No Cav Day: ma un’alternativa all’alternativa non c’è?
09/07/2008 - La manifestazione antiberlusconiana è un successo organizzativo. Sembra tutto un dejà-vu: tra discorsi triti e ritriti (ma purtroppo sempre attuali) e badilate di retorica servita anche in collegamento telefonico, a spuntarla è la Guzzanti, che mette KO, tra gli altri,
La manifestazione antiberlusconiana è un successo organizzativo. Sembra tutto un dejà-vu: tra discorsi triti e ritriti (ma purtroppo sempre attuali) e badilate di retorica servita anche in collegamento telefonico, a spuntarla è la Guzzanti, che mette KO, tra gli altri, la Carfagna e il Papa. Un talk show permanente, vero. Ma un’altra opzione c’è?
Pomeriggio balneare, Piazza Navona gremita quasi in ogni ordine di posti (sotto al palco è un inferno) in un tripudio di bandiere IdV. Arrivando da via del Governo Vecchio, si fatica a passare per le due viuzze per la folla che sembrava non aspettare altro che una manifestazione persino a luglio inoltrato. Chi mi accompagna incontra un’amica che non vedeva da più di dieci anni: quasi trentenne, laureata in lettere, badilate di cultura: “Certo che sono venuta, ti pare che me la perdo??? Vuoi lasciare tutto a Berlusconi senza nemmeno combattere?” Ma le manifestazioni di piazza a cosa servono? “Vuoi che ti risponda: ‘a niente’? Sarà anche così, ma almeno qualcosa facciamo“.
PRESENTI-ASSENTI - Il parti
to di Di Pietro si bulla della presenza di 100mila manifestanti, anche se pare che la capienza massima sia limitata a 80mila bipedi. Solo qualche sporadico vessillo inneggiante al comunismo, al PD e, satiricamente, alla gnocca (un pompino varrebbe un sottosegretariato, mentre ce ne vorrebbero ben tre per ottenere un ministero, secondo uno degli striscioni più simpatici). Rompe gli indugi Mattia Stella — l‘ignoto presentatore, giovane ma in compenso completamente privo di personalità — esaltando la Costituzione, il Presidente della Repubblica e il giustizialismo, e attaccando le arcinote leggi su misura (Zzz…). Ribadendo poi, in un inaspettato eccesso buonista apparso un po’ fuori posto, che non si tratta di una manifestazione contro il PD (ma ci credono in pochi, anche a giudicare dalle bordate che arriveranno in seguito). Segue Paolo Flores D’Arcais – direttore di Micromega, organizzatrice della kermesse — che difende a spada tratta i sacri valori dell’antiberlusconismo, sciorinando una serie interminabile di reati, allo scopo di colpire e affondare il pacchetto sicurezza “fascista” (termine ripetuto più volte quasi allo scopo di far gongolare Diliberto, appostato sotto il palco). Poi tira fuori una polemica contro Galli della Loggia, reo di aver dipinto i vari moralisti alla Travaglio & C. come la rovina dell’Italia dalle colonne del Corriere. Incassa applausi a buon mercato anche ricordando le affinità elettive tra Putin, l’uomo di Arcore e i rispettivi regimi, oltreché la gaffe fresca del G8 USA su Mugabe.
TRAVAGLIO ROCKSTAR, DI PIETRO OPERAIO – È il turno di Laura Belli, gir
otondina ma anche indimenticata protagonista di “Milano odia, la polizia non può sparare“: con la voce rotta dall’emozione, in un esubero di originalità arringa la folla sui pericoli insiti nell’aver smesso per un po’ di demonizzare il Berlusca, come accadeva ai bei tempi. Il tutto mentre le TV della Libertà non hanno effettivamente mai usato una simile cortesia nei riguardi del Mortazza. Interviene telefonicamente Rita Borsellino che menziona scontatamente Mangano, ottenendo in risposta un altrettanto scontato oceano di applausi. Invade il palco la grinta straripante di Moni Ovadia, energico e incazzato come mille bisce. Il pubblico è decisamente con lui quando attacca il Porcellum, deplorando inoltre il ritorno del nazifascismo ormai imminente. È il momento degli intellettuali. Tocca infatti a Tonino Di Pietro e alla sua panza sempre più monumentale, già ammirata nella recente dimostrazione campagnola (stavolta esibisce generosamente anche il petto, villoso e imperlato di sudore). Rilancia la geniale idea dei referendum un tanto al chilo per contrastare le leggi più vergognose (no, ve prego). E ancora: Berlusconi come la P2, giustizia asservita allo Stato, Lodo Alfano, regime dolce. Il tutto elargendo carisma a carrettate e, incredibile dictu, sbagliando pochissimi congiuntivi. Appare anche la Fiorella Mannoia – in lutto dal ’56, si direbbe – e va facilmente in gol sotto le gambe del Walterone nazionale: “Stamattina mi sono svegliata
e ho pensato: ‘devo aspettare fino a ottobre per manifestare?’ Ma figuriamoci”. Interessante Pancho Pardi: l’Eletto non può essere intoccabile e ingiudicabile dalla magistratura in base a una pericolosa filosofia plebiscitaria e al pur indubbio rapporto di reciprocità/complicità esistente tra il leader carismatico e il suo popolo/gregge. Solito Zelig-intervento invece per Travaglio (acclamato come nemmeno Maradona al San Paolo) che sfotte Silvio e dipinge come nullità incapaci di contrastarlo e indegne di respirare tutti gli altri. Sarà ormai alla miliardesima replica (ma non si stufa?). Sempre molto divertente, comunque. Inutile, ma divertente.
