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Barbara D’Urso e il «dibattito farsa» sulla sperimentazione animale a Domenica Live

«Questo video è una risposta agli oltre trenta auguri di morte ricevuti. Soltanto per aver scritto di essere viva grazie alla sperimentazione animale». Attraverso le parole di Caterina Simonsen, la 25enne studentessa di veterinaria affetta da quattro malattie rare e vittima delle minacce on line, nel salotto di Domenica Live di Barbara D’Urso è stato ieri affrontato il tema della ricerca e degli animali utilizzati a fini scientifici. Tra gli ospiti anche l’ex ministra Michela Vittoria Brambilla, contraria alla sperimentazione. Proprio come la naturalista e dietologa Lingua Guerra, affetta da malattia.

Sperimentazione Animale Domenica Live Caterina Simonsen

DOMENICA LIVE E IL DIBATTITO SULLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE – «Io parlo solo per me, non faccio parte di nessuna associazione», aveva spiegato nel suo filmato la studentessa, poi attaccata dal Pae, il Partito animalista europeo che aveva azzardato come, dietro il suo caso, si nascondessero gli interessi della lobby farmaceutica. Subito smentito dalla giovane: «Non vengo pagata da nessuno», fu costretta a difendersi, dopo aver ricevuto anche gli insulti degli animalisti estremisti. Soltanto per aver difeso le ragioni della sperimentazione. «Può essere utile?», si sono chiesti nella puntata di Domenica Live. Ma non sono mancate posizioni retoriche, propaganda e picchi di disinformazione.

Sperimentazione Animale Domenica Live Caterina Simonsen 3
Michela Vittoria Brambilla

In studio, tra i favorevoli alla sperimentazione c’era la giornalista Francesca Barra, che sull’Unità ha pubblicato una lettera con la quale ha ricordato anche tutti gli insulti subiti sui social network da Caterina Simonsen.

 

«Certe posizioni da tifoseria sono lontane dalle stesse posizioni degli animalisti. Si parte da assunti etici, per cui non è possibile colpire un animale, e si finisce per colpire l’uomo», ha precisato in trasmissione, condannando gli autori dei macabri auguri on line alla studentessa affetta da rare malattie. «Caterina ha avuto il merito di metterci la faccia, ha riaperto il dibattito in materia. Va precisato che nessuno di noi è favorevole a test che provochino sofferenza negli animali. E che la vivisezione e la sperimentazione sono due cose differenti», ha aggiunto Francesca Barra.

Una risposta diretta a chi si dichiara contrario alla sperimentazione in modo quasi acritico, senza conoscere nemmeno cosa sia effettivamente. E a chi continua a fare confusione, con tanto di propaganda. Come la stessa ex ministra del Turismo Vittoria Brambilla, che sul proprio profilo Facebook aveva annunciato: «Attenzione!!! Per tutti voi amici: il nostro dibattito sulla vivisezione». Anche durante la trasmissione ha continuato a fare disinformazione: «Vivisezione e sperimentazione sono sinonimi», ha azzardato.

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«Di certo, la normativa europea può essere rivista, va capito come gestire la sperimentazione animale, ma occorre fare chiarezza: la vivisezione è un’altra cosa», ha spiegato invece la giornalista Barra. «Non c’è alcuna certezza scientifica sul fatto che Caterina Simonsen sia viva grazie alla sperimentazione», ha aggiunto Brambilla. Di fronte agli insulti ricevuti dalla ragazza ha cercato di prendere le distanze: «Quelli che hanno offeso la ragazza non sono animalisti. Loro sono pacifisti», ha affermato. Tra i contrari anche Linda Guerra, anche lei malata: «Lo dico dal punto di vista umano e scientifico: non sono favorevole. Se anche per assurdo la sperimentazione avesse benefici per l’uomo, io mi opporrei: la vita ha un valore sacro in ogni sua manifestazione», ha spiegato Guerra. Sullo sfondo della discussione trovano spazio anche le intimidazioni ricevute da chi, come alcuni ricercatori milanesi, ha difeso le ragioni della sperimentazione animale. Episodi gravi: quasi liste di proscrizione, con tanto di manifesti con nome, cognomi, indirizzi e numero di telefono, dove gli studiosi venivano etichettati e diffamati, con gli appellativi di “assassini e vivisettori”. In studio un altro ricercatore, Roberto Villa, favorevole, spiega: «Non vorrei diventasse una guerra di religione: io ho colleghi che lavorano su metodi alternativi, ma anche loro capiscono che oggi non è possibile del tutto ovviare alla sperimentazione animale», ha spiegato. Lo stesso che ha replicato alla Brambilla sulla vivisezione, ricordando all’ex ministra come questa sia illegale (dal 1986, ndr) e come non sia corretto, considerando la difficoltà tecnica della materia, spiegare ai telespettatori che siano la stessa cosa. Si può sostituire la sperimentazione animale? Il ricercatore ha precisato come, nonostante le posizioni della Brambilla, allo stato attuale la scienza non possa fare a meno della sperimentazione. Ma durante la trasmissione la conduttrice D’Urso sembrava far poco per mostrare le contraddizioni della Brambilla. E non è mancato chi ha criticato il talk show su Twitter: