Il numero totale della popolazione in Italia è dovuto per gran parte agli stranieri. Sono 3,5 milioni in Italia e fanno il doppio dei figli degli italiani, che aiutano sostenendo il sistema previdenziale nel lungo periodo. Non è il caso di integrarli, anzichè di fargli la guerra?
Uno dei cavalli di battaglia della politica della Lega è sempre stato la lotta all’immigrazione che, sebbene abbia cercato di ammantarsi di legalità come contrasto alla clandestinità, è sempre stata, in fondo, una lotta a difesa della razza. Tale fenomeno, giustificato da una crescente presenza della popolazione straniera soprattutto nel Nord-Est, ed è stato propugnato senza tener conto
dei motivi strutturali che lo hanno causato: la richiesta di manodopera da parte delle aziende e di collaboratori domestici a buon prezzo da parte delle famiglie. Una situazione che ha provocato denunce come quella del Los Angeles Times sulla crescente “poligamia“. Un fenomeno su cui lo Stato chiude un occhio per non sentirsene responsabile, proprio in virtù di un approccio sbagliato al fenomeno dell’immigrazione.
AUMENTANO GLI STRANIERI - Ebbene, proprio nell’anno della grande affermazione elettorale della Lega, arrivano le statistiche dell’Istat che sanciscono una volta per tutte la disfatta di questa lotta: l’Italia sfiora lo storico traguardo dei 60 milioni grazie all’apporto degli stranieri: un saldo positivo dall’estero di quasi 500 mila unità . Se sommiamo questi numeri ai quasi 3 milioni di stranieri residenti in Italia ad inizio 2007 ci accorgiamo che ormai il 6 per cento della popolazione residente in Italia è straniera. Questo dato però non deve ingannare: la distribuzione non è uguale in tutta Italia: proprio nelle terre fieramente presidiate dalle guardie lombarde contro l’invasione la percentuale di stranieri residenti (regolari) supera il 10 per cento mentre nelle nuove terre di emigrazione (il sud Italia) nemmeno gli stranieri hanno voglia di risiedere sfiorando in alcuni casi appena l’1 per cento.
SEMPRE PIU’ STRANIERI NEL FUTURO - Ma chi pensa che persa la “battaglia” si può ancora vincere la “guerra” deve considerare che gli immigrati sono giovani e in età fertile: se il tasso di nascita in Italia si è ripreso dopo un calo trentennale è dovuto proprio al fatto che in media le donne straniere fanno il doppio dei figli di quelle italiane: dei 500 mila nati in Italia il 10 per cento sono stranieri con punte al nord del 20 per cento. Questo significa che le classi nei prossimi anni saranno sempre più miste. Anzi per effetto di una certa concentrazione in alcuni punti degli immigrati già adesso si incontrano classi tanto italiane come la formazione dell’Inter. Nel futuro sarà sempre di più così.
LA RISPOSTA VINCENTE: L’INTEGRAZIONE - A questo punto è evidente l’inutilità dell’accanimento contro i rom o contro quei 120 mila identificati come clandestini di cui si riesce ad espellere più o meno un terzo: non cambierebbero di molto a situazione generale. Fino a quando ci sarà l’esigenza economica dell’immigrazione (popolazione più vecchia e quindi bisognosa di assistenza
e aziende alla ricerca di un minore costo del lavoro) l’immigrazione non potrà che crescere e la sconfitta dei crociati farsi più cocente. L’unica possibile rivincita resta quindi quella di eliminare l’immigrazione attraverso un processo di italianizzazione dei nuovi venuti: seguendo l’esempio degli USA che hanno fatto di ogni straniero un americano, sarebbe necessario integrare i nuovi venuti insegnando lingua e costumi, favorendo la nascita di una comunità multirazziale che riduca le differenze facendo emergere quei valori che, giusti o sbagliati che siano, caratterizzano gli italiani. Quegli italiani che hanno dimenticato la grandezza dei loro predecessori, i Romani, che conquistavano le terre rispettandone usi e costumi e importando tutto quello che avessero di prezioso, dalle merci alla cultura e le arti.