GUZZANTI VERA DOMINATRICE - Ecco finalmente Beppe Grillo che, in infradito e paperella, grugnisce qualcosa direttamente da Positano. La qualità audio è terrificante, i concetti espressi con ogni probabilità pure e la gente smobilita paurosamente perché sono le otto passate e, si sa, i romani agiscono principalmente in base al motto “si lavora e si fatica per la panza e per la fica” (ma dando decisamente priorità alla prima). Vabbè, pare che abbia abbaiato qualcosa contro Veltrongigiomaus, attaccando anche Napolitano nel solito eccesso di bullismo. “Pertini non avrebbe firmato le leggi di Silvio“, grida riecheggiando il Toto Cutugno di “un partigiano come presidente“. C’è da dire che il Sandrone nazionale sarebbe anche sceso in piazza, invece di collegarsi audiovideo a causa di improrogabili impegni (
vacanzieri) precedenti. L’intervento più polemico della serata (a parte le cinque, simpaticissime e ingegnose “poesie” sfottò anti-Silvio di Camilleri) è indubbiamente quello di Sabina Guzzanti, una che non le manda certo a dire, sferrando un paio di colpi degni del miglior Tyson. “Grazie alla legge Moratti tra vent’anni il 20% dei professori sarà scelto dal Vaticano. Ma tra vent’anni Ratzinger sarà morto, sarà dove deve stare, all’inferno tormentato da diavoloni frocioni attivissimi”. E a Berlusconi: “Non si può fare ministro per le Pari opportunità una che ti ha succhiato l’uccello. Vattene, questo è uno sfregio”. Immediato (e ovvio) l’annuncio di querela da parte della presunta vampirizzatrice. Tirando le somme, una grande giornata per il nostro paese, la democrazia ne esce sicuramente vittoriosa, e i valori della nostra immortale Costituzione indubbiamente irrobustiti. Oppure un Bagaglino inutile, che domani verrà dimenticato. Una sinistra divisa fra l’ammutolimento e l’”ipnosi cattiva generata da un talk show permanente“, come scrive Edmondo Berselli. “Ci si va da cittadini e si torna da spettatori di uno spettacolo deprimente, dove tutti sono colpevoli, dunque la politica e anche l’opposizione diventano inutili e resta solo il vaffa“. Tutto vero, per carità. Ma l’alternativa dove sta?
(Reportage fotografico di Igor Jan Occelli)
(ha collaborato Alessandro D’Amato)












@ Gaspare: guarda io ho citato Travaglio in estremis, sono fiducioso nell’intelligena umana, non penso che di tutto il discorso che ho fatto si attaccheranno alla parte in cui consiglio di leggere Travaglio… vero? …
… anche perchè non capisco cosa abbia di strano Travaglio, è un giornalista come tanti, solo che si occupa esclusivamente di politica. E riporta TUTTI I FATTI, non risparmia né destra né sinistra.
E visto che la TV è bacata, un pò di informazione per chi non conoscesse il passato di Berlusconi:
http://it.youtube.com/watch?v=4N6sjk-HiAQ
Tutto vero, i due tizi hanno vinto la causa che gli è stata fatta da Mr. B e soci.
Ovviamente il presentatore non lo vediamo più in Tv… per uso criminoso della tv pagata dagli italiani!
Menny, la manifestazione di Piazza Navona non serve a un cazzo perché per un elettore ignaro delle leggi ad personam ecc. che riesce a spostare (ma esistono ancora? e finora sono vissuti su Plutone?) da una parte, ce n’è un altro o altri due che fanno il percorso inverso perché il controllo dei media ce l’ha chi sappiamo ed è facile che gente che urla o insulta o ripete mantra come invasata (a scopo più o meno satirico) venga dipinta in un certo modo tale da allontanare l’elettore indeciso al quale interessa principalmente non venire squartato quando torna a casa di sera o riuscire a pagare il mutuo (l’hanno capito anche i sassi).
