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Sperimentazione animale: l’Italia verso una multa da 150mila euro al giorno?

La direttiva del 2010 che regolamenta lo svolgimento di test scientifici sugli animali non è ancora stata recepita dall’Italia, anche se l’ampio termine per farlo è scaduto.

Sperimentazione Animale Domenica Live Caterina Simonsen 3

ARRIVA LA MULTA – La Commissione Europa intende deferire l’Italia alla Corte di giustizia Ue per il mancato recepimento della direttiva che regolamenta lo svolgimento di test scientifici sugli animali. Secondo quanto appreso dall’Ansa, la decisione sarà presa domani e prospetta una multa da oltre 150 mila euro al giorno.

FUORI TEMPO MASSIMO – L’Italia è terribilmente indietro rispetto ai tempi richiesti, la Camera ha infatti approvato ad agosto una legge che riguardava (tra le altre cose) il recepimento della direttiva europea 2010/63/UE, del 22 settembre 2010 , sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, ma si trattava solo di  una legge delega, che forniva al governo la delega ad adottare i decreti legislativi per l’attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B della legge approvata tra le quali, per l’appunto, troviamo la direttiva 2010/63/UE [1].

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COLPA DI BRAMBILLA? – La direttiva doveva essere già approvata entro lo scorso 31 dicembre 2012, ma durante la scorsa legislatura l’iter era stato bloccato in Senato a causa di un emendamento approvato alla Camera (l’emendamento “Brambilla” dal nome dell’omonima deputata berlusconiana e animalista) che era in evidente contrasto con la direttiva stessa (il che avrebbe posto l’Italia in procedura di infrazione). Poi ci sono state le elezioni e il governo ha dovuto riproporre il testo e farlo approvare in fretta, per evitare una multa di circa 40 milioni di euro, derivante dalla procedura di infrazione causata dal mancato recepimento della normativa.

ANCORA FERMO IN SENATO – Il testo della direttiva, affidata in sede referente in prima lettura alla Commissione XIV del Senato (Politiche dell’Unione europea), è stato emendato all’ultimo istante in commissione in contrasto con la posizione espressa dalla Commissione Sanità, che aveva proposto un emendamento molto lieveì(anche se perfettibile). La stessa relazione della commissione XIV del Senato aveva evidenziato la criticità di alcuni punti che potrebbero essere in contrasto con la direttiva europea. Da agosto a oggi la commissione del Senato ha prodotto e pubblicato a dicembre uno «schema di decreto legislativo» che è rimasto tale e sul quale non è nemmeno chiaro se ci sia consenso sufficiente a permetterne il passaggio nelle due camere.

SCATTA LETTA? – Di certo la politica è stata molto distratta dalle elezioni e dal caos che ne è seguito, il clima da campagna elettorale permanente non aiuta e la produttività della camere è rimasta ai minimi. Ma nemmeno il governo montiano del fare era riuscito a concludere la missione, ora toccherebbe a quello di Letta agire d’urgenza per evitare il cumularsi delle sanzioni e la pessima figura con i partner europei.