già, se tieni conto che nel 2005 la percentuale dei reati commessi da stranieri è del 33,41%, pur rappresentando soltanto il 5% della popolazione, l’idea di aiutarli mi sembra geniale. anzi, propongo che per farli stare più a loro agio e non crear loro troppi problemi, dovremmo lasciare le case aperte e girare sempre con almeno diecimila euro in contanti in tasca, magari di notte e da soli.
IN RISPOSTA A ROBERTO O COME SI CHIAMA:
ALLORA TU AFFERMI CHE 6,59 REATI SU 10,
LI COMMETTIAMO NIO ITALIANI.
ANCHE AMMESSO DI NON CONSIDERARE I REATI COMPIUTI DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO(PER CUI C’E’ SEMPRE UNA BELLA LEGGE PRONTA),C’E’ POCO DA LASCIARE LE CASE APERTE E GIRARE CON 10000 EURO IN TASCA.ANCHE PERCHE’ CON I DANNI CHE STA PROVOCANDO IL TUO PADRONE,MI SA CHE SONO IN POCHI AD AVERLI.
AH,DIMENTICAVO:IO SONO DI FORZA NUOVA,QUINDI LA TUA TEORIA SUI COMUNISTI,NON REGGE.
E’ proprio perchè sono sempre di più che non bisogna mollare.
Anche io dico che si debbano integrare e farli diventari italiani…ma loro lo vogliono?
A me sembra proprio di no…e quindi sotto a dare mazzate alla cieca.
Per quanto riguarda la “battaglia persa” o la “guerra vinta”, a casa mia mi hanno sempre insegnato che non contano il numero dei soldati ma quanto credono nella Causa per cui combattono. E se perderemo (molto probabile) lo faremo a testa alta, senza scendere a patti e faremo nostro il motto degli hidalgos (per chi non lo ricorda):
“La sconfitta è il blasone delle anime nobili”
P.S. che i romani “assimilassero” quanto di buono c’era nelle altre culture concordo, che lo facessero in modo “pacifico” molto meno. In Gallia ammazzarano circa 2-3 milioni di celti su una popolazione di 6…se questo è un modo pacifico di assimilare, allora sì che dovremmo imparare dai romani!
il problema non sono gli immigrati che si integrano.
il problema sono gli immigrati che non si integrano.
e questi sono per la maggioranza musulmani.
tutto qui.
barbados, vendono roba buona dalle tue parti? sembrerebbe di sì.
caposkaw, direi che non sono soltanto i musulmani che non si integrano. c’è anche tanta “brava gente” dell’est che viene qui senza che gli passi minimamente per la testa di lavorare onestamente. tanto entrare si può entrare, rubare anche, quindi “si può fare”.
a chi ha scritto questo articolo pieno di baggianate e buoni sentimenti chiedo: visto che non c’entra niente l’impero romano, rigiro l’assurdo ragionamento: la conquista che stanno facendo gli stranieri dell’italia è rispettosa della nostra cultura?
ben, c’è da notare che proprio le “terre fieramente presidiate dalle guardie lombarde contro l’invasione”sono quelle che nei decenni passati hanno già subito l’invasione, nei decenni passati, dei c.d. napuli, importando con essi anche le loro simpatiche tradizioni (a tutti ben note).
ho sentito dire da un’ottantenne al mercato “eh, se l’oma povu digerì ij calabreis, cos vol c’han faso un dontre marochin?”.
ah, tanto per non sbagliarsi, i commeti più ferocemente razzisti che ho sentito negli ultimi anni erano tutti pronunciati con accenti “mediterranei”, almeno tra i miei connazionali…
ché se si va a chiacchierare coi vari eterogenei gruppi di immigrati muniti di contatore “razzinger” si rischia il collasso dell’apaprecchio….
