Il “golpe” della Casaleggio e di Beppe Grillo sul MoVimento

26/06/2011 - di

Come può parlare di democrazia chi nomina senza nessuna condivisione quattro “responsabili” non meglio definiti? La base grillina è già in rivolta Democrazia: parlarne, praticarla, combattere per essa. O, a scelta, riempircisi la bocca per poi fare tutt’altro: succede anche

Come può parlare di democrazia chi nomina senza nessuna condivisione quattro “responsabili” non meglio definiti? La base grillina è già in rivolta

Democrazia: parlarne, praticarla, combattere per essa. O, a scelta, riempircisi la bocca per poi fare tutt’altro: succede anche questo; e succede anche da parte di qualcuno che, proprio, non te l’aspetteresti, vista la mole di parole che scrive e dice appunto sulla democrazia. E’ lui, Beppe Grillo. Lo conosciamo: una figura indubbiamente controversa dello scenario politico italiano; partito come autore e attore comico di successo, si è letteralmente buttato in politica, e tutti ricordiamo i toni e le modalità della sua discesa in campo. Toni antipolitici, li definisce il giornalismo nostrano: toni anticasta, contro la politica, ovvero, contro tutti i politici, indistintamente. Sono tutti da buttare, secondo Beppe Grillo, tutti: sono residuati bellici, gente vecchia che parla di concetti vecchi, che propaganda tecnologie “morte e sepolte” come il nucleare, che vive una politica putrefatta. Insomma: da uno che organizza i “Vaffanculo Day” contro la politica italiana, non ci si può aspettare clemenza contro nessuno. Né lui ne mostra; ed è suo preciso interesse presentarsi come radicalmente alternativo rispetto alla classe politica di questo paese.

PREMIATA DITTA CASALEGGIO & GRILLO – Di cosa stiamo parlando? Di una storia potenzialmente esplosiva, che ormai, sulla rete grillina, è di dominio pubblico. Beppe Grillo è un uomo capace di radunare consenso intorno a sé, e questo consenso lui lo raduna – e, giustamente, se lo rivendica – dove altri sono arrivati solo dopo: appunto sulla rete, su Internet. Quando la politica moriva nelle sezioni, Beppe Grillo animava i Meetup, invenzione americana importata in Italia e propagandata nei suoi spettacoli, e che hanno iniziato a crescere esponenzialmente. Chiunque, con impegno anche minimo, poteva essere parte di questo progetto politico innovativo, diffuso, sul territorio. Orizzontale, di base, animato e gestito dagli stessi cittadini, oltre i partiti, oltre tutto, oltre oltre oltre: insomma, questi concetti qui. Beppe Grillo è quello che per primo ha iniziato a dire che quei signori incravattati che siedono in Parlamento non sono nostri rappresentanti ma nostri dipendenti, nel senso del rapporto lavorativo visto che percepiscono denaro pubblico, e che come dipendenti in un’azienda debbono essere trattati e valutati: col pugno, appunto, del padrone, che li tiene sotto controllo, li bracca, gli sta alle costole. Sua l’idea di far entrare nelle riunioni pubbliche degli organismi elettivi – consigli comunali, provinciali – i suoi ragazzi con la telecamera a documentare tutto e a riportare sul web, perchè, appunto, tutto dev’essere trasparente e controllato in maniera diffusa. La democrazia ai tempi della rete, e Beppe Grillo ne è cantore. Ma tutto questo, e l’abbiamo raccontato più volte, Beppe Grillo non lo fa da solo: il suo notissimo blog, tutte le sue produzioni editoriali, le menti politiche dietro il “progetto” Beppe Grillo e, a cascata, il Movimento 5 Stelle, sono i fratelli Casaleggio, Davide e Gianroberto, proprietari dell’omonima ditta Casaleggio & Associati, che produce tutto il materiale per Grillo, dal sito internet ai Dvd che distribuisce, nonché le risorse a cui lui si appoggia, come la mappa della borsa italiana; consulenti globali per le nuove tecnologie, sono, e un po’ giocano ad essere, l’intelligenza grigia del movimento grillino. Vedremo fra un attimo che tali sono in effetti considerati.

