E Libero se la prende con la Dandini
06/07/2011 - Dopo la lettera al Corriere di ieri ecco la reazione Libero non ci sta. E se Serena Dandini si lamenta di non essere ancora stata ricevuta da Lorenza Lei e il suo programma è ancora in bilico, ecco la risposta
Dopo la lettera al Corriere di ieri ecco la reazione
Libero non ci sta. E se Serena Dandini si lamenta di non essere ancora stata ricevuta da Lorenza Lei e il suo programma è ancora in bilico, ecco la risposta di Francesco Borgonovo a stretto giro di posta:
La regola principale delle lettere dei telemartiri è quella di citare sempre i propri compagni di lotta. Fazio cita la Gabanelli e Santoro; Santoro cita la Gabanelli; la Dandini – per chiudere il cerchio – cita Santoro, la Gabanelli, Fazio, Saviano e pure Corrado Guzzanti. A leggere le sue centomila righe, sembra che il popolo italiano non possa dormire la notte, oppresso dal dubbio: «Jaafate o Gnaafate?». Cioè: «Tornate in onda la prossima stagione oppure no?». Nei palinsesti Rai tutti i programmi di cui sopra sono previsti, ma fa lo stesso. Serena si lascia prendere la mano e verga un mezzo romanzo fantascientifico. Sostiene l’esi – stenza di «forze superiori, poteri che alitano sulle decisioni delle alte sfere televisive». Spiega che il sistema è «minato alle radici, prende ordini dalle sue misteriose logge P2, P3, P4». Nota che Corrado Guzzanti è costretto a rifugiarsi a Sky e che «anche la gloriosa La7, fino a ieri avamposto di ogni libertà, sembrerebbe colpita dallo stesso implacabile virus che debilita ogni autonomia». Se ne deduce che Gruber, Lerner e Mentana, se prima erano perseguitati al confino, ora sono complici del regime. Altro passaggio obbligato delle missive indignate: rivendicare l’appartenenza alla Rai. Lo ha fatto Fazio, poi Santoro. «A me dispiace lasciare l’azienda dove siamo cresciuti», frigna la Dandini. Già, lei è nata in Rai, anzi, era già in Rai ai tempi dell’Eiar.
E alla fine arriva anche il retroscena retroscenoso retroscenante, a spiegare tutto il “male”:
Però spunta un retroscena, rivelato da Dagospia, che spiega: Parla con meè prodotto dalla Fandango del sinistrissimo Domenico Procacci. «La Rai paga e la Fandango confeziona». Solo che il format del talk show è di proprietà della Rai, non di Fandango, dunque il direttore generale Lorenza Lei vorrebbe farlo realizzare da Viale Mazzini, così magari risparmierebbe un po’. Peccato che la Dandini abbia un contratto in esclusiva con Fandango, la quale dunque dovrebbe essere per forza della partita… Ma lasciamo perdere i soldi. Serena ne fa una questione di affetto: vuole parlare con Lorenza Lei, vuole essere ascoltata, coccolata. Ma la la Lei, cuore di pietra, non le ha mandato «neanche un sms». Il rischio è che finisca – tanto per restare in tema – come nel celebre sketch di Guzzanti. Immaginiamo la scena: Serena guarda la Lei con occhi affranti, le dice: «Parla con me». E la Lei risponde: «A Dandì, ma io e te, che cazzo se dovemo dì?»