Poi c’è pure chi è “di sinistra” come me che si rompe semplicemente i cojones a sentire le stesse cose, palesemente inefficaci da quindici anni (e questo NON vuol dire che vada bene la linea masochista di Veltroni, il mondo non funziona secondo logiche binarie e i ragionamenti tipo “ah, allora fatela voi opposizione, non va mai bene niente, ci sono 60 milioni di commissari tecnici, ecc.” valgono poco: non ci vuole Einstein o un master a Coverciano per capire che se Toni non si regge in piedi in quattro partite e non viene mai cambiato FORSE siamo in presenza di un errore). Peggio ancora se è la stessa gente che va sul sito di Grillo, legge idiozie false o strumentali o robe quantomeno dubbie da approfondire, e dopo tre nanosecondi è già in giro urlando e strappandosi i capelli a fare da amplificatore, senza porsi qualche dubbio, senza verificare, senza sentire la campana opposta, niente. La morte del senso critico. Se sono cervelli simili a dover stabilire in che direzione deve andare l’Italia, forse Berlusconi non è il male peggiore.
Travaglio riporta i fatti. Ti svelo un segreto (ma non dirlo a nessuno): si può manipolare la realtà anche riportando i “fatti”, portando con sé carrettate di scartoffie per apparire preparati e inattaccabili (ma solo secondo chi ragiona superficialmente: “ha letto/scritto tanto, quindi ha ragione, altrimenti verrebbe querelato”… in realtà produrre quintali di scartoffie per gettare un po’ di fango qua e là, se uno lo fa di professione, non è la cosa più difficile del mondo, gli esempi si sprecano), cioè ballando sapientemente sulla sottile linea che ti evita continue querele per diffamazione. Io dico: “Menny è stato visto una motosega insanguinata in mano e un cadavere fatto a pezzettoni davanti” e “I parenti e gli amici di Menny erano persone orribili e si dice che mangiassero i bambini”. Poi però mi “dimentico” di aggiungere che Menny stava partecipando a una recita teatrale, oppure che Menny non è stato condannato per omicidio perché magari il testimone è un noto alcolista o comunque dando tanto peso ad alcune cose favorevoli alla mia tesi o poco o nessun ad altre che le sono sfavorevoli.
Infine vorrei capire: da una parte Travaglio mostra una realtà parallela in cui bisogna fidarsi ciecamente dei giudici, che (tranne sporadicissimi e risaputi casi) sono automaticamente sempre i buoni, gli eroi, non peccano mai di protagonismo anche se ci sono miliardi di processi da fare e si occupano guardacaso principalmente di quelli che portano più notorietà… dall’altro, la giustizia, le sentenze, ecc. non contano un cazzo, non conta se tizio viene assolto o nemmeno indagato, perché la gente deve sapere che tizio era amico di caio che era amico del salumiere di sempronio che si dice che una volta abbia preso una mazzetta, questo è l’importante! Mah, il fascino di tutto ciò sinceramente mi sfugge…
No Prostata, io non ci sto, e inoltre confondi IL GIORNALISMO con le OPINIONI.
Ora Travaglio potrà essere fazioso quanto ti pare, ma ciò che scrive in linea di massima è la verità.
Infatti mi riferivo proprio alle censure in tv, che trovo inaccettabili dal mio punto di vista.
COsa c’entra il fatto che tu consideri la manifestazione inutile con il fatto che il tuo articolo è FAZIOSO.
Non sta ne in cielo nè in terra, non puoi scrivere certe cose e manipolare la gente, quello è un articolo e dovresti riportare oggettivamente i fatti che sono avvenuti; ovviamente potresti scrivere un TUO commento finale e delle considerazioni, ma quel che hai fatto è INACCETTABILE da CHIUNQUE abbia visto la manifestazione.
Ma tu c’eri alla manifestazione vero?
Manifestazione inutile… e io ti rispondo: NO.
Quella serviva all?ì’IDV per raccogliere il consenso popolare, e ci sono riusciti.
raccogliere 80.000 persona circa non mi sembra una cosa da poco, e conta tutti i voti che Di Pietro si è fregato a Veltroni, troppi! (anche il mio). NOn era assolutamentei inutilem ha toccato tematiche IMPORTANTI ed alcuni commenti sono stati geniali come quello diAscanio Celestini (ma tutti a puntare il dito sulla Guzzanti).
Riguardo Travaglio cmq dovresti citarmi i fatti, perchè il tuo esempio così sconnesso non ha senso.
Mi ca dico che è il messia, è semplicemente un bravo giornalista che SI DOCUMENTA, così come DOVREBBERO ESSERE TUTTI.
A dir la verità travaglio mi sta sul cazzo, ma sono costretto a seguirlo e leggerlo perchè un pò di cose buone le scrive.