E non finisce mica il cielo
10/07/2008 - Fuori quell’ospedale, ogni sabato pomeriggio. Sempre uguale, d’altronde. Fuori e dentro. Prima fuori e poi dentro. A volte veniva voglia di scherzarci su. Questo dal quarto o quinto anno in poi, chè per i primi mesi è dura. Veramente dura
Fuori quell’ospedale, ogni sabato pomeriggio. Sempre uguale, d’altronde. Fuori e dentro. Prima fuori e poi dentro. A volte veniva voglia di scherzarci su. Questo dal quarto o quinto anno in poi, chè per i primi mesi è dura. Veramente dura averla persa. Poi ci si abitua. Poi ti fa rabbia. Specie se quel sabato italiano te lo deve una promessa. Una promessa assurda, maledetta. Vigliacca.
Tipo, quelle monate impossibili da realizzare, cose che si giurano tra vivi e in salute, tra un giuri tu e un giuro anch’io magari davanti la tele o il fatto tragico degli altri. Che tu in quel momento dici si ma tanto per dire. Una di quelle scemenze che passano. Una di quelle. Poi, boh, passi il resto della vita ad aspettare che quell’impossibile, cui non credevi neanche tu, diventi reale anche per chi comanda. Passi ore. Notti. Non tutte, ripeto. I primi anni, forse. Poi ti abitui anche al rifiuto costante, altissimo, un muro. E ci fai le storie di te su quel muro, la mia di tenacia a scalar controvento. Che poi, sono tutte fregnacce.
La verità è che è passato tanto di quel tempo inutilmente. Sia per me che lei, quel coso lì impagliato.
Non ha più neanche forma, brutta troia. Non sarà mica questo tutto quanto: no, dico, non la mummia di là, dico noi mummie in attesa di qua. Che poi loro, scommetto, una volta son morte, ma vieni. C’è pace e giustizia. Mentre invece noi altri qui, poveri scemi. A chi ce l’ha più lungo dell’altro. Il dolore, mi spiego. Il rimorso, anche se poi manchi tu. Te che ti odio oramai, maledetta streghetta. Sapessi le rime con il tuo nome, la volta che perdi i tuoi nervi. Poi cerchi qualcuno per ritornare qui, in me. E da te. E questo qualcosa è andato oramai al di là sia di me che di te. Questo sabato qualunque è il sabato italiano. C’è la solita storia. Medici deontologici che danno sui denti, politici, lettere del cuore, impresari pietosi. C’è anche un prete che veglia. La mia, dice lui, stronza follia.
Sei un impaziente omicida, mi dice.
Un aspirante suicida con il culo degli altri. Ma una vita se attaccata a un filo è poi vita ? La mia, di certo, vita non è. E poi ho promesso. E poi ho detto lo giuro. E questo è quanto.
E ci sarà uno di questi sabati la domenica per me. Un giorno alla settimana di riposo. Un posto dove finalmente andarti a piangere, ma viva per Dio. Pianger la viva, non deglutire una smorfia di schifo per uno zombie.
E ci sarà, un sabato, un giudice (va bene anche un complice) a Berlino. Qualcuno che rida amaro con me. Uno che tracci una linea, spezzi le catene, rompa tutti i fili, asciughi la bavetta del disgusto così che risalga in lacrime dal cuore. Uno che mi ridia rispetto verso mia figlia. Che ora finalmente muore.
Io sono il Signor Englaro. Ed alla fine ho vinto, facendo Bene come una maledizione.
Luana è andata. Si. Chissà se poi avrò paura.
Ma non finisce mica il cielo.












“Eluana sarebbe potuta essere una testimonianza della grazia di Dio”
Queste frasi mi fanno davvero rabbrividire. Tutti hanno diritto di credere in quello che vogliono e praticare la propria religione e TESTIMONIARLA nel modo che trovano più giusto, anche, volendo, offrendo le PROPRIE sofferenze al Dio in cui credono.
Ma Imporre con lo forza le proprie convinzione a una persona che che non la pensava nella stessa maniera. Voler imporre per legge a una ALTRA persona le proprie convinzioni e TORTURALA per 16 anni per offire la SUA (NON la propria) sofferenza come omaggio a Dio, è qualcosa che personalmente mi disgusta talmente è crudele e schifosamente egoista, peggio dei folli pensieri di sangue di un satanista.
