“Marco Travaglio mi ha rovinato la vita”

06/07/2011 - Il sociologo Alessandro Orsini accusa il giornalista perché riceve mail offensive dopo un articolo sul Giornale. Ma è andata davvero così? La prima: “Vermi te e quelli come te. Quando leggerò un tuo articolo dove racconti le cose come stanno,

     
 

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Il sociologo Alessandro Orsini accusa il giornalista perché riceve mail offensive dopo un articolo sul Giornale. Ma è andata davvero così?

La prima: “Vermi te e quelli come te. Quando leggerò un tuo articolo dove racconti le cose come stanno, i xke, i nomi, la vergogna di questa Italia corrotta e mafiosa allora porgerò le mie scuse, fino ad allora, mio gran professorone di sto ca…vergognati!”; la seconda: “Invece i tuoi padroni ti danno il compitino da fare e tu sei già pronto a scrivere un articolo mistificatore della realtà della protesta nella valle…non volevi essere frainteso o strumentalizzato? Mi spiace ma sei stato capito benissimo. Mi fai cag…verme”. La terza: “Dopo aver letto l’articolo sul giornale mi domando sarà mica un caso se uno così fa il prof in due università, ha una cultura e una bassezza di animo tale da equiparare i black block alle br per pochi spicci, vaff”. Sono email pubblicate dal Giornale e ricevute dal professor Alessandro Orsini. Che oggi con il quotidiano di Sallusti si sfoga:

«Travaglio è un cattivo giorna­lista e mi ha rovinato la vita».
È preoccupato il professor Alessan­dro Orsini. Da quando Marco Travaglio lo ha accusato sul suo blog di paragonare i No Tav alle Br la sua posta elettronica pullula di insulti. C’è poco da stare allegri anche perché l’attacco è stato ri­preso da Beppe Grillo. Eppure, il vanitoso opinionista avrebbe pre­so un granchio. L’analisi apparsa lunedì sul Giornale , riguardava infatti Brigate Rosse e black bloc. Bella differenza. E grave leggerez­za per un addetto ai lavori che, invece di soffermarsi sul richiamo in prima, avrebbe dovuto leggere bene il commento a pagina 4.
Professor Orsini, lei è stato du­ramente attaccato da Marco Travaglio per il suo articolo sui black bloc. Perché?
«Perché Travaglio non ha letto nemmeno una parola di ciò che ho scritto, fornendo un esempio di cattivo giornalismo».
Qual è stata l’accusa di Trava­glio?
«Avrei affermato che i No Tav sono come i brigatisti rossi. Mai detto. Nel mio articolo non com­pare mai la parola No Tav. Trava­glio se l’è inventata».
Allora perché questo attacco?
«Perché Travaglio ragiona in maniera primitiva: se scrivi un ar­ticolo per il Giornale sei moral­mente corrotto. Sei sul libro paga di Berlusconi. Tengo a precisare che non ricevo compensi per i miei articoli. Il fatto che debba precisarlo mi fornisce una misura precisa del clima da inquisizione in cui siamo precipitati. Se avessi scritto le stesse cose su il Fatto Quotidiano , Travaglio mi avrebbe applaudito».
Ma lei è un uomo di sinistra?
«Sono un uomo di sinistra da sempre, ma questo non ha niente a che vedere con i miei studi. Uno studioso ha il dovere di dire ciò che pensa, anche se questo può danneggiarlo. La prima regola che un giovane studioso dovreb­be imparare è quella di non aver paura. Soprattutto di quelli come Travaglio. Io affermo un princi­pio: la cultura è libera. La cultura è di tutti. Se un giornale di destra mi chiede un’analisi sulla violen­za politica, accetto. Se uno stu­dioso arriva a dire: “Io con te non parlo perché stai dall’altra parte”, la cultura non è più libera. Diven­ta una cosa per te e per i tuoi ami­ci e si costruisce un detto».
Dopo l’attacco di Travaglio che cosa è successo?
«Ho ricevuto tante mail di in­sulti. Molti mi hanno criminaliz­zato per una cosa mai detta, mi hanno dato del corrotto, del cri­minale, del porco, del servo di Berlusconi…».

