utenti una sorta di “vendetta” trasversale che ha colpito senza pietà. Molti utenti sono stati cancellati, o hanno visto il loro account essere oggetto di pesanti limitazioni nella vendita dei prodotti più sensibili al plagio. Niente più Vuitton, Chanel, Gucci: questi, e molti altri nomi dell’alta moda, sono entrati in una sorta di lista di “proscrizione che ne rende difficile lo smercio. Almeno secondo quanto affermano i venditori.

RESTITUITEMI IL MIO ACCOUNT! - Dal giorno alla sera molti account vengono avviati alla procedura di cancellazione. Senza nessuna spiegazione. Altri, invece, tentano di aprire delle aste ma scoprono di aver ricevuto una sorta di “sospensione temporanea”. I forum frequentati da venditori si intasano di messaggi tutti uguali: a quanto pare quando si tenta di vendere alcuni oggetti di determinate marche compare un messaggio che lo vieta, e si scopre così di avere restrizioni sull’account (senza che nessuno lo abbia comunicato) o, peggio, di essere stati bannati (“I have been banned for 90days! This is unreal! I have 100% positive feedback AND I am a powerseller”). Una mannaia che colpisce tutti, anche i “Power seller”, ovvero “colonne portanti della Community” che “condividono e promuovono i valori alla base della filosofia eBay“. Di più, “utenti modello che hanno raggiunto e mantenuto un Punteggio di feedback positivo del 98% ed elevati volumi di vendita”. Insomma, nessuno si salva. Persino gli utenti “vip” dovranno aspettare qualche giorno per vedere recensito e (forse) sbloccato il loro account. Così racconta “la notte dei lunghi coltelli” telematici una ragazza utente di ebay Italia: l’utente era perfetto “da 10 anni feedback solo positivi, sia da venditore che da compratore. Le statistiche interne da venditore al di sopra della media di ebay. In vendita solo oggetti vintage veri” (con tanto di autenticazioni dai vari siti online). Un giorno prova a “relistare” (cioè rimettere in asta oggetti invenduti) un paio di borse griffate ed ecco “il messaggio di limitazione di vendite“. Fa ricorso, chiede che l’account venga “rivisto” per fugare ogni dubbio ma, incredibilmente, finiscono di cancellarglielo. Oltre al danno, la beffa: gli acquirenti di oggetti già acquistati, vedendo che l’account era stato cancellato, hanno aperto delle controversie con paypal che le ha così scalato dal conto i pagamenti. Senza che lei avesse colpa di nulla. “Quello che mi fa più rabbia - dice - è che io su ebay ancora ci vedo dei falsi“. Insomma, il problema è grave, tanto che già i primi avvoltoi si affrettano a creare siti di aste riservate alle marche “bannate“, anche se ebay promette che tutto questo sarà “temporaneo” e serve a “debellare” il fenomeno della contraffazione (evidentemente cresciuto, in barba al tanto osannato programma VeRO)

CAVALIER UFFICIAL ANTONIO TREVI - L’altro grande assillo di ebay sono le truffe. Ci sono le meno ingegnose, ma sempre efficaci, come vendere qualcosa, farsi inviare il pagamento e non inviare nulla a chi si è aggiudicato l’asta. Vecchia ma funziona sempre, malgrado ebay abbia raffinato la procedura di pagamento anche grazie all’accordo con paypal. Basta essere mediamente accorti, comunque, per evitarla. Così come per evitare falsi venditori che accumulano finti feedback positivi ottenuti in pochissimo tempo, con aste che magari finiscono tutte magicamente lo stesso giorno. Così facendo eviterete tutta una serie di truffe tipiche, come ad esempio ricevere un oggetto diverso da quello che si è pagano o uno visibilmente contraffatto. Attenzione anche alle varie “bande del buco“, che gonfiano le offerte dell’oggetto fino ad arrivare al massimo inserito dall’acquirente. O a chi compra falsi (a prezzo di falso) e poi rivende gli stessi oggetti come veri, magari rubando le foto da altre inserzioni. Ma queste, in fondo, sono truffe “irrilevanti“: basta un pò di accortezza da parte dell’acquirente nell’utilizzare gli strumenti di ebay e paypal per non caderci. Il problema è che anche la truffa, come il web, si è evoluta al 2.0. Adesso lo scam” è un mestiere e non riguarda più gli acquirenti ma anche i venditori. Una delle truffe più collaudate è ricevere un oggetto autentico, scambiarlo con uno contraffatto e poi aprire una controversia su paypal accusando il venditore di aver venduto un falso. In tal modo si recupera tutto quello che è stato versato e ci si tiene l’oggetto (magari per rivenderlo). Un fenomeno così esteso che i venditori, per tutelarsi, sono costretti a fotografare – prima di inviarli – tutti i pacchi, con il contenuto, il codice per tracciarne il viaggio in vista e compagnia bella. Anche per evitare che il truffatore denunci di non aver ricevuto l’oggetto (anche questa è pratica molto comune). L’evoluzione, però, sta nella figura del “delinquente marchiato ebay“: in molti si infiltrano nelle comunità di venditori per leggere i consigli antituffa e poterli aggirare o, peggio, per rubare i dati sensibili” della gente poco attenta, usandoli poi per derubare altre persone. “Furto d’identità“, un’altra grande falla del portale da tempo. E la risposta dell’azienda ai suoi utenti – quando arriva – è un spesso per nulla rassicurante “le faremo sapere”

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>