IL MOVIMENTO 5 STELLE – Parliamo di due soggetti che hanno in mente un nuovo ordine mondiale che porti ad un governo planetario chiamato Gaia e basato sulla rete mondiale che porti i cittadini a controllare i dipendenti. Un progetto avvenieristico, un po’ Matrix, un po’ Grande Fratello, spiegato in dettaglio in questo video, una sorta di classico per il web. Della Casaleggio & Associati abbiamo raccontato più volte: volendo riassumere, Beppe Grillo è il volto e la voce, i Casaleggio la mente e la Casaleggio & Associati è la struttura operativa del sistema Grillo; produce, anima, promuove. Un progetto che, come si sa, è passato dai palchi all’agone politico, con risultati ormai più che discreti. Il Movimento 5 Stelle, erede delle strutture dei Meetup, ha totalizzato alle ultime elezioni amministrative risultati ragguardevoli, come il sensazionale exploit in Emilia Romagna con percentuali che hanno sfiorato le due cifre e buoni risultati in Lombardia, dove il candidato sindaco Matteo Calise ha dato filo da torcere a Giuliano Pisapia e si è regolarmente presentato in camicia bianca alla prima riunione di consiglio in cui il sindaco Giuliano Pisapia si è insediato alla guida di Palazzo Marino. La presenza nei consigli, come abbiamo visto, è segno di controllo, secondo il movimento grillino: un movimento che a tutt’oggi vive e cammina ancora sulla rete, e che si ciba di democrazia, propagandata e ostentata. Gli eletti grillini, pensano i movimentisti di Grillo, debbono essere al servizio della cittadinanza che li vota e li elegge, tanto che, se l’elettorato e i partecipanti alle reti dei Meetup mostrano di non condividere le scelte dell’eletto, quest’ultimo è a gran voce richiamato a cambiarle o, se non ritiene di farlo, a dimettersi. Molti lo fanno in maniera spontanea, se la necessità si palesa: a tanto arriva il rispetto della democrazia nel movimento. Per intenderci.

L’INCONTRO CHE NON TORNA – E poi, succede qualcosa: eccoci alla storia che raccontiamo. Succede qualcosa di incredibile, per i canoni del movimento, ma che dice molto di chi questo movimento lo guida e lo ispira: attenzione, non a noi raffinati analisti del lunedì mattina. Dice molto ai membri del movimento che, ormai, mettono in aperta discussione la leadership della loro guida, ovvero, appunto, di Beppe Grillo; e del sistema Casaleggio che dietro a lui guida la galassia 5 Stelle. Cosa è successo? E’ molto semplice: tutto parte da una riunione nazionale a Milano degli eletti del Movimento 5 Stelle. Una riunione malconvocata e che da subito crea dei malumori.

Sabato 18 giugno vi è stato un incontro a milano tra gli eletti e Beppe Grillo e Casaleggio. Qualcuno mi sa spiegare cosa è successo, visto che circolano strane voci su decisioni già prese a monte, senza sentire gli eletti presenti ? Quando si fanno questi incontri sarebbe opportuno avvisare i vari gruppi del movimento, anche quelli che non hanno avuto eletti.

Nel messaggio di un utente dei forum di Grillo c’è già moltissimo del sentimento che serpeggia sui forum del movimento grillino. Ma come, il leader fonda la sua linea di pensiero sul principio che i consiglieri comunali devono filmare e diffondere i video dai consigli comunali, poi convoca meeting in maniera non chiara con tutti gli eletti? E per fare cosa?

Sò che ogni 6 mesi si tengono delle riunioni a porte chiuse dove solo per caso a volte escono brevi notizie , che uno deve andarsi a cercare.

Un altro utente grillino mette a nudo la questione. Riunioni segrete con gli eletti? Ma che è, il politburo?

I 4 “COORDINATORI” – Quasi, sembra. Il caso esplode, come abbiamo detto, dopo l’ultima riunione, quella del 18 giugno. Cosa succede? Ce lo racconta l’ex-candidato a sindaco di Torino per la lista 5 Stelle, Vittorio Bertola, che sul forum del M5V Piemontese riporta (o meglio, viene dirottato sul forum pubblico, visto che aveva pubblicato tutto sulla pagina interna per gli amministratori) gli avvenimenti del meeting. Pronti a leggere della vicenda che con ogni probabilità porterà più di una convulsione all’interno della galassia grillina?

Abbiamo iniziato alle 11 e qualcosa, Beppe ha detto due parole facendo i complimenti agli eletti e poco più. Casaleggio jr. ha presentato i numeri del Movimento dopo le elezioni, ora abbiamo oltre 120 eletti in oltre 60 comuni. Casaleggio sr. ci ha messo in guardia sul tentativo attualmente in corso da parte della politica di uccidere il Movimento creando polemiche al suo interno, e in particolare separando Grillo dal Movimento (“il Movimento è bello ma deve liberarsi di Grillo che è brutto”), poi ha analizzato nel dettaglio un paio di casi di comunicazione sbagliata da parte di persone molto in vista nel Movimento, spiegandogli dove hanno sbagliato nel rapportarsi ai media (a noi invece solo complimenti, a me ha detto “voi di Torino come comunicazione non sbagliate mai un colpo” e io vi giro il complimento). Poi c’è stato un gradito coffee break in cui abbiamo anche firmato la stella gialla dei legnanesi che forse avete visto su Facebook. Dopo la pausa Casaleggio ha presentato quattro persone a cui sono state assegnate da loro delle attività, e precisamente Matteo Olivieri (Reggio Emilia) raccoglierà documentazione sui progetti realizzati dalle liste nelle loro città, David Borrelli (Treviso) si occuperà della documentazione per far nascere e presentare le liste, Vito Crimi (Brescia) raccoglierà e analizzerà i programmi di tutte le liste e i metodi usati per scriverli, e infine io (Vittorio Bertola – Torino) mi occuperò di realizzare una piattaforma informatica per condividere interrogazioni, mozioni e tutti gli altri documenti presentati dai consiglieri nei loro comuni e per scambiarsi aggiornamenti su ciò che si fa nelle istituzioni. Ognuno di noi ha parlato per trenta secondi di cosa intende fare, poi è intervenuto per un’oretta Valentino Tavolazzi (Ferrara) che ha approfondito il tema della gestione dell’acqua dopo gli effetti del referendum. Domande e risposte sull’acqua, infine Bono & Fico (nomen omen) hanno fatto un po’ di polemica sull’organizzazione dell’incontro e sulla condivisione delle scelte organizzative, beccandosi risposte piuttosto secche sia da Beppe che da Casaleggio. Poi alle 14:30 si è chiusa la riunione.

