Fuori quell’ospedale, ogni sabato pomeriggio. Sempre uguale, d’altronde. Fuori e dentro. Prima fuori e poi dentro. A volte veniva voglia di scherzarci su. Questo dal quarto o quinto anno in poi, chè per i primi mesi è dura. Veramente dura averla persa. Poi ci si abitua. Poi ti fa rabbia. Specie se quel sabato italiano te lo deve una promessa. Una promessa assurda, maledetta. Vigliacca.
Tipo, quelle monate impossibili da realizzare, cose che si giurano tra vivi e in salute, tra un giuri tu e un giuro anch’io magari davanti la tele o il fatto tragico degli altri. Che tu in quel momento dici si ma tanto per dire. Una di quelle scemenze che passano. Una di quelle. Poi, boh, passi il resto della vita ad aspettare che quell’impossibile, cui non credevi neanche tu, diventi reale anche per chi comanda. Passi ore. Notti. Non tutte, ripeto. I primi anni, forse. Poi ti abitui anche al rifiuto costante, altissimo, un muro. E ci fai le storie di te su quel muro, la mia di tenacia a scalar controvento. Che poi, sono tutte fregnacce.
La verità è che è passato tanto di quel tempo inutilmente. Sia per me che lei, quel coso lì impagliato.
Non ha più neanche forma, brutta troia. Non sarà mica questo tutto quanto: no, dico, non la mummia di là, dico noi mummie in attesa di qua. Che poi loro, scommetto, una volta son morte, ma vieni. C’è pace e giustizia. Mentre invece noi altri qui, poveri scemi. A chi ce l’ha più lungo dell’altro. Il dolore, mi spiego. Il rimorso, anche se poi manchi tu. Te che ti odio oramai, maledetta streghetta. Sapessi le rime con il tuo nome, la volta che perdi i tuoi nervi. Poi cerchi qualcuno per ritornare qui, in me. E da te. E questo qualcosa è andato oramai al di là sia di me che di te. Questo sabato qualunque è il sabato italiano. C’è la solita storia. Medici deontologici che danno sui denti, politici, lettere del cuore, impresari pietosi. C’è anche un prete che veglia. La mia, dice lui, stronza follia.
Sei un impaziente omicida, mi dice.


Io auguro a tutti quelli che oggi dicono che si stà assassinando una persona, di passare 16 anni in coma profondo vivendo solo con alimentazione forzata. Se sono così bravi a giudicare gli altgri è giusto che sperimentino sulla loro vita quello che vogliono per gli altri
pezzo spettralmente fantastico. Chapeau.
Ho riletto più volte questo post! complimenti Rucchiuti…da un napoletano non potevo aspettarmi di meglio!
…e solo in questi casi “estremi” da brava cattolica…dico SI all’eutanasia!…ma in questo caso!
Vai sei libera.
La domanda alla “brava cattolica” è: è proprio necessario dover arrivare ai “casi estremi”?
Servono sedici anni di sofferenze per capire che l’unica cosa sensata da fare andava fatta molto prima?
La tua è una via di mezzo che non mi entusiasma.
egoisti bastardi….mi associo alla pena del contrapasso sui politici e sugli ecclesiastici……forza englaro
Anch’io avevo fatto una promessa.
Grazie.
Infatti la definizione di “casi estremi” esprime bene la posizione di tanti cattolici che per paura di uno sconfinamento dell’eutanasia nel suicidio (non voglio soffrire e quindi la faccio finita) vogliono che si applichi solo a casi molto particolari. La Chiesa invece per non mettere in discussione un dogma non approva nemmeno questi casi estremi.
A me invece viene da pensare a come funzionava 30-50 anni fa quando l’accanimento terapeutico nemmeno esisteva ed una persona che non reagiva non veniva nutrita e basta. Ora si può fare di più, si può capire quando non esistono più le condizioni per un risveglio e allora, solo allora, si possono fermare le macchine. Come dice anche l’articolo di Ricchiuti non è solo dignità per le vittime ma anche per i congiunti che, da vivi conducono una vita da zombie.
