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La petizione a favore della sperimentazione animale che spacca il partito di Vendola

«Porteremo il bisogno di cambiamento anche nel riconoscimento dei diritti degli animali, e in un nuovo rapporto tra viventi». Così diceva Nichi Vendola ai tempi della sua candidatura alle primarie del centrosinistra a proposito del tema della vivisezione, rispetto al quale si era posto come uno tra i più fermi oppositori. Poi, meno di un mese fa, il suo partito lancia una petizione a favore della sperimentazione animale, considerata «necessaria» e «insostituibile» nel campo della medicina e della cronologia.

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VENDOLA CONTRO LA «MORTIFICAZIONE DI MIGLIAIA DI ANIMALI» – Ma andiamo con ordine: durante la campagna elettorale per le primarie del centrosinistra, nell’autunno 2012, il leader di Sel annuncia nel proprio programma di voler sostenere chi difende i diritti degli animali, contro una «concezione antropocentrica troppo distante dal senso del limite e incapace di custodire il pianeta e il vivente» che «mortifica le vite di migliaia di animali» considerandoli « alla stregua di oggetti inanimati da manipolare e spezzare a piacimento». La presa di posizione di Vendola era stata espressa in un manifesto ancora online (qui il testo completo), veicolato da uno slogan netto: «L’uomo padrone di tutto oppure un creato a misura di tutti».

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LA PETIZIONE DI SEL A FAVORE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE – Passano i mesi, e dentro e fuori il web esplode il dibattito sulla sperimentazione animale, alimentato anche dalle polemiche per la candidatura e la successiva elezione di Ignazio Marino a sindaco di Roma, dalla presa di posizione del MoVimento Cinque Stelle e, più recentemente, dai fatti che hanno riguardato la senatrice Elena Cattaneo e la studentessa Caterina Simonsen. A metà dicembre, Sel torna quindi a parlare di sperimentazione animale: ma per difenderla con una petizione partita dalla base e pubblicata sul sito di Sel Saperi, con la quale si chiede di firmare a favore di una prassi che «non si può definire una vergogna».

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Si legge infatti nel testo della petizione:

Noi, iscritte ed iscritti e simpatizzanti di SEL appartenenti al mondo della ricerca e dei saperi, pur simpatetici con le ragioni etiche alla base di una battaglia per il riconoscimento dei diritti animali volta a ridurre ogni sofferenza inutile, ci troviamo in grave disagio nel leggere le argomentazioni di chi si batte per lo stop alla “vivisezione”.

Segue poi un excursus che contro-argomenta le tesi portate avanti dagli animalisti e di tutti coloro che si pongono contro la sperimentazione animale, sottolineando la centralità di questa tecnica per lo sviluppo della medicina e farmacologia:

«[…] chi sostiene che la sperimentazione animale sia inutile o dannosa per l’uomo, afferma il falso. Del resto non c’è ad oggi nessuno scienziato serio che affermi che il ‘modello animale’ non sia predittivo per l’uomo. Affermarlo vorrebbe dire negare i progressi storicamente effettuati tramite la sperimentazione animale nel debellare malattie come la febbre gialla, il tifo, la poliomielite, oltre alla messa a punto dei vaccini e delle tecniche di trapianto di organi e tessuti e tante altre pietre miliari della storia della medicina, della biologia e delle neuroscienze. Chi nega l’utilità della sperimentazione animale si pone alla stregua di chi nega la teoria dell’evoluzione o i cambiamenti climatici.

E ancora:

In conclusione, non possiamo proprio avallare una lettura della ricerca scientifica che faccia uso della sperimentazione animale come di una “vergogna”. Riteniamo un grave errore politico arroccarsi su una posizione di animalismo ideologica e fanatica, come dimostrato dal preoccupante aumento di episodi di violenza verbale e fisica contro chiunque difenda l’importanza della sperimentazione animale. Vogliamo invece salvaguardare il diritto fondamentale alla salute e a delle cure efficaci, rimanendo ben consapevoli dell’esigenza di un approccio fortemente etico alla sperimentazione animale. Una posizione che renderebbe giustizia alla ricerca scientifica italiana, che attraverso enormi sacrifici e difficoltà spesso riesce a produrre risultati eccezionali, fondamentali per il progresso civile e morale del paese.

LA STRIGLIATA DEI FIRMATARI DELLA PETIZIONE DI SEL – I primi firmatari della petizione, tra cui si annoverano medici, genetisti, giornalisti e coordinatori di partito, concludono con una tirata d’orecchie a Sel, colpevole di non aver interpellato gli esperti. O meglio:

Riteniamo inoltre un errore per SEL non aver promosso su questi temi così complessi e delicati un confronto con la moltitudine di competenze presenti all’interno del partito (ad esempio, nel Dipartimento Saperi) e nella società civile che gravita intorno a SEL, dimenticando il concetto di partecipazione tanto caro al nostro partito.

LA PROTESTA SU FACEBOOK E LA RISPOSTA DI LOREDANA DE PETRIS – La petizione di Sel, che dall’11 dicembre a oggi ha raccolto più di cinquecento firme, è diventata oggetto anche di contestazioni da parte di chi non accetta la presa di posizione del partito di Vendola, che soltanto un anno fa aveva abbracciato la posizione opposta. Su Facebook è partita un’iniziativa di mail-bombing contro la petizione di Sel che, fino a fine gennaio, mira a inondare di messaggi di protesta gli indirizzi mail del coordinamento del partito. Tra coloro che hanno inviato il proprio messaggio, c’è chi avrebbe ricevuto una risposta direttamente da Loredana De Petris, eletta al Senato nelle liste di Sel e presidente del Gruppo Misto. Nella sua risposta, la De Petris sostiene che la «la linea programmatica ed ufficiale di SEL» è proprio quella della lotta alla vivisezione e che il coordinamento nazionale del partito sarebbe stato addirittura all’oscuro dell’esistenza della petizione che, sottolinea, sarebbe «iniziativa di alcuni iscritti forse impegnati nella ricerca» ma che, in ogni caso, «non rappresenta certo la linea politica di Sel».

Sono la capogruppo al Senato di SEL tra l ‘altro una delle autrici della norma art.13 della legge di delegazione europea che per la prima volta introduce norme molto restrittive sulla vivisezione e da sempre impegnata contro la vivisezione e a favore dei diritti degli animali e le posso assicurare come potra’ vedere dal sito di SEL che siamo impegnati sullz petizione europea contro la Vivisezione. Questa e’ la linea programmatica ed ufficiale di SEL., ribadita anche recentemente da Vendola alla nostra Conferenza ecologista, i cui atti saranno presto pubblicati. Questa petizione che lei cita e’ iniziativa personale di alcuni iscritti forse impiegati nella ricerca, ma che io e il coordinamento nazionale di SEL ignoravamo completamente, ma non rappresentano certo la linea politica di SEL. Comunque potrà costantemente verificare il mio e il nostro impegno parlamentare contro la vivisezione e a favore dei diritti degli animali sul sito ufficiale del Senato e dalle puntuali informazioni che troverà’ sul sito della LAV.

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MA, TRA I FIRMATARI… – Tuttavia resta qualche perplessità, specialmente sul passaggio in cui la senatrice De Petris afferma che il coordinamento nazionale di Sel non sarebbe stato informato dell’esistenza della petizione: tra i nomi dei primi firmatari, infatti, tra medici e ricercatori, spicca anche quello di Fabio Mussi, attuale presidente della Presidenza nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà e quello di Mariateresa Di Riso, del coordinamento nazionale del partito.

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(Photocredit: LaPresse)