Calma. C’è questo meeting, convocato in maniera non trasparente, secondo i grillini: che poi, non trasparente è un eufemismo. Di questi meeting si sa che sono convocati ogni 6 mesi da Casaleggio; e che ci sono delle regole di partecipazione rigidissime.

E’ un incontro fra Casaleggio e gli eletti nelle istitutzioni del MOV5, è vietato portare videocamere o scattare foto, un candidato sindaco si era beccato una diffida dai legali di grillo epr avere aperto una videocamera per alcuni secondi.

Incredibile: una diffida! Dai legali di Grillo! E sul forum del Meetup di Napoli non ci vuole moltissimo a notare che secondo i grillini sarebbe davvero incoerente, per un movimento che impone la registrazione dei consigli comunali, un tale atteggiamento. Ma proseguiamo: si arriva al meeting, Grillo parla pochi minuti per poi cedere la parola a Casaleggio, anzi, ai due Casaleggio, che iniziano ad arringare la folla sottolineando errori e presentando prospettive di miglioramento, come un grande motivazionale aziendale. Questo va, questo non va: non proprio un incontro politico. Al termine della prosopopea, vengono “presentati” 4 soggetti (“persone, non meglio identificate) che seguiranno delle attività tematiche. Le parole, qui, sono della massima importanza: “Dopo la pausa Casaleggio ha presentato quattro persone a cui sono state assegnate da loro delle attività”. Casaleggio, e non Grillo, e non altri; assegnate, e non votate; da loro, e non da altri.

PARTE LA POLEMICA – Riuscite ad immaginare l’impatto della vicenda, in un movimento che, grazie a Grillo, o forse nonostante Grillo, ha saputo nascere e crescere in maniera orizzontale e democratica finora? Non a caso, Bertola, previene le critiche, che come si legge sono già partite.

Visto che già son partite le polemiche, aggiungo che a me l’attività di cui sopra è stata proposta giovedì scorso (sono andato io a Milano a spese mie, su loro richiesta, per parlare con i Casaleggio per ben 15 minuti), che è una attività tecnica non retribuita che faccio per carità di patria (e su cui penso di coinvolgere tutti gli informatici del Movimento che vorranno dare una mano perché, come ho detto anche a Milano, ho già abbastanza da fare come consigliere comunale), che non so perché sia stata assegnata a me ma presumo che sia perché ho sia le competenze informatiche che quelle burocratico-politiche per mettere in piedi un progetto sensato, che è possibile che io stia simpatico a Casaleggio perché essenzialmente abbiamo lo stesso background professionale (informatici e poi imprenditori) ma comunque nel corso del 2011 io con loro ci ho parlato tre volte in tutto, e che francamente dovremmo solo essere contenti che anche a livello nazionale ci prendano come un punto di riferimento…

Attenzione, un dato in più: prima del meeting, i Casaleggio convocano le persone che hanno scelto a Milano a spese degli eletti stessi per dei colloqui riservati e privati; al meeting, la loro nomina viene semplicemente annunciata. Lo ribadisce sempre Bertola, sul forum del Meetup di Napoli, animato da Roberto Fico, che insieme a Davide Bono – che conosceremo meglio fra un attimo – è intervenuto al meeting dei grillini per contestare la nomina dei magnifici 4.

Giovedì scorso, su loro richiesta, sono andato a Milano dai Casaleggio, che mi hanno spiegato che, viste le continue richieste da parte di tutta Italia, si erano decisi ad affidare alcune attività di sviluppo della piattaforma nazionale a persone del Movimento di loro fiducia e con le capacità adatte al lavoro. Non mi hanno detto chi erano le altre, ma hanno detto che a me chiedevano di mettere mano a Movable Type (il sistema informatico su cui gira beppegrillo.it) per realizzare un archivio nazionale di interrogazioni, proposte di delibera e altri documenti presentati dai consiglieri eletti nei propri Comuni, e facilitarne la condivisione.

