Il Cdr del Tg1 contro Minzolini: “Al telegiornale non può parlare solo Berlusconi”

20/05/2011 - I giornalisti della prima rete prendono le distanze dal direttore per i 3 minuti e 30 secondi concessi al premier L’intervento di Silvio Berlusconi al Tg1 scatena una nuova bufera intorno al direttore Augusto Minzolini. Le proteste stavolta non arrivano

     
 

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I giornalisti della prima rete prendono le distanze dal direttore per i 3 minuti e 30 secondi concessi al premier

L’intervento di Silvio Berlusconi al Tg1 scatena una nuova bufera intorno al direttore Augusto Minzolini. Le proteste stavolta non arrivano non solo dai rappresentante dell’opposizione parlamentare di Pd, Idv e terzo polo, ma anche e soprattutto dai lavoratori del giornale della prima rete, il comitato di redazione, che prende le distanza dai 3 minuti e 30 secondi concessi in apertura del tg delle 20, subito dopo i titoli al presidente del Consiglio. Non è piaciuta l’intervista di stasera, composta da domande apparse, in realtà, come veri e propri assist per il Cavaliere che ha avuto tutto il tempo di rassicurare i suoi elettori, sponsorizzare i suoi candidati a Napoli e Milano, attaccare gli avversari.

IL CDR DEL TG1 CONTRO MINZOLINI - Il Cdr del Tg1 chiede, ora, che lo stesso spazio, venga riservato anche agli altri leader politici impegnati nella campagna elettorale per i ballottaggi delle Amministrative in programma per il 29 e 30 maggio. “Avevamo appena finito di sollecitare il direttore Minzolini al rispetto del pluralismo e della completezza dell’informazione, quando l’intervista di 3.30 a Berlusconi riporta il nostro giornale al centro delle polemiche”, ha fatto sapere in una nota il Cdr chiedendo “che nei prossimi giorni il Tg1 intervisti gli altri leader politici dando loro lo stesso spazio e lo stesso tempo concessi al presidente del Consiglio”. Per l’organismo sindacale “è fondamentale per la credibilità della testata e del nostro mestiere rispettare l’equilibrio informativo, a maggior ragione in periodo di par condicio elettorale”.

ESPOSTO DEL PD ALL’AGCOM - Il Partito Democratico ha annunciato un esposto all’Agcom. “L’intervista a Berlusconi trasmessa dal Tg1 dovrà essere conservata, guardata e a lungo commentata perché dice tutto sulla prepotenza autoritaria del presidente del Consiglio”, ha affermato Roberto Zaccaria, deputato del partito di Bersani, preannunciando l’intenzione di esporre denuncia all’Autorità garante “per la scandalosa intervista, in particolare per l’usurpazione degli spazi che dovrebbero essere consentiti per il ballottaggio e per il sostegno privilegiato offerto al premier in palese contrasto con la legge”. Zaccaria ha sottolineato: “Pisapia su Milano è stato cancellato, non ha diritto di parola”, e in merito all’intervista del premier al Tg1 si è detto “scandalizzato per i giornalisti che accettano di realizzare questi spot di propaganda” mentre sostiene di “apprezzare sempre più la dignità dei montatori del Centro di produzione di Milano che rifiutano di mettere la loro firma su servizi inaccettabili”.

L’USIGRAI PENSA ALLO SCIOPERO – Indignazione anche da parte del sindacato dei giornalisti Rai, l’Usigrai. “Il nostro senso di responsabilità – ha affermato il segretario Usigrai, Carlo Verna - è tale da non farci aprire una procedura di sciopero in campagna elettorale, ma il comizio di Berlusconi al Tg1 è semplicemente scandaloso. I giornalisti della Rai hanno una loro dignità e si dissociano apertamente da questo uso spregiudicato e folle di una risorsa di tutti, il servizio pubblico, che dovrebbe garantire tutti. 3 minuti e mezzo in apertura al premier e per il resto i consueti pastoni. Chi garantisce il pluralismo in Rai? Mi appello al nuovo direttore generale Lorenza Lei e ai presidenti Garimberti, Zavoli e Calabrò. Sappiano che i giornalisti Rai non vogliono essere silenziosi complici di quel che sta accadendo”.

“INFORMAZIONE ANOMALA” – Chiede l’intervento delle autorità di controllo sull’informazione anche la Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi): “Non possiamo accettare come normale – ha affermato il segretario Fnsi Franco Siddi - quanto oggi con l’occupazione con lo spazio enorme del Tg1 da parte del Presidente del Consiglio che ha messo a nudo quanto sia complicato per i giornalisti fare il loro mestiere secondo i principi dell’autonoma responsabilità”. “C’è un potere che comanda e dispone – ha proseguito Siddi – oltre ogni limite perciò mette a repentaglio un bene pubblico e il pluralismo dell’informazione. Serve urgente un fischio dell’ arbitro, le autorità di garanzia, visto che in queste condizioni la normalità delle scelte dell’informazione è di fatto impedita”.

