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del dott. Osacar Cangiotti
La vita è esenzialmente una questione mentale,la SOCIAL CARD fa più danni che benefici,non è altro che percepire di più la povertà, mettere un etichetta di povertà a un individuo non è altro che inchiodarlo in un stato mentale depressivo,e non c’è prezzo poi per guarirlo tanto meno pochi spiccioli
Diciamo la verità il governo non ha messo che poche lire, ha fatto convenzioni con determinati punti commerciali a zero euro per lo sconto del 5% ecco perchè ha preferito LA CARTA DELLA VERGONIA e non aumentare direttamente le pensioni più basse, operazione meno costosa e più pratica per gli anziani
Quando si tratta di aiutare i veri disagiati il governo diventa sempre risparmioso e furbetto.




Però va anche considerata la situazione di chi ritenendosi povero domanda la social card, e per il superamento dei parametri economici non gli viene assegnata. In questo caso per queste persone la situazione è invertita. Prima pensavano di essere povere, ma grazie al fatto che gli è stata negata la social card, prendono coscienza di non essere poi così poveri.
e cosa mangiano, la coscienza?
Personalmente, credo che la SOCIAL CARD non sia un intervento cosi negativo. La carta in questione, può essere usata anche per bollette di luce e gas, per cui se qualcuno non volesse utilizzarla al supermercato può sempre pagare le bollette, evitando cosi che gli venga attribuita l’etichetta di povero. Tra l’altro, a mio avviso, solo gli sciocchi possono attribuire una simile etichetta. I parametri sono molto stringenti per cui anche chi non ha la social card può essere povero, ma non essere benificiario che per poche centinaia di euro.
In realtà, io credo che sia un primo tentativo per cercare di ridare fiducia nel governo in primis, ma anche al mercato in generale.