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La bufala di Cécile Kyenge che vieta le recite e le feste religiose

La macchina del fango nei confronti del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge non accenna a fermarsi. Dopo la bufala dei 4 milioni di euro che la deputata del Pd si sarebbe ‘pappata’ attraverso fondi stanziati al suo dicastero, sul web circolano ora con successo i tweet fasulli contenenti messaggi o proposte che in realtà la rappresentante del governo non ha mai pronunciato o avanzato.

 

Presidenza Consiglio Ministri - Il Lavoro e' Cittadinanza

 

ACCOUNT FASULLO – In particolare le finte dichiarazioni della Kyenge vengono lanciate attraverso falsi screenshot da smartphone del profilo Twitter del ministro e rimbalzano di bacheca in bacheca tra le pagine dei simpatizzanti di quella destra che si oppone nettamente alla politica per l’Integrazione. Alla deputata vengono infatti attribuite riflessioni che ricevono (ovviamente sono fasulle anche le risposte ai tweet) l’approvazione di un utente dal nome arabo (per alcuni una prova di chissà quale complotto anticristiano).

 

cecile kyenge bufala 1

 

PROVVEDIMENTI E COMMENTI INESISTENTI – È chiaro che dei provvedimenti annunciati dalla Kyenge sul Twitter taroccato (ad esempio il divieto di organizzare recite o feste religiose) sul web non c’è traccia. Così come non c’è traccia nemmeno della dichiarazione di critica nei confronti del movimento dei Forconi. Mentre sembra inesistente l’accounnt @amustafa24 (di un fantomatico Mustafa Azizi) dal quale provengono poi le parole di apprezzamento per il ministro. Ma non solo. Basta dare una rapida occhiata al vero profilo della Kyenge per scoprire che, in realtà, che il ministro non vuole affatto «armonizzare il Paese eliminando festività irriverenti verso i nuovi italiani» e che nessun follower invita la responsabile per l’Integrazione a reprimere con la forza i cortei di protesta.

 

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(Fonte foto: LaPresse)