La cosa non va sminuita – e, come vedremo, non lo è affatto stata: il movimento che si è scagliato più di ogni altro contro il Parlamento dei nominati, come funziona davvero, nel suo interno? Convocati dei meeting degli eletti in maniera non trasparente; prima dei meeting i guru del movimento “capano”, scelgono cioè nella vasta schiera in maniera del tutto discrezionale i futuri responsabili di nuove aree tematiche (secondo le malelingue, selezionandoli fra “i più influenzabili”); li convocano a Milano per dei colloqui riservati, dopodiché li annunciano, con molta semplicità, agli eletti presenti. Stranamente, qualcuno si alza e fa anche “un po’ di polemica”, beccandosi risposte “secche” da parte di Beppe Grillo e da Casaleggio. Come a dire, che li hanno rimessi al posto loro: e chi sono questi arditi contestatori? Piccoli infiltrati? No, colonne del movimento.

PROBLEMI DI DEMOCRAZIA – Ad esempio il succitato Davide Bono, consigliere regionale in Piemonte e già candidato del M5S alla presidenza della Regione: che spiega così le sue perplessità. Il giudizio di Bono è senza appello, e ottimamente argomentato.

Non ho fatto un po’ di polemica, ho semplicemente fatto quelle critiche che avreste dovuto fare voi. Che 4 ruoli di coordinatori tecnico-politici andavano condivisi non dico neanche con la base ma almeno con i 135 eletti. Solo voi potevate farlo dicendo che avreste accettato l’incarico solo dopo il consenso degli eletti. Sarebbe stato un plebiscito – non certo un voto, perchè un voto si fa su delle candidature spontanee e non spintanee – ma sarebbe stato molto diverso. A questo punto visto il livello medio-basso di capacità analitica politica dei convenuti, dopo 2 ore di discussioni alquanto inutili sulla ripubblicizzazione del SII, prima Fico e poi io abbiamo preso parola. Ripeto non si contestano le persone, ma il metodo. E tra l’altro non si sa come faranno 3 eletti in Comune a gestire la piattaforma se non delegando ad altri e creandosi la propria organizzazione (sic!). E come la mettiamo con i doppi incarichi? Non si sa quale sarà il vostro ruolo nè lo sapete voi. A me sul treno la mattina stessa mi hai parlato di lavoro informatico sulla piattaforma. Invece sei poi stato presentato come coordinatore nazionale degli atti di indirizzo delle liste comunali, il che è un ruolo politico. Si sa solo che avrete amplissima discrezionalità nel gestire il ruolo affidatovi. E così tu sceglierai i tecnici che vorrai tu, Borrelli, Crimi, Olivieri idem.E la discrezionalità si può dare solo a grandi uomini e non so dire se tutti voi lo siate. Su uno ad esempio si leggono commenti poco edificanti online… Spero che Casaleggio vi controlli bene perchè noi non vi potremo controllare anche perchè non vi abbiamo eletto noi e non sappiamo come sfiduciarvi nel caso di errori o mala gestio. Un po’ come i politici. Inventeremo il recall online anche per i coordinatori? E spero che Grillo e Casaleggio scelgano sempre il meglio, affermando che il voto di un’Assemblea rappresenta un partito, mentre la nomina dall’alto no, ed è preferibile perchè evita il formarsi di correnti e correntine.

Un movimento che lotta per la democrazia in Italia dovrebbe essere democratico al suo interno: abbastanza facile. E invece, pare di no. Pare di no perché le critiche che i perplessi dall’operazione Casaleggio/Grillo al meeting di Milano sono state bloccate senza particolari cortesie. Lo spiega Davide Bono, ancora, in una mail privata di contro-resoconto inviata a molti esponenti nazionali dei Meetup e non resa pubblica, se non per stralci: siamo al punto in cui Bono, incredulo dell’andare degli eventi, decide di prendere la parola. Ecco la sua versione, che collima con quella raccontata da Bertola. Risposte secche, dicevamo.

Strappo il microfono alle 14.30 chiedendo lumi: chi ha deciso chi e se sono ruoli tecnici o politici? Mi si risponde che se qualcuno del territorio me lo chiede devo mandarlo a fanculo.

Grillo e Casaleggio mandano affanculo “platealmente” – lo ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l’ex candidato sindaco di Torino – il loro ex-candidato governatore, perchè aveva attaccato “con forza” il metodo delle scelte del movimento. Grillo, l’uomo del Vaffanculo day, a fanculo ci avrebbe mandato uno dei suoi eletti di punta in Piemonte perché si era permesso di questionare una scelta non democratica all’interno del movimento. E’ uno spaccato della vita del movimento grillino quello che questa vicenda ci offre, una fotografia interna ormai filtrata perché probabilmente troppo grossa: e, Grillo dovrebbe saperlo, quando le informazioni filtrano sulla rete, non c’è più nessuno che le possa fermare. Il dibattito, in breve, ormai esplode.

