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Federico Aldrovandi: gli agenti che lo hanno ucciso tornano in servizio

I poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi tornano in servizio? La notizia è stata data dalla mamma del giovane ucciso a Ferrara, ripresa da Repubblica Bologna, che ha spiegato come gli agenti stiano tornando in servizio dopo aver scontato i sei mesi di detenzione ed il periodo di sospensione. Tuttavia a smentire la notizia ci ha pensato Gabriele Bordoni, avvocato di Paolo Forlani, uno dei quattro agenti coinvolti, che per il momento non tornerà in servizio perché da tempo in cura per una nevrosi reattiva dovuta  «alle vicende del processo e a tutto quello che ha vissuto, con grande dolore, anche per la morte del ragazzo».

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NESSUNA PAROLA DA POLIZIA E VIMINALE – Patrizia Moretti ha svelato poi all’Ansa che nessuno l’ha contattata, né dalla Polizia né dal Ministero dell’Interno, per spiegarle quanto stesse accadendo, nonostante lei stessa chieda da sempre la radiazione degli agenti che hanno causato la morte del figlio. Alla domanda relativa all’arrivo della chiamata ha donna ha risposto: «Beh, effettivamente sì». «Conoscenza diretta non ne abbiamo -ha continuato la donna- sappiamo che i tempi sono questi, tra fine gennaio e inizio febbraio, ma in realtà le notizie le ho più dai giornalisti che non dalla fonte. Con i nostri avvocati avevamo fatto una richiesta di accesso agli atti presso i vertici della polizia per vedere i loro provvedimenti disciplinari, ma ci è stata negata. Perché, ci hanno detto che ai sensi di legge non siamo diretti interessati».

 

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LA VICINANZA DEL MINISTRO CANCELLIERI – L’ultimo ad aver sentito Patrizia Moretti è stato il ministro Cancellieri: «Allora era ministro dell’Interno. Si era in parte impegnata a seguire attentamente la vicenda, poi ha cambiato ministero… Il problema è che cambia politico e non c’è più modo di proseguire il dialogo e non hai più un interlocutore». In tutto questo tempo neanche i quattro poliziotti condannati hanno cercato un contatto con la mamma di Federico Aldrovandi che ne ha approfittato per ritornare sulla polemica relativa all’impossibilità di radiare dalla polizia agenti condannati per reati colposi.

IL NODO DELLA RADIAZIONE – La mamma di Federico ha ribadito ciò che ha sempre sostenuto insieme al marito, Lino Aldrovandi: «In tutte le sentenze che si sono succedute, in particolare la prima, hanno sancito che non è stato possibile arrivare ad una pena maggiore a causa degli insabbiamenti dei colleghi. Io ho letto il regolamento della polizia. La radiazione anche è prevista per il disonore alla divisa. E questo per me è alto tradimento. Basta leggerle le cose, basta volerle applicare, per me gli appigli ci sono. Ma forse non vogliono farlo. Qui non ci siamo solo noi ma è una questione che riguarda tutti, riguarda quello che decide di fare una istituzione di fronte ad una condanna per omicidio».

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