L’intervento di Marco Travaglio in cui il giornalista parla di Orsini è quello sul blog di Beppe Grillo, reperibile qui:

questo sarebbe un docente di sociologia politica nell’università di Roma a Tor Vergata e nell’università Luiss Guido Carli autore di anatomia delle Brigate Rosse, vincitore del Premio Acqui Storia Alessandro Orsini, pensate sostiene che la violenza delle Brigate Rosse era contro la proprietà privata, questa sarebbe stata la molla che fece scattare il terrorismo negli anni 70 e si avventura questo storico del lunedì in un parallelo tra gli infiltrati violenti nel movimento No Tav e le Brigate Rosse, cioè una banda armata organizzatissima con addentellati addirittura in governi stranieri in Medio Oriente, nel mondo dell’estremismo arabo e nella vecchia cortina di ferro, quelli che tirano i sassi infiltrandosi dentro il motivo No Tav sarebbero paragonabili alle vecchie Brigate Rosse che sequestravano la gente che godevano, purtroppo, di consensi nell’estremismo sindacale di Fabbri etc., pensate due mondi completamente diversi, due modi di agire completamente diversi, due storie completamente diverse, due epoche completamente diverse che diventano oggetto di un paragone su un quotidiano, “I black block uguali alle BR? Hanno gli stessi bersagli” boh…

Ma forse il professor Orsini avrebbe dovuto dare un’occhiata alla prima pagina del Giornale di quel giorno, per comprendere come è nato l’equivoco:

Come già fatto notare qui, l’intervento di Orsini è stato messo dal Giornale sotto il titolo “I No Tav come le Br”. E tutto ciò nonostante, come dice Orsini stesso, i No Tav non venivano citati nell’intervento del professore. Al quale a questo punto si potrebbe domandare: sicuro di essersela presa con il bersaglio giusto?

Edit /  dal prof. Orsini riceviamo e pubblichiamo:

Gentili lettori,

nel mio articolo tanto contestato, ho scritto che i black bloc non c’entrano niente con i brigatisti rossi. Fatto salvo l’odio comune verso il capitalismo, sono destinati a un divorzio permanente (perché sono diversissimi tra loro!). Aggiungo che i titoli vengono decisi senza consultare gli autori. Pertanto, posso rispondere soltanto di ciò che ho scritto nel mio testo. Sotto il profilo scientifico, non vedo perché non si possa sviluppare una riflessione sulle possibili analogie tra due fenomeni di contestazione dell’ordine costituito. Non c’è niente di criminale nel domandarsi se i black bloc possano avere caratteristiche comuni ad altri fenomeni ribellistici già noti. È il dovere di un sociologo che si occupi di violenza politica. Sono stato più volte invitato negli Stati Uniti per chiarire possibili differenze e analogie tra i militanti di Al Qaeda e quelli delle Brigate rosse. Nessuno mi ha mai dato del ”verme” o del ”v enduto” per questo.

Il contenuto del mio articolo smentisce categoricamente il titolo: ”Si scrive no tav, si legge BR” ed è in opposizione alla linea de ”il Giornale”, che non lo ha censurato.

La frase ”Travaglio ha rovinato la mia vita” non l’ho mai pronunciata. Per il resto, ogni parola dell’intervista di oggi è mia, fatta eccezione per un refuso (si costruiscono ”detti” sarebbe si costruiscono ”ghetti”). Sotto il profilo storico, esistono almeno due sinistre. Il conflitto tra loro dura da sempre: nel modo di esprimersi, nel modo di concepire la libertà di pensiero.

     
 

15 Commenti

  1. dal prof. Orsini scrive:

    Dal prof. Orsini riceviamo e pubblichiamo

    Gentili lettori,

    nel mio articolo tanto contestato, ho scritto che i black bloc non c’entrano niente con i brigatisti rossi. Fatto salvo l’odio comune verso il capitalismo, sono destinati a un divorzio permanente (perché sono diversissimi tra loro!). Aggiungo che i titoli vengono decisi senza consultare gli autori. Pertanto, posso rispondere soltanto di ciò che ho scritto nel mio testo. Sotto il profilo scientifico, non vedo perché non si possa sviluppare una riflessione sulle possibili analogie tra due fenomeni di contestazione dell’ordine costituito. Non c’è niente di criminale nel domandarsi se i black bloc possano avere caratteristiche comuni ad altri fenomeni ribellistici già noti. È il dovere di un sociologo che si occupi di violenza politica. Sono stato più volte invitato negli Stati Uniti per chiarire possibili differenze e analogie tra i militanti di Al Qaeda e quelli delle Brigate rosse. Nessuno mi ha mai dato del ”verme” o del ”v enduto” per questo.

    Il contenuto del mio articolo smentisce categoricamente il titolo: ”Si scrive no tav, si legge BR” ed è in opposizione alla linea de ”il Giornale”, che non lo ha censurato.

    La frase ”Travaglio ha rovinato la mia vita” non l’ho mai pronunciata. Per il resto, ogni parola dell’intervista di oggi è mia, fatta eccezione per un refuso (si costruiscono ”detti” sarebbe si costruiscono ”ghetti”). Sotto il profilo storico, esistono almeno due sinistre. Il conflitto tra loro dura da sempre: nel modo di esprimersi, nel modo di concepire la libertà di pensiero.