IL MOVIMENTO CONTRO GRILLO? – E, in linea di massima, nella stragrande maggioranza dei casi contro Beppe Grillo, e a favore di chi reclamava trasparenza e democrazia nelle scelte del movimento. Tutto parte, come abbiamo visto, dal Meetup piemontese, dove c’è chi critica i continui attriti fra l’ex-candidato sindaco e l’ex-candidato governatore e chi rimprovera a Bono precedenti decisioni non democratiche; ma sono mosche bianche. I più, e a ruota, giudicano inammissibile il comportamento di Grillo.

Guardate, a me sta cosa di Grillo che se ne fotte sempre e comunque di quello che pensiamo noi da fastidio da parecchio, da quando s’e’ inventato il Non Statuto, per la precisione, senza consultare nessuno. Che noi abbiamo un serio problema di democrazia interna penso sia ormai arcinoto, ma pare che alla maggioranza stia bene cosi’ e allora a parte periodicamente sollevare la questione altro non faccio. Pero’ secondo me prima o poi bisognera’ parlarne in modo chiaro e magari cominciare noi tra i territori e gli eletti per avere idee condivise e magari anche una proposta sensata su come e cosa fare.

Mauro Conte, di un “problema di democrazia interna”, ne parla apertamente.

Forse non avevo compreso la portata epocale della cosa. Non è il primo aprile e carnevale è finito da un pezzo. Quindi se è uno scherzo ditemelo subito.
La domanda che sorge spontanea è: chi ha deciso? Beppe? Casaleggio? Chi in Casaleggio? Perché questo fa crollare le basi stesse del Movimento. E’ la regola principale, l’uno vale uno, il singolo cittadino che “vota online e prende decisioni”. Questo vale, o sono 2-3 persone senza nome e senza volto, che scavalcano tutto?
Eh no, mei cari! Il movimento siamo noi e imposizioni dall’alto non ne accettiamo. Chiunque siano i 4 nominati, non voglio neanche saperlo, io non ne riconosco nè il ruolo nè una eventuale autorità. Se Grillo mi manda affanculo, io mando affanculo lui. Ogniuno vale uno. Punto.

Il commento impazza, la polemica continua, fino a che Vittorio Bertola non decide di mollare.

LE DIMISSIONI – Con una formula tutta da chiarire, oscura anche per i grillini, il consigliere comunale di Torino sembra affermare di preferire l’incarico che gli hanno assegnato i Casaleggio rispetto a quello che gli hanno assegnato gli elettori. Annuncia le sue dimissioni dall’istituzione comunale, dunque, e si sospende politicamente dal movimento.

In virtù delle affermazioni nei miei confronti contenute nella mail di Bono a lista di ignoti inviata oggi pomeriggio, nonché in questo thread, ritengo opportuno rimettere il mio mandato di consigliere comunale a Torino al giudizio dei miei elettori. Come sapete, a differenza dei consigileri regionali che non rispondono a nessuno, chiunque può far partire una procedura di contestazione ai consiglieri di Torino. Chiedo dunque al Presidente Bono di mettere nero su bianco le critiche che già ha esposto nei miei confronti e di attivare la procedura. Considerato che è venuta meno la fiducia del gruppo piemontese nei miei confronti, comunico anche la mia decisione di autosospendermi dal coordinamento regionale piemontese e di non partecipare più alle riunioni del Movimento 5 Stelle Piemonte.

Insomma, la spaccatura ormai è plateale, la macchina è innescata e non si ferma. L’indignazione per la scelta antidemocratica di Grillo serpeggia sulla rete del Movimento 5 Stelle: sui blog, su Facebook, sui Meetup e sui forum, sono in moltissimi a criticare la gestione “privatistica” del movimento da parte di Grillo e Casaleggio, il volto e la mente, che però, secondo i grillini, giocano sporco. “Che ci stia prendendo tutti per il culo?” scrive il M5S di Sesto San Giovanni, e non è isolata quest’opinione. Intanto Bertola tenta di spiegare il suo punto di vista: il suo è un incarico gratuito di ausilio informatico (ma qualcuno non manca di chiedergli: “Il codice che produrrai, sarà open source o di proprietà della Casaleggio?”); non è stato nominato coordinatore di un bel niente, ma solo qualcosa di simile ad un “consulente tecnico”; e chi critica una nomina del genere lo fa perché vede allontanarsi la possibilità di avere voce in capitolo sui posti che contano, quelli per le future liste alla Camera, ad esempio; insomma, sembra dire Bertola, chi critica le scelte di Casaleggio lo fa solamente perché non è stato scelto dal guru di Beppe Grillo. D’altronde Bono nella mail riservata pubblicata a pezzetti scrive chiaramente quale è il pericolo che intravede.