e scusate gli errori di ortografia, da buon razzista sono anche molto gnorant
siamo noi che dovremo prendere ad esempio gli immigrati musulmani per ravvivare la nostra fede e ricordarci delle antiche regole dei vecchi tempi come la sottomissione e la verginità del genere femminile
Uhm…commenti molto interessanti
@roberto
Colgo l’invito di andare a vedere i dati che tu citi per capire quali sono i motivi di questa disparità tra italiani e stranieri. Comunque questo argomento rafforza e non indebolisce l’idea di integrare chi viene da fuori nel nostro insieme di leggi. Si potrebbe cominciare con il rendere legale per gli stranieri le cose che sono legali per gli italiani come ad esempio badare ad un anziano o raccogliere pomodori, che ne dici?
@barbados
Dubito che tu sia di Forza Nuova comunque il presidente non è tanto potente da incidere sul numero (sull’importanza si) dei reati italiani
@hellequin
Invece secondo me la battaglia si deve dichiarare persa e provare altre strade, meno bellicose. Per quanto riguarda i romani non penso che i galli fossero così numerosi ma certo sono stati pesantemente sterminati. Ciò non toglie che i romani erano i meno feroci del loro tempo e forse devono anche a quello la loro potenza
@caposkaw
Molti vengono in italia considerando che gli italiani sono degli infedeli che offendono continuamente il santo profeta. Molti pensano che tutti gli italiani siano come quelli della lega. Non è che ti viene voglia tanto di integrarti con gente così. Diamo degli esempi di legalità e rispetto e forse otterremo una maggiore voglia di integrazione anche dai musulmani
@roberto2
Ma davvero l’italia è conquistata dagli stranieri? Io pensavo che a conquistarla era una classe politica corrotta a destra come a sinistra e invece mi dici che i rom sono i veri padroni di italia. La vera mortificazione della cultura viene dagli italiani non dagli stranieri
@baron litron
Ci mancava il tuo genio per affiancare il razzismo verso gli stranieri con quello verso i meridionali. Diceva bene Totò quando vi sfotteva con i tre anni di militare a Cuneo. Svegliati i tempi sono cambiati non puoi stare sempre lì a difendere i Savoia (sai quelli che cercavano prostitute minorenni o anche quelle intercettazioni erano manipolate?)
@cassiodoro
Non prederei come esempio di spiritualità il musulmano prefessante perchè non vi è dialettica nella sua religione ma è vero che la religione (cattolica di un tempo o musulmana) porta dentro una cultura che è spazzata via dall’unico Dio denaro che ci fa avere tutti paura che vengono ad invaderci e privarci dei quattro stracci che abbiamo
scusa, marblestone: io non parlavo affatto di razzismo verso i meridionali, ma di razzismo dei meridionali, che poi più che razzismo è semplice diffidenza dei penultimi immigrati nei confronti degli ultimi (guarda un po’ i rapporti tra ispanici e coreani in California, o tra “cittadini” e “campagnoli inurbati” in Cina, tanto per fare due esempi piuttosto evidenti….).
io non so dove tu viva, ma ti assicuro che ciò che è successo a Torino tra la fine dei ‘50 e la fine dei ‘70 del secolo scorso (ad unico beneficio di una famiglia di battilastra collusi), è stato molto difficile da digerire per chi già viveva qui da tempo.
e tuttavia la digestione c’è stata, a un prezzo piuttosto alto ma comunque non insostenibile.
di conseguenza, e ripeto in italiano le parole della vecchina, “se siamo riusciti a digerire i calabresi, cosa vuoi che ci facciano due o tre marocchini?”
p.s., non vedo difese dei Savoia nel mio scritto, te le sei inventate tu?
eh, letti i due commenti in effetti non ho capito che c’entrassero i Savoia e tutto il resto. Non mi pareva tanto incazzoso quello scritto da BL
@baron litron
Condivido che molto razzismo si annida tra chi ne è stato precedentemente vittima: è l’emigrato che troppe volte dice dei suoi conterranei che sono arretrati e insopportabili. Questo non significa che la tua frase di digerire gli stranieri perchè si è digerito i calabresi sia decisamente razzista.
