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Pasquale Squitieri: «Se non lo prendi, non cresci come donna»

Il problema è prenderlo. Se non lo prendi, non cresci come donna. Io ho tre figlie femmine. E quando avevano 10, 12, 13 anni, ho chiesto: ma siete ancora vergini? Ma che vergogna! Bisogna liberarsene subito. Ho detto che era disgustosa questa cosa che fossero ancora vergini. […] Ma quale piccole. E poi oggi una ragazzina di 12-13 anni ne sa più di qualunque altro con tutto quello che ha a disposizione dall’informazione. Fanno paura. Bisogna parlare subito di sesso, così smitizzi. Ho sposato una minorenne nel 1965, aveva 17 anni. Ero stato con lei la prima volta quando aveva 13 anni. Io avevo 21, 22 anni. Un reato? Ma certo, è un reato andare contro le regole. Poi l’ho sposata, abbiamo avuto dei figli. All’epoca ero istruttore di scherma e avevo a disposizione un gruppo di giovanissimi, mi sono innamorata di una, ne ho parlato con il padre e mi ricevevano pure a casa.

L’INTERVISTA A LA ZANZARA – A parlare è Pasquale Squitieri, il controverso regista e sceneggiatore italiano nonché da più di quarant’anni compagno dell’attrice Claudia Cardinale. Intervistato dai microfoni di Radio24 per La Zanzara, Squitieri si è lanciato in un lungo excursus sulle proprie esperienze sessuali e sull’educazione impartita alle tre figlie, incoraggiate a perdere quanto prima la verginità. I conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo hanno fatto notare che si trattava di bambine, ma Squitieri ha precisato che la loro verginità «era una cosa disgustosa» e che con le bambine bisogna affrontare il tema del sesso il prima possibile per «smitizzarlo», e permettere loro di «crescere come donna».

Pasquale Squitieri vergini (1)

PASQUALE SQUITIERI, SCENEGGIATORE E REGISTA – Pasquale Squitieri, 75 anni, ha iniziato la propria carriera alla fine degli anni Sessanta, come sceneggiatore e regista del film Io e Dio, per passare al genere spaghetti western e approdare poi a temi più legati alla società come droga, terrorismo e immigrazione. Tra i suoi film più famosi e recenti c’è Li chiamarono… briganti! che, uscito nel 1999, venne ritirato dalle sale a causa dello scarso successo al botteghino, ma che scatenò un certo dibattito tra i critici a causa del revisionismo del film sul Risorgimento italiano e sul tema del brigantaggio nel Meridione dell’Ottocento.

(Photocredit: LaPresse)

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