    Alessandro Orsini

  2. marina scrive:

    sono andata a leggermi il pezzo, ma Travaglio non ha assolutamente detto quello che gli viene attribuito, o questo non sa leggere o lo fa apposta!

    • Io scrive:

      concordo… ho letto prima questa intervista, e poi mi sono andata a leggere il resto… bah… che dire? complessi di inferiorità verso un vero giornalista?

      • Io scrive:

        p.s. e poi, le lettere che arrivano non sono causa diretta di Travaglio, noi lettori siamo perosne e sappiamo ragionare! (chi più chi meno, come ovunque…)

  3. Marco scrive:

    ma questo signore è uno schizofrenico. In più è un servo! e dice di essere di sinistra: non significa una beneamata minchia se sei di sinistra o di destra: i servi sono prima di tutto servi e tu, carissimo, lo sei!

  4. Giuspor1945 scrive:

    …e non solo: come tutti i servi di B., è solo capace a gridare per aver ragione, quando invece sa di essere in torto marcio…ebbene, caro SERVO, che ti arrivino pure tante mail che ti coprano di quel che ti meriti!!!

  5. Luca Schiavoni scrive:

    la prima regola è non aver paura, lo dice anche lui. Quindi, visto che dice cose spaventose, non deve aver paura delle reazioni. Se chiede la pubblicazione a Il Giornale e se è intelligente SA benissimo di chi è quel giornale, ao, e a quali strumentalizzazioni si presta. OVvviamente. Se fa l ingenuo beh, è un insulto all intelligenza. E, visto quel che scrive, se solo il Giornale gliele pubblica beh, fossi in lui ragionerei su questo, Travaglio ha solo scoperchiato una pentola, ma il bollito è lui. E se questo pensatore è di sinistra allora io sono il figlio di Cicciolina.

  6. Monica Cipani scrive:

    Travaglio ha capito benissimo le parole di Orsini e le abbiamo capite tutti. Nessun fraintendimento o strumentalizzazione. Orsini deve solo vergognarsi. La sua giustificazione è inaccettabile: “Se un giornale di destra mi chiede un’analisi sulla violenza politica, accetto”. Ecco, appunto, Il Giornale (che se non si chiamasse così non si capirebbe nemmeno che è un giornale) non è di “destra”, è carta non igienica, imbrattata dai pennivendoli servi di Berlusconi.

  7. Patagarrakkiu scrive:

    Travaglio gli ha rovinato la vita? Bah, se sto Orsini continua a parlare così, mi sa che contribuirà lui stesso a rovinarsela.

  8. Satana scrive:

    Se un giornale ha l’abitudine di mettere a caratteri cubitali titoloni roboanti e riportare frasi in maniera superficiale accomunandole a foto che non c’entrano nulla, sono problemi di quel giornale e degli elettori che spendono soldi per comprarlo. Questo tipo di giornalismo è studiato apposta per buttare benzina sul fuoco e spaccare le coscienze in fazioni. Divide et impera dicevano nel medioevo, il berlusconismo deve dividere e arringare le folle, perchè così si inibisce il pensireo critico e lo si sotituisce col pensiero unico. Grillo lo hanno sbattuto in prima pagina, riportando le sue frasi estrapolate dal contesto e mettendo le foto dei blac bloc vicino al titolone. Questo è il giornalismo italiano ai tempi del Sultano, la definiscono macchina del fango. E come tutte le macchine del fango a volte gli schizzi arrivano a colpire anche molto distante dal bersaglio originale. Comunque chi volesse informarsi seriamente non ha che da andare in rete su youtube e cercare i filamti video degli scontri, dove si vede chiaramente che da un lato ci sono le persone della vallata che protestano pacificamente e dall’altro c’è un mini esercito di guerriglieri armati di caschi, scudi, maschere anti-gas, pietre, bastoni ecc. che parlano francese, italiano, olandese, quindi si tratta di una organizzazione internazionale. La cosa interessante è sapere come mai le forze dell’ordine riescono a conoscere i movimenti di gruppi terroristici islamici ma non riescono ad impedire ad un gruppo di facinorosi di arrivare in val di susa, organizzare la logistica e schierarsi in assetto da combattimento e poi quando lo show è concluso questo mini esercito si dilegua nel nulla?

  9. Cercoquelloonesto scrive:

    Concordo…

  10. BARAB scrive:

    per favore dott. orsini puo gentilmente elencare le parrochie
    americane che ti hanno invitato a parlare?
    non citare disneyworld e universal studios per favore

    • Claire scrive:

      è vero che è stato invitato dalle università americane a parlare del suo libro sulle brigate rosse, almeno quello, è vero.

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