Per il discorso Savoia mi riferisco al tuo nick che, secondo Yahoo si rifersice a un personaggio storico che:
Nominato governatore di Cuneo nell’agosto del 1744, nel settembre dello stesso anno deve fronteggiare l’assedio di oltre 20.000 uomini degli eserciti francese e spagnolo. Cuneo resiste per 40 giorni, fino a quando gli assedianti sono costretti a ritirarsi per l’arrivo dell’armata piemontese. Baron Litron (si legge: Barun Litrun), come viene chiamato dai cuneesi, è l’eroe della vittoria
Integrazione e’ la parola magica, non c’e’ dubbio, ma com’e’ che in vent’anni di immigrazione continua l’integrazione pare essere peggiorata?
E puo’ lo Stato tentare di spingere l’integrazione senza essere automaticamente tacciato di razzismo?
marblestone, l’italia è conquistata dai furbi, perchè l’unica legge che viene rispettata qui è quella del più furbo. e non ci vuole nemmeno tanto. e di stranieri furbi ce ne sono troppi. mi preoccuperei di tutelarci da quelli, tantissimi, prima che mettermi a fare tanti mea culpa. e poi ce ne sono tanti di regolari, che lavorano regolarmente. evidentemente se altri non fanno altrettanto non sono qui nel nostro paese in modo regolare, e questo non è un problema mio, ma loro.
verifica pure quelle statistiche, perchè sono vere e fanno impressione. tieni conto oltretutto che spesso gli stranieri si macchiano di reati violenti, che a me spaventano un po’ di più di qualche politico che si scopa una soubrette e le fa avere un posto in televisione.
@roberto
Se altri non sono regolari non è un tuo problema fino a quando non ti servono. Considera quante baby-sitter lavorano qui da irregolari: è impossibile regolarizzarle anche volendo dare un contratto di lavoro. Non è possibile perchè ci sono delle quote ridicole. Molti italiani hanno questo problema.
Per le statistiche sto raccogliendo un po’ più di dati ma fin d’ora ti posso dire che almeno il 70% dei reati sono di violazione della Bossi-Fini quindi reati non violenti e che valgono solo per gli immigrati. Quindi già scendiamo dal 33% al 10% ma ne riparleremo
@ marblestone: grazie per esserti preso la pena di cercare l’origine del mio nick, finalmente non vengo scambiato per un veneto alcoolizzato… (anche se va detto che il vero nome del baron, un tedesco, era Von Leutrum, e che bere di quel buono gli piaceva assai, dopo la battaglia. fu per quello che in Cuneo il soprannome venne fuori spedito e naturale).
in ogni caso, come ho cercato di dire, almeno dalle mie parti l’immigrazione di gente molto diversa per usi tradizioni e linguaggio (sibbene connazionale) è già avvenuta, e senza traumi eccessivi. di conseguenza, se non vogliamo parlare di digestione, possiamo dire che il “callo” c’è già, nel bene come nel male. e difatti nelle campagne profonde un buon terzo dei lavoranti è straniero, e si affianca tranquillamente ai locali nei lavori dei campi, il più delle volte in regola con libretti e cose varie. anche lì, senza particolari attriti, e anzi con qualche bella scoperta, per esempio pare che macedoni e bulgari siano ottimi conoscitori della vite e delle sue malizie.
più difficile, naturalmente, il discorso cittadino, per mille motivi tra i quali anche le profonde differenze culturali, sia tra locali, sia tra immigrati italiani di prima e di seconda generazione, sia tra immigrati stranieri, con i locali e con gli altri stranieri.
come andrà a finire non lo so, anche se vedo diversi atteggiamenti delle diverse etnie nei confronti dell’integrazione. ce ne sono che la trovano più facile, o che la cercano di più, come ce ne sono di più refrattari e prepotenti, d’altro canto era già successo prima.
e non occorre rischiare di passare da razzisti soltanto cercando di vedere se ci sono dei modelli comuni e condivisi in certi particolari gruppi etnico/religioso/culturali.
o no?