Io opporrei il fatto che allora non è il caso neanche che ci sentiamo tra di noi, nè che scegliamo i candidati presidenti o sindaci con delle assemblee nè tantomeno in futuro per il candidato premier e i listini per le politiche. Deciderà Casaleggio.

Secondo Bertola, questa sarebbe la prova della sete di potere di Bono e della corrente “democratica”.

PARLA IL LEADER – Il dibattito imperversa, si arriva agli insulti. Davide Bono e Vittorio Bertola dibattono in pubblica piazza svelando confidenze reciproche; il forum del Meetup piemontese sembra quello di un sito di adolescenti in preda ad una deriva autodistruttiva: la situazione inizia davvero a degenerare, accuse incrociate di mire politiche, frasi del tenore di “se non avessi mai fatto politica la mia vita sarebbe stata migliore”: sembra uno psicodramma. Fino a che, solo 3 giorni fa, interviene il leader. Beppe Grillo parla sul suo blog con un post che, lo dice lo stesso Bertola, “è destinato al Piemonte”.

Non fate finta di non sentire, sappiamo tutti che quel post è specificamente diretto innanzi tutto al Piemonte, mica è un caso che sia uscito oggi così… Io mi sono chiamato fuori da questa deriva partitica del Movimento piemontese; all’assemblea non verrò, per questo è la vostra assemblea.

Che cosa dice Grillo nel post? Che il Movimento è diverso dai partiti, e diverso vuole rimanere. Anche nella democrazia, pare.

Il MoVimento 5 Stelle è figlio di un’utopia, di una politica senza intermediazioni, senza quelle sovrastrutture autoreferenziali che si chiamano “partiti”. Qual è la sostanza dei partiti? L’organizzazione in correnti, le strutture fisiche, i riferimenti territoriali, i pacchetti di voti, le assemblee nazionali, regionali, provinciali che propongono le liste degli eletti, che prendono decisioni per i cittadini, i leader e i leaderini, il finanziamento pubblico. Organizzazioni da antiquariato politico.

Niente assemblee, niente correnti, il cittadino al primo posto. Come tutto questo sia conciliabile con una nomina non democratica di un responsabile tematico interno, è da spiegare. Intanto le convulsioni nel movimento piemontese non sembrano finite, si parla apertamente di “disgregazione”, mentre gli altri attivisti di tutt’Italia continuano la polemica contro il leader; i Meetup si stanno organizzando per autoconvocarsi a Roma in un incontro di tutto il MoVimento 5 Stelle (ma, ci precisano i promotori in un momento successivo alla pubblicazione di quest’articolo, la riunione era già stata organizzata prima dell’evento, e dunque non sarebbe da collegarsi a questa polemica) : insomma, caro Beppe, è stato bello. I tuoi ragazzi ti stanno per defenestrare dall’organizzazione che proprio tu hai creato? Sul forum del Meetup di Napoli, c’è chi pubblica l’organigramma interno al MoVimento, per come gli attivisti pensano che tu lo veda.

Non male, per essere il movimento che doveva cambiare l’Italia. Con te come ispiratore.

146 Commenti

  1. Stefano scrive:

    Caro Tommaso, ma eri del Movimento e poi ci hai ripensato? Me lo chiedo perché altrimenti non riesco a capire questo articolo.
    Stai cercando di essere la prova vivente che l’esorcismo esiste? Hai trovato il maligno? Beppe il diavolo? Ci vuoi aprire gli occhi? Pensi che il movimento sia in pieno di beoti? Grillientology? Il nostro Tom Cruise è Marco Travaglio?
    Beh, ti ringraziamo. Adesso che hai scoperto le carte, possiamo tutti tornare nel PD ed i più facinorosi liberisti, in SEL.
    Grazie per tutto quello che fai, mettendo a nudo la verità, cazzo ci hai scoperto, e mo chi lo dice a mamma?

  2. tex scrive:

    è tutto vero qui trovate il documento che li smaschera tutti!!!!

  3. Massimo scrive:

    Mi piacerebbe sapere perché tutto questo casino per quattro nomine tecniche (non politiche) che non mi sembra poi la fine del mondo.
    A me molto spesso quello che dice Grillo dà fastidio, mi sembra eccessivo…
    Poi, pian pianinino, molto spesso (non sempre) mi convinco che ha ragione, anzi che qualche volta le cose sono messe pure peggio.
    Strano fenomeno, a cosa sarà dovuto?

    • Giorgio scrive:

      Mettiamola così: se gli insegnanti di una scuola fossero nominati da dei tizi che lavorano per una tipografia, la stessa che vende i libri scolastici più cari in circolazione, ci troveresti qualcosa di male? in fondo sono solo nomine tecniche, mica decidono il programma scolastico…

      • bak scrive:

        sagace osservazione, ma purtroppo come analogia non è molto consistente…
        un’azienda che gestisce siti web trae i suoi profitti da chi desidera un sito web. e questo non genera alcun confitto d’interesse fin quando si rispettano le dinamiche del cosiddetto ‘non-statuto’
        atteniamoci alla carta quindi :)

  4. volty scrive:

    Dieci pagine ! Me le dovrei leggere tutte ?
    La nuova strategia anti-m5s: è facile controbattere una cosa sintetica per cui si cerca di intorbidire con la lunghezza, gossip, cose quaquaraquà e poi mestare, mestare.
    Basta confrontare questo contenuto con i contenuti sul sito di Grillo per rendersi conto chi è chi, chi è qualcuno e chi è nullità che penosamente cerca di mestare.

