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Il capogruppo grillino Federico D’Incà e l’sms sulle «provocazioni di Renzi»

Agli esordi nel ruolo di capogruppo di turno, Federico D’Incà si presenta con piglio deciso e dice che a Renzi ci pensa lui.

Federico D'Incà

L’ORDINE – L’invito è a «Non cedere alle provocazioni di Renzi su media» perché «le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune», firmato F.D’Inca’”. È il nuovo capogruppo 5 stelle alla Camera, Federico D’Incà, ad aver mandato – secondo quanto si apprende – questo sms a tutti i deputati 5 stelle nel giorno in cui il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha lanciato la ‘sfida’ a Beppe Grillo e ai 5 stelle a fare le riforme insieme.

IL GUINZAGLIO DI GRILLO – Ma non è che Incà abbia avuto un soprassalto d’autoritarismo, tanto il messaggio viene visto, da alcuni tra i cosiddetti dissidenti del Movimento, come l’ennesima dimostrazione di un vertice che «vuole censurare i parlamentari dall’alto». Anche se c’è chi osserva, pure tra le voci più critiche all’interno di M5S, che c’è poco da discutere dal momento che «è evidente che quello di Renzi e’ solo un modo per riempire i giornali» perchè «il confronto si fa in Parlamento sulla base di proposte concrete». L’sms, secondo quanto viene riferito, è stato mandato solo ai deputati, non ai senatori.

AVEVANO GIÀ PARLATO – Il messaggino del capogruppo 5 stelle D’Incà è arrivato a tutti i deputati dopo i post su Facebook di qualche parlamentare, alcuni ‘eccellenti’ come quelli di Luigi Di Maio, che è pure vicepresidente della Camera, e Roberto Fico, che è anche presidente della Vigilanza Rai: entrambi avevano detto la loro su Facebook a proposito dell’appello di Renzi, entrambi in chiave negativa. Di Maio aveva sostenuto che “Renzi ha paura del Mattarellum” e “sta facendo di tutto per cucirsi ‘il vestito su misura’” ma i 5 stelle, aveva ribadito, voteranno solo per il ritorno della legge elettorale del ’93. Mentre Fico aveva accusato Renzi di mettere in piedi solo “un’operazione mediatica che serviva al Pd, lo ‘scintillio di luci’ per illudere ancora una volta sull’inizio di una ‘nuova’ stagione”.

IN ORDINE SPARSO –  Dopo queste due posizioni personali, era stato pubblicato un post sulla pagina ufficiale di Parlamento 5 stelle: Renzi definito un “leader telecomandato” che continua a ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno ne’ del Pd né (tantomeno) del Movimento 5 Stelle». Infine l’sms mandato a tutti i parlamentari: vietata libertà di commento, fine della ricreazione, la parola al capogruppo di turno che parla solo quando lo dice Beppe.

Qualcuno però smentisce