LA DIFESA DEL DIRETTORE – Il direttore Minzolini si difende citando i dati dell’Osservatorio di Pavia e bollando le polemiche come un “tentativo di intimidazione”. “Negli ultimi tre giorni, cioè nel periodo dal 16 al 19 maggio, secondo l’Osservatorio di Pavia in tutte le edizioni del Tg1 – ha spiegato Minzolini – il Governo ha avuto il 13,4% del tempo di presenza e la maggioranza il 22,6%. Insieme quindi fanno il 36%. Le opposizioni presenti in Parlamento hanno avuto il 45,1%, a ciò bisogna aggiungere la percentuale delle forze che vengono conteggiate sotto il titolo ‘altre’ (Vendola, Verdi, Rifondazione…) che arrivano al 14,4%. Quindi si sfiora il 60%”. “Ricordo che – continua il direttore del Tg1 – secondo una tesi cara allo smemorato onorevole Zaccaria, il tempo di presenza dovrebbe essere ripartito 1/3 per il Governo, 1/3 per la maggioranza e 1/3 per l’opposizione. I dati dell’Osservatorio di Pavia, quindi – conclude – dimostrano quanto le polemiche di questa sera siano solo un tentativo di intimidazione che va avanti dall’inizio di questa campagna elettorale”.

     
 

10 Commenti

  1. Satana scrive:

    Purtroppo nella mia zona c’è il digitale terrestre che da quasi 6 mesi non funziona. Il segnale si vede solo poche ore al giorno e mancano parecchi canali del pacchetto rai, in compenso la rai vuole il canone tutto intero, e così non ho visto nessuna di quelle interviste. Come sono dispiaciuto.

  2. Revolt scrive:

    Purtroppo c’è ben poco da rivolgersi all’agcom. L’authority ha già inflitto pesanti multe per faziosità e penso che oltre non potrà spingersi. Chi può farlo invece è Lorenza Lei: se è proprio vero che il suo compito è quello di ristrutturare e recuperare la Rai dalla fogna in cui l’hanno trascinata i berluscones, dopo aver silurato Sgarbi per scarsi ascolti, dovrebbe fare la stessa cosa con minzolini: perdite di auditel, indagini su peculato e totale non rispetto delle regole non bastano ancora? Dunque se c’è qualcuno su cui dover fare pressing, questa è la Lei: dopo le amministrative il pdl ne uscirà profondamente decimato, quindi non vedo momento migliore per proseguire con la bonifica della Rai dai “rifiuti speciali”. Sempre che la Lei abbia intenzione di farlo e non sia l’ennesima pedina.

  3. Pippo Baudo scrive:

    C’è ancora qualcuno che vede il TG1? Temerari!

    • GIOVANNI scrive:

      BIOCOTTIAMO IL TG 1 TELEGIORNALE BULGARO UCRAINO E QUINDI COMUNISTA STA’ A VEDERE IL B. E’ DIVENTATO ANCHE COMUNISTA FASULLO LUI E MINZOLINGUA

    • Revolt scrive:

      Per quanto mi riguarda il tg1 è abolito da un pezzo. Il punto della situazione è che il nano e i suoi servi non capiscono che l’aria è cambiata (almeno a Milano), per cui la solita insistenza asfissiante in stile televendite esercita l’effetto diametralmente opposto a quello che sperano di ottenere. Sicuramente sanno anche loro che ormai non hanno più nulla da perdere: tuttavia stanno semplicemente rendendo più trionfale la vittoria dei loro oppositori. Questa storia si verifica puntualmente ogni volta che berlusconi e il suo governo arrivano alla frutta, quindi significa che non hanno imparato assolutamente nulla. L’unica cosa che c’è da vedere è se i soldi del nano saranno ancora in grado di contrastare il volere del popolo. A Milano la Moratti cerca di perdere tempo, pensando alle scuse in tv, Pisapia invece fa i pienoni nei teatri parlando e confrontandosi vis-à-vis con la gente. Ecco, mi preoccuperei se, alla luce di questi fatti, le cose non dovessero andare come spontaneamente il popolo sta dimostrando di volerle far andare, specialmente dopo i risultati del primo turno. Soltanto dopo i ballottaggi capiremo se ci troviamo ancora in una democrazia oppure ufficialmente in un regime del denaro.

  4. Enrico C. scrive:

    Minzolini è davvero una escort giornalistica, meriterebbe un appartamento all’Olgettina come ricompensa per i suoi “servizi”……

  5. nanomalefico scrive:

    Penso sia palese che l’accanimento mediatico sia controproducente oramai. Allora, ragioniamo un po’, se uno avesse deciso di dare un colpo di coda, facendo carte false, si dovrebbe anche preoccupare di come giustificare quel repentino ed anomalo cambio di opinione del paese. In modo tale che il tutto verrà poi attribuito alla propria cabarbietà, altrimenti un fulmine a ciel sereno potrebbe destare sospetti.

  6. GIUSTINIANO scrive:

    IL NANO HA LE ORE CONTATE CHI DI MERDA FERISCE DI MERDA PERISCE LUI E TUTTI I SUOI FILISTEI LECCACULI

  7. bruno scrive:

    il problema è che le eventuali multe le paghiamo tutti noi contribuenti

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