Sud, dalla manovra tagli per 2,5 miliardi
27/06/2011 - Prevista la decurtazione del Fas. Pensioni e pubblico impiego nel decreto La manovra da 43 miliardi non è ancora servita, ma le indiscrezioni del Tesoro sembrano spiegare in qualche modo quali saranno le pieghe del bilancio dove agiranno i tagli
Prevista la decurtazione del Fas. Pensioni e pubblico impiego nel decreto
La manovra da 43 miliardi non è ancora servita, ma le indiscrezioni del Tesoro sembrano spiegare in qualche modo quali saranno le pieghe del bilancio dove agiranno i tagli di Tremonti. Roberto Petrini su Repubblica riporta uno schema che spiega su quali poste si agirà:
Secondo le ultime indiscrezioni la manovra che sarà varata giovedì prevede un taglio del 10% al Fas, cioè il fondo per le aree sottoutilizzate, ovvero 2,5 miliardi sui 25 di dotazione attuale. Intanto si prepara il rush finale per la manovra del 2011 salita a 7 miliardi e nella quale, per il momento, non ci sarà l’aumento dell’Iva. Il pacchetto unico del decreto da 43 miliardi resta pesante: pensioni, pubblico impiego, sanità e farmaci, comuni, accorpamento di enti pubblici come Ice e Enit. Oltre alla delega fiscale che prevede 3 aliquote e cinque imposte. Tornando al Sud, oggetto di proteste, spesso racchiuse dentro un acronimo noto solo ai pochi specialisti della distribuzione dei fondi per lo sviluppo, il Fas è molto più importante di quanto comunemente si creda. Intanto non ha nulla a che fare con l’Europa: l’unico momento di contatto è rappresentato dal fatto che la programmazione del Fas (fondo tutto italiano) viene fatta nello stesso documento che programma i fondi strutturali (fondi europei che si attivano con analoghi investimenti italiani), il cosiddetto “Quadro strategico nazionale”.
Glossario burocratico e sigle poco note nascondono tuttavia l’unica risorsa da destinare allo sviluppo e alle infrastrutture in Italia:
Il fondo fu costruito e incastonato nel bilancio dello Stato (cioè si paga con la fiscalità generale e non c’è bisogno di coprirlo ad ogni Finanziaria) da Prodi che lo dotò di 65 miliardi pluriennali. Cominciò lo stesso governo di centrosinistra ad attingervi (ad esempio per il museo Maxxi e lo snodo viario di Pontremoli), ma fu poca cosa. Il vero attacco al Fas fu fatto però con l’arrivo del ministro dell’Economia Tremonti. Con il decretone 112 del 2009 il Fondo fu spacchettato e destinato ad usi sempre più lontani da quelli originari. Come rileva un monitoraggio dell’ufficio studi della Uil, 12 miliardi andarono al fondo infrastrutture, ma 9 furono trasferiti al cosiddetto Fondo Letta di Palazzo Chigi e 4 andarono al fondo destinato a finanziarie la cassa integrazione in deroga. Altri fondi alle Regioni mentre oltre 7, con l’occasione, furono tagliati. Totale 33,9 miliardi. L’eredità dei 65 miliardi di Prodi, incastonati nel bilancio dello Stato, cominciò così ad assottigliarsi e a trovare usi utili e indispensabili, ma distanti dalla destinazione originaria.