  5. volty scrive:

    Sarebbe più idoneo sostituire il sovrano (immagine finale illustrativa gerarchia feudale) con la coppia PD & PDL – alla prova dei fatti.
    At salut, valvassin !

  6. Barbara scrive:

    Scusate, ma negli altri partiti chi “gestisce la rete informatica” e chi “prepara i documenti” sono persone elette alle elezioni? Oppure meri impiegati interni decisi dal partito?

    Smettiamola di far passare per summit del Bilderberg delle semplici riunioni organizzative. Pretendere dai grillini che eleggano democraticamente anche la centralinista e l’usciere, mi pare quantomeno ipocrita.

  7. SpiderTruman scrive:

    Ma che ci azzecca la società che ha lanciato Grillo online con la politica? Lo scopriamo il 22 ottobre quando la rete lancia una notizia che racconta che il PD e Bersani starebbero pensando di barattare la presenza del Movimento 5 Stelle alle prossime politiche (ovviamente il PD non può inserire il M5S nell’alleanza) proponendo di affidare la comunicazione della campagna elettorale (30 milioni di Euro) e un posto di Ministro ai Casaleggio (saltando direttamente lo stesso Grillo che tanto è ostaggio mediatico di questa società).
    Si aggiunga che proprio perchè non si può inserire il M5S nel centrosinistra l’unico modo per assicurare al PD che il M5S non si presenti mettendo in forse la vittoria della sinistra è quello di fallire la presentazione del M5S.
    Infatti il Movimento per presentarsi alle politiche dovrà presentare oltre centomila firme nei tribunali di tutta l’Italia, allora sarà sufficiente comunicare all’ultimo momento che il M5S non può presentarsi non essendo riuscito a raccogliere o autenticare le sottoscrizioni salvo che per il Senato di Lombardia ed Emilia Romagna cioè laddove il risultato è apertamente a favore del centrodestra o del centrosinistra (infatti mentre il premio di maggioranza della Camera è nazionale, quello del Senato è regionale).
    Fantapolitica? Molti ricorderanno che alle politiche 2008 il M5S avrebbe potuto facilmente presentarsi se non in tutta Italia in gran parte di essa, pur non riuscendo ad ottenere degli eletti, avrebbe certamente dato un segnale politico.
    Ebbene Beppe dice di no, non ci si presenta. I maligni evidenziano come all’epoca fosse molto forte il rapporto tra Di Pietro (il cui sito è stato gestito dalla Casaleggio fino all’ottobre 2010 !) e Grillo; probabile quindi che siano prevalse logiche sotterranee e accordi (politici? Economici?) che hanno portato alla decisione di non presentarsi.
    Colpo di scena. Un gruppo di grillini delusi da questa scelta si schiera unitamente al Movimento Euroscettico (e contro il signoraggio, battaglia ormai dimenticata da Beppe) NO EURO, che con il simbolo “Grillo Parlante” si presenta alle politiche e ottiene percentuali più che lusinghiere (anche 1,3%) presentandosi in Piemonte 2, Lombardia 1, Veneto 1, Veneto 2, Friuli, Campania 1, Campania 2, Calabria e Sardegna come Camera dei Deputati e nelle Regioni: Lombardia, Friuli, Campania, Calabria e Sardegna come Senato della Repubblica, raggranellando 120.000 voti.
    Beppe minaccia fuoco e fiamme con i suoi legali impugnando il simbolo al Tribunale di Roma, ma è tutto inutile, il simbolo può correre e lo ha fatto anche recentemente alle Regionali del Piemonte e alle provinciali e comunali di Torino ottenendo anche molti eletti.
    Con Rabellino bollato come falsario (dal sistema partitocratico) si stanno ora radunando centinaia di grillini delusi, le sue liste sarebbero aperte (e non prenotate) e soprattutto non sarebbero in vendita al miglior offerente.
    Ma come può un grillino DOC conciliare la scelta di unirsi a Rabellino? Ma è ovvio: il tutto è già incluso nella dottrina politica del Beppe: nonstatuto, nonpartito e ovviamente… NONLEADER.
    La teoria del NONLEADER spiega infatti come essendo un movimento spontaneo di persone, il grillismo (e non il M5S che invece è chiaramente un partito) non può essere soggetto neanchè allo stesso Grillo, sarebbe come pretendere di brevettare il fuoco o l’aria, anche la democrazia è un bene di tutti. Occorre che chi si candida non abbia precedenti penali e non sia iscritto a partiti? Nessun problema, nulla che non si possa autocertificare e produrre ai colleghi di lista, cioè ognuno controlla il proprio vicino, in effetti non ci vuole molto per controllare un foglio di carta…

