L’inedito di Battisti e Mogol: “Il paradiso non è qui”

15/06/2011

‘Il paradiso non e’ qui e’ di sicuro il brano inedito piu’ importante che ho scritto con Lucio Battisti’. In un’intervista al Giornale, Mogol annuncia che ‘Credo che depositero’ il testo, che e’ mio e quindi posso farlo’. Il brano e’ stato eseguito ieri sera in una versione con chitarra e pianoforte da Ron durante il Premio Mogol, andato in scena al Teatro Romano di Aosta e vinto da Lorenzo Jovanotti Cherubini con il testo di ‘Le tasche piene di sassi’ (lo show, presentato da Fabrizio Frizzi andra’ in onda il 23 giugno su Raiuno in seconda serata). La canzone, composta nel periodo tra il 1979 e il 1980, avrebbe dovuto essere inserita nel disco ‘Una giornata uggiosa’ e racconta delle pene di un emigrante italiano in un paese di lingua inglese (il Giornale ne pubblica il testo integrale). ‘Dopo aver ascoltato la musica di Lucio – ha rivelato Mogol – avevo scritto questo testo. Facevo sempre cosi’: prima la sua musica e poi le mie parole. E a lui era piaciuto molto cio’ che avevo scritto’. Ma alla fine non fu inserito nella scaletta finale. Battisti ‘mi disse che c’erano gia’ troppe canzoni in scaletta e che l’avremmo tenuto per l’album successivo. Ma quello fu il nostro ultimo disco insieme’.

Dopo infatti la coppia Mogol Battisti si sciolse per sempre. ‘Non parlammo mai piu’ di quel brano. E la moglie di Battisti, che e’ l’erede, non ha mai pubblicato la musica’. Dal 1980 intorno a ‘Il paradiso non e’ qui’ (di cui circola in rete anche un provino audio registrato dallo stesso Battisti) tra gli appassionati si e’ creata una leggenda sul web che adesso Mogol vuole riportare nella realta’: ‘Per registrare il testo chiedero’ consiglio alla Siae’. E la musica composta da Lucio Battisti? ‘Sua moglie, che e’ l’erede, non ha mai voluto pubblicarla’. ‘Non voglio farle un appello (per la pubblicazione – ndr), sarebbe del tutto inutile. Oltretutto non la vedo da quasi vent’anni’. Insomma 31 anni dopo la pubblicazione de Una giornata uggiosa, Mogol vuole consegnare definitivamente il testo de ‘Il paradiso non e’ qui’ alla storia della musica popolare italiana. Rinnovando un’altra volta ancora la lunga querelle che lo divide dalla vedova dell’interprete con cui ha scritto alcuni tra i brani piu’ importanti del Dopoguerra.

 

2 Commenti

  1. Giancarlo scrive:

    pensavo fosse veramente un ” ultimo o penultimo vero inedito ” di Lucio…invece si tratta de ”

    il paradiso non e’ qui “..brano decisamente ormai conosciuto anche fuori dal giro dei collezionisti maniacali del Grande LUCIO come lo sono anchio.. il brano devo dire che seppure con la scusante del mancato arrangiamento non mi e’ mai piaciuto …musica e testo..sono abbastanza scontati…sinceramente non capisco questa presunta boutade di Mogol…forse a caccia dell’ultima provocazione musicale…Lucio e’ bene ricordarlo sempre ha fatto cose sublimi anche nella piu’ pura semplicita”..cosa che questo brano penso proprio non sia..Giancarlo-Torino

    • Totò Sponsiello scrive:

      Salve sig. Giancarlo,
      anch’io sono un grande estimatore di Battisti e non condivido ciò che voi asserite nel Vs. commento. La musica ed il testo sopratutto non sono scontati, in quanto considerando che siamo ai primi anni ’80, parla già di un’apertura mentale della donna europea e mette in risalto le difficoltà dell’emigrante fuori dalle sue mura domestiche.
      Trovo giusto e legittimo che Mogol voglia depositare quel brano, non lo fa certamente per i diritti ma per una questione di prestigio.
      Poi… come si suol dire… ognuno ha le sue opinioni.
      Aldilà di tutto piacere di conoscerLa.

      Totò Sponsiello

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