Un po’ come avvenne con i condoni nella legislatura 2001-2006:
Vengono dal Fas i 2 miliardi utilizzati per ridurre l’Ici, i 400 per Catania, i 400 per Roma Capitale, gli 1,8 miliardi per il G8 della Maddalena e i 400 milioni per il termovalorizzatore di Acerra. Il deficit non aumenta, la caccia alle coperture non serve. Ci pensa il Fas. La somma destinata alle Regioni, che insistono da tempo sul tema, è stata congelata: niente soldi, ha detto Tremonti. Ma nel frattempo i soldi-Fas sono stati utilizzati per aiutare il ripiano dei debiti sanitari dei governatori: 800 milioni al Lazio, 220 all’Abruzzo, 480 alla Campania e 250 alla Calabria. «Basta, questi soldi vadano allo sviluppo», attacca Guglielmo Loy della Uil. Ma le risorse del Fas sono sempre di meno, tant’è che Tremonti alla fine ha dovuto dire no persino ad una proposta bipartisan avanzata da Sergio D’Antoni (Pd) per finanziare nell’ambito del decreto sviluppo il credito d’imposta per il Sud ideato a Via Venti Settembre. I tagli di 2,5 miliardi previsti non lo avrebbero consentito.












questo dimosta ancora una volta il totale disinteresse degli oligarchi nordisti al governo verso i problemi di un sud considerato solo come bacino di voti cui attingere a piene mani, manodopera da sfruttare, consumatori pronti a comprare i prodotti de nord, gregge di pecoroni da prendere in giro con false promesse si sviluppo strategicamente fatte prima delle elezioni e nei momenti di calo del consenso causa scandali e inchieste; la cosa più triste è che questo sud ha abboccato e continua ad abboccare, ha portato al governo non solo questi oligarchi nordisti che hanno stretto sodalizio con le mafie del sud, ma anche un partito xenofobo, la lega, che laddove il pdl maschera i suoi veri scopi, dichiara apertamente di non voler fare gli interessi del sud bensì solo quelli del nord a scapito e danno del sud (vedi ultimi sviluppi della questione spazzatura); se al sud avessero ragionato, invece di votare con la mente ottusa (e io lo posso dire xchè sono del sud), avrebbero dovuto pensare che portando al goveerno Berlusconi, vi avrebbero portato pure la lega, e così facendo si sarebbero dati la zappa sui piedi; ma quì poi entra in gioco il condizionamento mafioso che è capace di farti fare cose che vanno solo a vantaggio dei mafiocamorristi, che ti danneggiano e tu non lo vedi, anzi credi di stare a fare cosa buona e giusta o che loro che ti stanno facendo un favore, una grazia
http://www.myspace.com/francylla_neworld/blog
Pienamente d’accordo con te!!! Anche l’EXPO di Milano si farà con i soldi Fas e più precisamente con i soldi che servivano alla SICILIA!!! La cosa che mi fa più rabbia è che queste notizie nessuno se le fila e così restiamo tutti dell’idea che al SUD arrivano miliardi di euro che però noi non sappiamo utilizzare perchè siamo incapaci!! Come i rifiuti a Napoli!!! Quando era il Nord a spedirli al Sud nessuno diceva niente, tutti zitti!! Poi quando si tratta di aiutare e invertire il trend tutti a dire che i napoletani sono incivili e che al nord si fa la raccolta differenziata!!! Sò che la maggior parte di quelli che vivono al Nord sono bravissime persone e sono lontani anni luce da quello che dicono i leghisti….ma spesso mi cxapita veramente di pensare che se fossimo divisi sarebbe meglio per entrambi!!!!!!
e tutto ciò mi riporta ad un commento che ho scritto qualche giorno fa e che vi ripropongo:
24 giugno 2011
Anche Borghezio vuole partecipare al dibattito sul raccordo anulare: ai romani, che non vogliono pagare il pedaggio dice: “bisognerebbe faregli un trapianto di cervello”
Basta con questa menanta vittimista del nord che ha solo dato e il sud che ha solo preso e sprecato, casomai è il contrario (leggete Terroni di Pino Aprile)
1- subito dopo l’unità d’italia (maledetta, chè troppo cara è costata al sud e quindi adesso col cazzo che ce la togliete) lo stato sabaudo ha risanato il dissesto delle sue casse con i soldi dello stato borbonico (ricchissimo), ed in quel momento è iniziata la rapina del sud che non si è mai fermata, pianificata in un parlamento che rappresentava solo borghesia ed aristocrazia del nord
2- il sud è stato volutamente tenuto in condizioni di sottosviluppo a vantaggio del nord , perchè solo così in questa parte del paese si poteva sviluppare l’industria, sia attraverso l’emigrazione che ha sottratto braccia lavoro e cervelli (sfruttati e sottopagati perchè senza alternative), sia garantendosi mercati per i propri prodotti industriali (al sud solo consumatori dei prodotti del nord e mai concorrenti delle industrie del nord)
3- il sottosviluppo del sud, funzionale all’industrializzazione rapida del nord (è + facile crescere quando puoi succhiare il sangue al tuo vicino), è stato perpetrato anche
non combattendo seriamente le mafie, infatti, la ricca borghesia industriale del nord ha rinsaldato i suoi interessi con quelli mafiosi del sud (vedi questione rifiuti tossici del
nord mandati al sud) e in parlamento, per decenni, sopratutto nel secondo dopoguerra, sono stati rappresentati solo gli interessi di queste 2 parti: borghesia nordista e
mafie del sud, laddove, fare gli interessi della prima creava sviluppo per tutta una parte del paese, mentre gli interessi delle seconde erano ad esclusivo vantaggio di gruppi
ristretti di mafiosi (oltre che degli industriali del nord) e nel contempo determinavano il sottosviluppo del sud (le mafie sguazzano e imperano nel sottosviluppo)
4- i soldi che lo stato ha mandato al nord attraverso finanziamenti, progetti, infrastrutture e quant’altro, sono milioni di volte di più di quelli mandati al sud per i motivi
suddetti, almeno fino agli anni 80 del post-terremoto, quando le mafie che ormai si erano lanciate nell’imprenditoria, rappresentate anche in parlamento, colgono l’occasine
per spremere la tetta pubblica, ed in qualche modo avviano la costruzione di infrastrutture al sud ma comunque con metodi mafiosi che non hanno prodotto sviluppo
E POTREI CONTINUARE PER ORE a spiegarti le ragioni perchè le ragioni dei problemi del sud risiedono in gran parte al nord, MA TANTO TU NON CAPIRESTI LO
STESSO, perchè hai la mente annebbiata da concetti falsi che ti hanno messo in testa questi oligarchi che ti manipolano il cervello e che sono funzionali alla continuazione del loro strapotere, è questo uno dei motivi per cui stanno tentando di distruggere la scuola, che insegna a ragionare, a pensare con la propria testa, insegna le verità della storia
ps. l’ultima parte , quella in maiuscolo era rivolta ad un legorazzista
Che dirti cara Francesca,
hai detto tutto tu e con frasi che non avrei saputo trovare altro di meglio. Pensa che allegria per me che in queste lande ci sono nato e cresciuto (nord-est nello specifico). Allevato a pane (poco) particole ed odio per i terroni (tanto), ho dovuto, nei primi anni ’70, entrare in fabbrica e rifarmi una cultura per capire quanto figli di madre puttana siano stati i politici che si sono succeduti al governo negli ultimi quarant’ anni e che nella merda ideologica ci hanno sguazzato a mezzagamba per anni come maiali nel brago. Io e mia moglie abbiamo girato quasi tutta l’Italia e mezza Europa prima di capire per benino come funziona, e funziona male dappertutto per chi è sfruttato. Purtroppo l’ ignoranza la fa ancora da padrona, perchè i soldi fatti dagli ex servi della gleba che infestano queste terre non hanno portato con sè cultura, solo arroganza e basta. Peccato, se ti facessi esempi domattina sarei ancora qui a scrivere e manca tempo e spazio. Mi consolano un pò le parole che ha scritto Michele Serra nella sua finestrella su “Repubblica” qualche mese fa, rivolto ai leghisti: “siete un piccolo partito di una piccola zona di un piccolo paese, non avete futuro”.
Vazzola Nicola.