  8. BigMe scrive:

    Cosa dire, Tommaso? Mi ero avvicinato con diffidenza a questo articolo; non già perché io fossi un appartente al 5 stelle, ma perché questo movimento l’ho visto nascere dall’interno ed ero in buona fede convinto della estrema onestà delle persone che in esse agiscono e si candidano.
    Tuttavia, a un certo punto, qualcosa ha iniziato a puzzare, come lo zucchero che finisce su un fornello acceso. È verissimo che il Movimento è composto da persone integerrime (ho votato 5 stelle quando ho potuto), ma è altrettanto vero che alcuni aspetti non mi sono mai piaciuti. Il cosiddetto non-programma del Movimento (e qui apro una parentesi: quando Grillo, o chi per lui, si incazza che viene tacciato di non-politica, bisognerebbe ricordargli che per analogia un non-programma viene naturalmente associato alla non-politica!) è in larga parte condivisibile. Il termine improrogabile dei mandati però, parlando di medioevo, ricorda tanto la lotta per le investiture. Perché se quella regola viene applicata, i candidati cambieranno ogni 2 mandati ma la regia sarà sempre la stessa. Chi è la regia? Grillo? O piuttosto c’è un’eminenza grigia? Su questo, Tommaso, hai scritto molte cose che penso e so anche io, e molte altre che non condivido. Posso dirti che al cospetto di alcuni video propagandistici, o di alcune interviste io che sono lettore, fra gli altri, di Orwell, Campanella e Alan Moore, non posso che rabbrividire. Così come non mi piacciono i techno-hippy: quei personaggi che mescolano una conoscenza quasi mistica delle tecnologie e che al contempo credono in UFO, scie chimiche, rettiliani e complotti planetari. Magari con l’aiuto di qualche stupefacente. Purtroppo però il movimento che, lo ripeto, sotto il cofano ha un motore inesauribile di cittadini onesti, rischia di essere una base ideologica per questi ultimi che letteralmente si cibano di internet. Non voglio arrivare a dire che l’eminenza grigia sia un techno hippy, ma semplicemente: in campana!
    Infine, gradirei che alla fine dell’articolo, mettessi una lista di tutti i link, citazioni e riferimenti a video che hai sparpagliato qua e la o che mancano del tutto.
    Non per sfiducia, ma per comodità e senso di completezza.
    Buon proseguimento.

    • Federica scrive:

      Condivido l’ultima parte del commento di BigMe. Ho letto tutto l’articolo e anche il seguito, ma trovo che quando si scrivono cose serie per poter essere prese in considerazione è indispensabile citare le fonti dirette, non solo per comodità ma soprattutto per onestà intellettuale.
      Rispetto al movimento l’unica cosa che sento di dire espressamente è che più diventerà grande e più dovrà fare i conti con molteplici criticità che vanno dal pratico al teorico. Il pratico è che i numeri hanno bisogno di insiemi e sottoinsiemi e quindi di una struttura che li organizzi e li connetta: assemblee e riunioni dal locale al nazionale non possono che esserne una risultante.
      Il teorico si riferisce ad esempio al non-programma. Questo concetto ha di per se una contraddizione in termini, visto che di idee e proposte ne hanno messe in campo (alcune ampiamete condivisibili) e che di per se idee e proposte sono gli ingredienti fondamentali di qualsiasi programma politico e non.

  9. Signor Freedom scrive:

    se avrete la costanza di informarvi sul movimento di liberazione “PER IL BENE COMUNE” e la forza di mettere da parte l’orgoglio d’appartenenza ad un movimento oscuro come quello di Grillo/Casaleggio allora farete un bene a voi stessi, all’italia, a tutti quanti.. finché il voto sarà irresponsabile, sarà complice, ed anche dandolo a Grillo lo sareste, perché ci sono DOSSIER che smascherano Grillo e i Casaleggio e Sassoon e ormai per me è divenuto impensabile dare la mia fiducia a questo movimento..
    facciamoci responsabili, siamo un po’ più umili, esaminiamo tutti quanti un’altra opportunità, movimento “PER IL BENE COMUNE”
    (io non ne faccio parte, sono totalmente apartitico apolitico, ma se comunque prima che scoppi una eventuale rivoluzione dobbiamo arrivare al voto, che almeno sia un’opportunità di cambiamento, come non lo è mai stata, e considero il movimento che vi ho citato la miglior scelta di voto al momento)

  10. giovanni scrive:

    Io credo che il movimento 5 stelle, sia una rivoluzione, porto un esperienza positiva, però bisogna ricordarsi di vigilare, perchè il rischio che si inseriscano persone con scopi sinistre c’è sempre.

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