Testimoniate VOI la vostra fede senza imporla a chi non può difendersi
@ OMBRONE
Credo che la frase scritta da Mareus “Eluana sarebbe potuta essere una testimonianza della grazia di Dio” vada interpretata in maniera diversa, e cioè: per la chiesa cattolica la malattia è legata al peccato; malattia considerata come valore redentivo per i peccati propri e altrui. E la croce…o la cd via crucis di un cattolico è un atto di purificazione dei propri peccati e altrui! Effettivamente 16anni di sofferenza son troppi…e bisognerebbe stabilirne un limite attraverso delle leggi!…ma è pur vero che staccare la spina di un macchinario nel giro di un mese è poco…
Ciao Lucia,
Si può essere che la tua intrepretazione sia più corretta! Ti ringrazio della precisazione. Ma la cosa cmq non cambia di un filo…
“la malattia è legata al peccato; malattia considerata come valore redentivo per i peccati propri e altrui. E la croce…o la cd via crucis di un cattolico è un atto di purificazione dei propri peccati e altrui!”
Come cattolico e credente, gestisci la TUA malattia come preferisci e gli dai il significato che preferisci. Ti scegli la tua via crucis liberamente!
Se imponi ad altri una Via crucis di sofferenza per le tue ideee e per quello che TU pensi sia una redenziane di un qualche peccato (dell’altro MA anche TUOI)… beh è schifoso egoismo (senza ipocriti mezzi termini), ancora prima di essere un’oppressione e una limitazione delle libertà altrui.
ciao
“Se imponi ad altri una via crucis di sofferenza per le tue ideee e per quello che tu pensi sia una redenzione di qualche piccolo (dell’altro ma anche Tuoi)…beh è schifoso egoismo!
Ciao Ombrone,
qui non si impone un bel niente! ho semplicemente detto cosa intende la chiesa, e non certamente io, per malattia! e lei non può etichettare come “schifoso egoismo” un concetto prettamente cattolico! esiste la parola “rispetto”…sa cosa significa??
e la religione cattolica non ti impone nulla, ti lascia liberi di vivere, di agire col proprio cervellino…i cattolici di oggi sono alquanto tolleranti!
Permettemi Lucia,
Io sono assolutamwente rispettoso di tutti e di tutto, escluso dell’ipocrisia. Io non offendo il concetto, offendo chi vuole imporlo sugli altri per fini meschini.
Mancanza di rispetto la dimostra piuttsoto l’Avvenire che oggi parla di “ASSASSINIO”, nascondendo ipocritamnte la mano e accusando quel povero uomo di essere un OMICIDA e il giudice suo complice. Questa è mancanza di rispetto. E questo ripeto è Schifoso. E colpire vigliaccamente chi soffre per fare politica.
Inoltre se fosse verro che la religione cattolica NON impone nulla, smettiamola con tutte queste storie e facciamo finalemnte un atto civile come il Testamento Bioligico, senza peana e senbza stracciaemnti di vesti veti e scoumuniche delle CEI. NON Imponiamo niente a nessuno, come dici tu. Noi scegliamo cosa fare e i credenti scelgono cosa fare. Senza ipocrisie.
Credi che sia possibile? Perché questo è il problema. Questa sarebbe civiltà. Che al momento non vedo.
PS comunque il discorso ovviamente non era rivolto a te in particolare. Non vorrei che l’uso della seconda persona singolare ti avesse dato questa impressione.
Un “testamento biologico” con l’attuale papa, credo che sia impossibile!! Già il sol fatto che abbia deciso di prendere il nome di “Benedetto” che risale ad epoche medievali…ciò fa comprendere la sua rigidità: rigidità che non concepisco soprattutto mei confronti dei divorziati che non possono accostarsi all’eucaristia..considerati come peccatori!!! de che??…(ma si va fuori tema)
ciao
Beh Lucia,
direi che concordiamo quindi. Se è vero, e la penso come te, che NON si può fare un testamento biologico perché Papa Bendetto non vuole (il che è già allucinante visto che non mi sembra sia lui a governare l’Italia secondo la costituzione) mi sembra sia difficile dire che la religione cattolica NON imponga la sua volontà! E non costringa degli sfortunati come Eluana (e la sua famiglia) ad immani sofferenze in base a credenze che non condividono.
Non credi?
PS paradossalmente la questione della comunione mi tocca meno. E’ una faccenda interna tra credenti, e nel suo ambito il papa ha la sua autorità spirituale nella chiesa cattolica che non contesto. Contesto invece quando si erge ad autorità civile senza che nessuno lo abbia democraticamente investito di questo ruolo, e odio lo stuolo di coriferi baciapile che gli va dietro cianciando a vanvera di grandi problemi morali, quando per la maggior parte sono solo interessati a meritarsi prebende
Famiglie di fatto:
http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/?q=node/3322
Famiglia di fatti:
http://www.magdiallam.it/
lasciate in pace quella creatura di -E_luana Bagnasco vergognati La chiesa cattolica è il vero freno alla serenitè dellav gente Ratzunger resta tu in coma 16 anni