La battaglia persa contro l’immigrazione
16/07/2008 - Il numero totale della popolazione in Italia è dovuto per gran parte agli stranieri. Sono 3,5 milioni in Italia e fanno il doppio dei figli degli italiani, che aiutano sostenendo il sistema previdenziale nel lungo periodo. Non è il caso
Il numero totale della popolazione in Italia è dovuto per gran parte agli stranieri. Sono 3,5 milioni in Italia e fanno il doppio dei figli degli italiani, che aiutano sostenendo il sistema previdenziale nel lungo periodo. Non è il caso di integrarli, anzichè di fargli la guerra?
Uno dei cavalli di battaglia della politica della Lega è sempre stato la lotta all’immigrazione che, sebbene abbia cercato di ammantarsi di legalità come contrasto alla clandestinità, è sempre stata, in fondo, una lotta a difesa della razza. Tale fenomeno, giustificato da una crescente presenza della popolazione straniera soprattutto nel Nord-Est, ed è stato propugnato senza tener conto
dei motivi strutturali che lo hanno causato: la richiesta di manodopera da parte delle aziende e di collaboratori domestici a buon prezzo da parte delle famiglie. Una situazione che ha provocato denunce come quella del Los Angeles Times sulla crescente “poligamia“. Un fenomeno su cui lo Stato chiude un occhio per non sentirsene responsabile, proprio in virtù di un approccio sbagliato al fenomeno dell’immigrazione.
AUMENTANO GLI STRANIERI - Ebbene, proprio nell’anno della grande affermazione elettorale della Lega, arrivano le statistiche dell’Istat che sanciscono una volta per tutte la disfatta di questa lotta: l’Italia sfiora lo storico traguardo dei 60 milioni grazie all’apporto degli stranieri: un saldo positivo dall’estero di quasi 500 mila unità . Se sommiamo questi numeri ai quasi 3 milioni di stranieri residenti in Italia ad inizio 2007 ci accorgiamo che ormai il 6 per cento della popolazione residente in Italia è straniera. Questo dato però non deve ingannare: la distribuzione non è uguale in tutta Italia: proprio nelle terre fieramente presidiate dalle guardie lombarde contro l’invasione la percentuale di stranieri residenti (regolari) supera il 10 per cento mentre nelle nuove terre di emigrazione (il sud Italia) nemmeno gli stranieri hanno voglia di risiedere sfiorando in alcuni casi appena l’1 per cento.
SEMPRE PIU’ STRANIERI NEL FUTURO - Ma chi pensa che persa la “battaglia” si può ancora vincere la “guerra” deve considerare che gli immigrati sono giovani e in età fertile: se il tasso di nascita in Italia si è ripreso dopo un calo trentennale è dovuto proprio al fatto che in media le donne straniere fanno il doppio dei figli di quelle italiane: dei 500 mila nati in Italia il 10 per cento sono stranieri con punte al nord del 20 per cento. Questo significa che le classi nei prossimi anni saranno sempre più miste. Anzi per effetto di una certa concentrazione in alcuni punti degli immigrati già adesso si incontrano classi tanto italiane come la formazione dell’Inter. Nel futuro sarà sempre di più così.
LA RISPOSTA VINCENTE: L’INTEGRAZIONE - A questo punto è evidente l’inutilità dell’accanimento contro i rom o contro quei 120 mila identificati come clandestini di cui si riesce ad espellere più o meno un terzo: non cambierebbero di molto a situazione generale. Fino a quando ci sarà l’esigenza economica dell’immigrazione (popolazione più vecchia e quindi bisognosa di assistenza
e aziende alla ricerca di un minore costo del lavoro) l’immigrazione non potrà che crescere e la sconfitta dei crociati farsi più cocente. L’unica possibile rivincita resta quindi quella di eliminare l’immigrazione attraverso un processo di italianizzazione dei nuovi venuti: seguendo l’esempio degli USA che hanno fatto di ogni straniero un americano, sarebbe necessario integrare i nuovi venuti insegnando lingua e costumi, favorendo la nascita di una comunità multirazziale che riduca le differenze facendo emergere quei valori che, giusti o sbagliati che siano, caratterizzano gli italiani. Quegli italiani che hanno dimenticato la grandezza dei loro predecessori, i Romani, che conquistavano le terre rispettandone usi e costumi e importando tutto quello che avessero di prezioso, dalle merci alla cultura e le arti.












E’ proprio vero che l’ignoranza e il razzismo vanno di pari passo. In realtà non sarebbe neanche ignaranza ma semplice mancanza di uso dei più semplici processi intellettivi.
A parte che le carceri sono piene di immigrati che hanno la sola colpa di essere clandestini. Ma vabbe’ tralasciamo. Chi dice che le carceri sono piene di stranieri e pensa con questo di far passare il concetto che alcune etnie hanno maggior propensione a delinquere, dice una cazzata statistica.
Prima di tutto mischia pere con mele. Se vogliamo fare un confronto statistico la prima cosa che insegnano è che le parti abbiano le stesse caratteristiche. Quindi non bisogna paragonare i pezzenti clandestini che arrivano in italia con i residenti ma con gli italiani che emigrano in condizioni di povertà. Troppo facile senno’.
E poi chissa’ come mai si prende sempre la carateristica etnica e non chesso’ il titolo di studio.
Magari si scoprirebbe che il 90% di detenuti non hanno fatto le scuole superiori. Da cui si evincerebbe che le persone con la 5a elementare sono soggetti potenzialmente pericolosi.
Poi altra cosa strana , non si tiene mai conto della condizione economica delle persone. Secondo le tesi ridicole dei nazi-fascisti del 2000 i calciatori , gli attori , i finanzieri milionari dovrebbero riempire , in proporzione , le gattabuie nostrane. Ma così non è.
Sarà per caso che il crimine è un fatto sociale?
Perchè se fosse un fatto etnico i crimini dagli anni 80 ad oggi sarebbero dovuti crescere in proporzione con la cresita degli stranieri. Ma , guarda un po’, i crimini sono rimasti pressoche’ gli stessi. Dati istat.
Quindi: gli stranieri aumentano e i crimini rimangono gli stessi.
Su cazzari razzisti magari ci arrivate anche voi.
minchia! ho letto tutti i commenti e la situazione e’ ben peggiore di quanto pensassi.
La propagnada della televisione trash ha veramente devastato la testa agli italiani. Sfortunatamente le destre reazionarie europee non sono da meno.
Da che mondo è mondo la propensione al crimine aumenta con la povertà. Questo è un fatto storico sociale incontestabile. Tant’è vero che le carceri sono piene di straccioni. Che siano italiani , francesi , australiani o marocchini non è rilevante. Come ho già scritto all’aumentare della presenza straniera in italia non è corrisposto un aumento dei crimini. Sono gli stessi , solo che gli stranieri sono andati ad occupare la scala sociale più bassa della società.
La cosa incredibile è che l’europa nel momento di crisi sta reagendo esattamente come negli anni 30. La classe dirigente europea, in gran parte fatta dalle destre, sta cercando di nascondere il proprio fallimento economico e politico costruendo un capro espiatorio.
Ci sta riuscendo benissimo. Allora vai alle leggi anti-burqa mentre gli stati vanno in default.
E quindi la rabbia del popolame ,invece di dirigersi verso chi ha combinato i disastri economici , si abbatte sugli ultimi dei pezzenti.
Bravi fessi. Continuate ad abbaiare ( in quanto cani ) contro le moschee mentre vi prelevano i soldi dal conto corrente.