Consiglio a tutti di andare a leggere la lettera di SM sul sito dell’UAAR shttp://www.uaar.it/news/2008/07/09/eluana-giudici-autorizzano-fine-alimentazione-forzata/
Cari ragazzi, chi siamo noi per poter sapere cosa è buono per un’altra persona, se non possiamo saperlo nemmeno per noi stessi. Eluana non era un pezzo di carne inerme, Eluana sarebbe potuta essere una testimonianza della grazia di Dio. Chi vede nel crocifisso un semplice pezzo di carne appeso da tre chiodi; chi punta il dito su quel crocifisso urlando “Se sei il Messia, scendi dalla croce”; chi è pronto a lapidare Mosé nel bel mezzo del deserto, affamato ed assetato, costoro sono carnefici di Eluana. Ma come Gesù dalla croce perdonò tutti noi che lo insultavamo, che lo credemmo un malfattore, come Dio condusse il Suo popolo alla terra promessa, aprendo le acque del mare e sommergendovi il cavallo e cavaliere del nostro egoismo, così il Signore perdonerà anche chi, in una lotta serrata e senza sosta con il demonio, ha scelto la strada più breve, quella dello “staccare la spina”. Per questo non possiamo, non dobbiamo, giudicare chi ha commesso tale abominio, ma dobbiamo mostrare con la nostra vita e il nostro esempio l’opera gloriosa del Cristo risorto.
perdonato per perdonato mi sa che il padre preferisce staccare la spina (seguendo le indicazioni della figlia…) ì
@mareus AMEN
All’anima della “STRADA PIù BREVE”!!
Sarà pur vero che 16 anni da incosciente passano e manco te ne accorgi, però…
Anche io ho fatto una promessa! Ho promesso a me stessa che non parlerò di questa faccenda, non scriverò nulla! Perchè a volte è meglio così, boccaccia mia SIGILLATI!!
Si, è stato meglio così!…davvero meglio così!
la mia opinione è che la prima risposta la dovrebbe dare la scienza medica….
esiste speranza di risveglio ? se esiste in un arco di tempo di qualche mese, allora si deve sontinuare a tenere in vita il corpo
altrimenti si proceda subito al distacco degli strumenti artificiali
e che nessuno si sostituisca ai congiunti più stretti
mareus: “ma dobbiamo mostrare con la nostra vita e il nostro esempio l’opera gloriosa del Cristo risorto.”
Sara’, ma se a Gesù l’avessero attaccato a dei macchinari, col cavolo che sarebbe risorto.
@ JUST
“…MA E’ PROPRIO NECESSARIO DOVER ARRIVARE AI CASI “ESTREMI”?
Certamente! e sai perchè?…perchè “la speranza è sempre l’ultima a morire!”…la speranza di un risveglio, e credo che ci siano stati dei casi anche se rarissimi di risveglio!…ma morta la speranza??…accetto l’eutanasia!!…è la chiesa a non accettare i casi estremi non certamente io!
rispondo con rispettoso silenzio, un abbraccio sincero e tanta pietà per chiunque si ritrovi coinvolto in simili atroci esperienze.
Coraggio, nessuno può giudicare, almeno fra di noi.
l idea di TEO sui macchinari a cui attaccare Gesù x non farlo morire sulla croce E’ interessante, già come avrebbe fatto a risorgere?
fijuoli
e che vi credete…..perchà sono sceso sulla terra 2000 anni fa ?
oggi sarebbe stato tutto diverso, neanche i miracoli mi avrebbero riconosciuto
malvino avrebbe richiesto l’ istituzione di una commissione governativa di indagine per accertare l’ eccezionalità delle mie azioni
per il resto però, lo sapete che siete in errore, la condanna si sarebbe dovuta eseguire, e la croce è una condanna comminata apposta per favorire una morte lenta e dolorosa
forse se mi avessero applicato un filo tra le carni sarei rimasto in vita per altre decine di anni, non avrei fatto il miracolo della resurrezione a breve, ma l’ effetto mediatico sarebbe stato notevole e avrei convertito anche gli atei …….commossi per un povero Cristo
Commossa, Ricchiuti.
“Eluana sarebbe potuta essere una testimonianza della grazia di Dio”
Queste frasi mi fanno davvero rabbrividire. Tutti hanno diritto di credere in quello che vogliono e praticare la propria religione e TESTIMONIARLA nel modo che trovano più giusto, anche, volendo, offrendo le PROPRIE sofferenze al Dio in cui credono.
Ma Imporre con lo forza le proprie convinzione a una persona che che non la pensava nella stessa maniera. Voler imporre per legge a una ALTRA persona le proprie convinzioni e TORTURALA per 16 anni per offire la SUA (NON la propria) sofferenza come omaggio a Dio, è qualcosa che personalmente mi disgusta talmente è crudele e schifosamente egoista, peggio dei folli pensieri di sangue di un satanista.
