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Perché il MoVimento 5 Stelle non ha restituito 42 milioni di euro

Ma il Movimento Cinque Stelle ha restituito i 42 milioni di euro ricevuti come rimborso elettorale? Sul sito di Beppe Grillo il cittadino deputato Riccardo Fraccaro ha ribadito ancora oggi che il Movimento ha restituito i 42 milioni di euro che gli spettavano a differenza di quanto fatto dagli altri. Ma la verità è un’altra.

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LA DENUNCIA DI RICCARDO FRACCARO – Questo è il post comparso sul blog del Semplice Portavoce:

Oggi la maggioranza pd (menoelle, ndr) pdl ha deciso di rinviare e non discutere il provvedimento sul finanziamento pubblico ai partiti. Vi ricordate il tweet di Letta, che diceva “abbiamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti”? Bene: nulla di più falso. Continuano a rinviare tutto tranne lo stupro della Costituzione. Mentre fanno melina continuano a intascarsi i soldi dei cittadini. Vogliono continuare a discutere, a rinviare? Almeno restituiscano i soldi ai cittadini prima di prenderli in giro un’altra volta. Il M5S ha restituito 42 milioni di euro di rimborsi elettorali.” Riccardo Fraccaro, M5S Camera

Quindi secondo Riccardo Fraccaro i partiti continuano a fare melina intascando i soldi dei cittadini senza restituire i soldi ai cittadini. Ma come riporta Panorama la situazione appare lievemente diversa. Il deputato di Sel Sergio Boccadutri ha chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso chiarimenti sulla questione dei rimborsi da parte del Movimento Cinque Stelle. Boccadutri ha chiesto se Grillo o il Movimento abbiamo rispettato la legge numero 96/2012, ovvero quella che predispone il diritto ai rimborsi al fine d’incassare o eventualmente restituire la somma.

 

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NESSUN DIRITTO E NESSUN RIMBORSO – La legge, come ha ricordato Boccadutri, obbliga le forze politiche a depositare alle Camere la dichiarazione dei redditi del tesoriere, in questo caso Beppe Grillo, il bilancio del Movimento ed uno statuto che abbia

caratteristiche formali conformi “a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo… al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti”. Tutto questo va presentato “entro 45 giorni dalla data di svolgimento delle elezioni” pena la perdita del diritto

Pietro Grasso ha risposto così: «Il Senato non ha ricevuto copia». Ciò significa che il Presidente non sa chi sia il tesoriere e di non avere ricevuto né i sui riferimenti né il bilancio del gruppo. Grasso, ha continuato Panorama, ha aggounto:

il diritto al rimborso “decade ove non provvedano alla trasmissione” secondo i tempi.

LA QUESTIONE STATUTO – Quindi non c’è alcuna restituzione. Perché non c’è alcun diritto ad avere i soldi. Non solo:

Lo statuto presentato per candidare i parlamentari non prevede poi neanche formalmente il rispetto della legge, cioè “il rispetto delle minoranze” e “il diritti degli iscritti”, cioè che chi non la pensa come Grillo possa discuterne e non essere espulso su due piedi, come è successo.

Allora, il Movimento Cinque Stelle ha restituito i soldi o no?