Testimoniate VOI la vostra fede senza imporla a chi non può difendersi
@ OMBRONE
Credo che la frase scritta da Mareus “Eluana sarebbe potuta essere una testimonianza della grazia di Dio” vada interpretata in maniera diversa, e cioè: per la chiesa cattolica la malattia è legata al peccato; malattia considerata come valore redentivo per i peccati propri e altrui. E la croce…o la cd via crucis di un cattolico è un atto di purificazione dei propri peccati e altrui! Effettivamente 16anni di sofferenza son troppi…e bisognerebbe stabilirne un limite attraverso delle leggi!…ma è pur vero che staccare la spina di un macchinario nel giro di un mese è poco…
Ciao Lucia,
Si può essere che la tua intrepretazione sia più corretta! Ti ringrazio della precisazione. Ma la cosa cmq non cambia di un filo…
“la malattia è legata al peccato; malattia considerata come valore redentivo per i peccati propri e altrui. E la croce…o la cd via crucis di un cattolico è un atto di purificazione dei propri peccati e altrui!”
Come cattolico e credente, gestisci la TUA malattia come preferisci e gli dai il significato che preferisci. Ti scegli la tua via crucis liberamente!
Se imponi ad altri una Via crucis di sofferenza per le tue ideee e per quello che TU pensi sia una redenziane di un qualche peccato (dell’altro MA anche TUOI)… beh è schifoso egoismo (senza ipocriti mezzi termini), ancora prima di essere un’oppressione e una limitazione delle libertà altrui.
ciao
“Se imponi ad altri una via crucis di sofferenza per le tue ideee e per quello che tu pensi sia una redenzione di qualche piccolo (dell’altro ma anche Tuoi)…beh è schifoso egoismo!
Ciao Ombrone,
qui non si impone un bel niente! ho semplicemente detto cosa intende la chiesa, e non certamente io, per malattia! e lei non può etichettare come “schifoso egoismo” un concetto prettamente cattolico! esiste la parola “rispetto”…sa cosa significa??
e la religione cattolica non ti impone nulla, ti lascia liberi di vivere, di agire col proprio cervellino…i cattolici di oggi sono alquanto tolleranti!
Permettemi Lucia,
Io sono assolutamwente rispettoso di tutti e di tutto, escluso dell’ipocrisia. Io non offendo il concetto, offendo chi vuole imporlo sugli altri per fini meschini.
Mancanza di rispetto la dimostra piuttsoto l’Avvenire che oggi parla di “ASSASSINIO”, nascondendo ipocritamnte la mano e accusando quel povero uomo di essere un OMICIDA e il giudice suo complice. Questa è mancanza di rispetto. E questo ripeto è Schifoso. E colpire vigliaccamente chi soffre per fare politica.
Inoltre se fosse verro che la religione cattolica NON impone nulla, smettiamola con tutte queste storie e facciamo finalemnte un atto civile come il Testamento Bioligico, senza peana e senbza stracciaemnti di vesti veti e scoumuniche delle CEI. NON Imponiamo niente a nessuno, come dici tu. Noi scegliamo cosa fare e i credenti scelgono cosa fare. Senza ipocrisie.
Credi che sia possibile? Perché questo è il problema. Questa sarebbe civiltà. Che al momento non vedo.
PS comunque il discorso ovviamente non era rivolto a te in particolare. Non vorrei che l’uso della seconda persona singolare ti avesse dato questa impressione.
Un “testamento biologico” con l’attuale papa, credo che sia impossibile!! Già il sol fatto che abbia deciso di prendere il nome di “Benedetto” che risale ad epoche medievali…ciò fa comprendere la sua rigidità: rigidità che non concepisco soprattutto mei confronti dei divorziati che non possono accostarsi all’eucaristia..considerati come peccatori!!! de che??…(ma si va fuori tema)
ciao
Beh Lucia,
direi che concordiamo quindi. Se è vero, e la penso come te, che NON si può fare un testamento biologico perché Papa Bendetto non vuole (il che è già allucinante visto che non mi sembra sia lui a governare l’Italia secondo la costituzione) mi sembra sia difficile dire che la religione cattolica NON imponga la sua volontà! E non costringa degli sfortunati come Eluana (e la sua famiglia) ad immani sofferenze in base a credenze che non condividono.
Non credi?
PS paradossalmente la questione della comunione mi tocca meno. E’ una faccenda interna tra credenti, e nel suo ambito il papa ha la sua autorità spirituale nella chiesa cattolica che non contesto. Contesto invece quando si erge ad autorità civile senza che nessuno lo abbia democraticamente investito di questo ruolo, e odio lo stuolo di coriferi baciapile che gli va dietro cianciando a vanvera di grandi problemi morali, quando per la maggior parte sono solo interessati a meritarsi prebende
Famiglie di fatto:
http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/?q=node/3322
Famiglia di fatti:
http://www.magdiallam.it/
lasciate in pace quella creatura di -E_luana Bagnasco vergognati La chiesa cattolica è il vero freno alla serenitè dellav gente Ratzunger resta tu in coma 16 anni