Don Seppia al telefono: “Li voglio più piccoli, trovami madri a cui piaccia la cocaina”

Il sacerdote accusato di pedofilia al telefono con un amico: “Ho merce tenera, ci divertiamo?” Iniziano a trapelare indiscrezioni dalle...

Il sacerdote accusato di pedofilia al telefono con un amico: “Ho merce tenera, ci divertiamo?”

Iniziano a trapelare indiscrezioni dalle indagini: come le intercettazioni che hanno dato il via all’inchiesta sul parroco, ascoltato durante la sua conversazione con un pusher africano, soprannominato Franky.

INTERCETTAZIONI CHOC -Ecco la telefonata: “Ah… niente…senti…. non trovi nessun bambino…?” chiede don Riccardo Seppia a Franky. E’ il 22 ottobre. Don Seppia, nella stessa conversazione aggiunge: “… eh che mi piace… non hai tuoi amici che mi vogliono fare di tutto…?”. Gli inquirenti si precipitano in procura e aprono un fascicolo sul prete genovese. Scrive don Seppia a Franky in un sms: “Mi trovi bambini?”. Sono le 21 del 22 ottobre. Alle 21 e 26 un altro messaggio: “Hai trovato uomini negri?”. Il 23 ottobre altro traffico telefonico tra il parroco e Franky: “Senti, ti chiamo perche’ ieri avevi parlato che avevi trovato un ragazzo…” dice il prete. “Si’… io ho trovato pero’ lui e’ andato in galera… hai capito?” risponde. “Ma ha meno di 15 anni?” chiede don Seppia. “Eh, magari 18…” replica Francy. “E no a me mi serve… mi piace… con meno di 14 anni io li cerco” dice il prete. Alle 22 dello stesso giorno diventa evidente che Franky ha dei contatti con altre persone in grado di fornirgli bambini per pedofili: “Adesso quando ti interessa dimmi… io chiamo a loro subito uomo: ho capito… se vuoi uno o due… io prendo… capito?” dice Francy al parroco. “Pero’ ragazzo probelma…” aggiunge. Il 29 ottobre don Seppia scrive in un sms: “Trova un bambino 10 anni”. L’ossessione cresce, fino a dicembre, quando Franky sembra abbia trovato la ‘preda’ giusta. E’ il 13 dicembre: “Ti volevo dire, sei riuscito a trovare qualche bambino?” chiede Seppia. Franky dice che, si’, lo ha trovato: “Si trovato pero’ ancora non c’e’”. “Quanti anni?” chiede Seppia. “11, 12…” risponde Franky. “Bene bene – dice Seppia – senti, guardo, guarda se ce l’hai.. che… posso prenderlo”. E aggiunge: “Ah bene, me li trovi piu’ piccoli?”. La sera del 22 dicembre 2010 Seppia vuole un bambino, e chiama un amico invitandolo ad abusarne insieme: “Stai a sentire, ti volevo dire questo… Ho avuto modo di trovare qualcosa di tenero eh… per noi… quando vengo in su… eh… e cazzo, cosi’ ci divertiamo”. La cosa non va in porto, il parroco e’ furioso e parla con Francy: “Ma puoi trovare qualche madre che ha un bambino… che ha bisogno di coca no?!

LA VITTIMA AMMETTE – Non era solo la canonica della chiesa Santo Spirito, in via Calda a Sestri Ponente, il luogo dove don Riccardo Seppia, il parroco arrestato venerdi’ scorso con l’accusa di abuso sessuale su minore e cessione di stupefacenti, incontrava le sue vittime. Il prete, secondo l’accusa degli investigatori, vedeva i ragazzini anche in appartamenti a Milano, case ‘prestate’ da complici che consegnavano le chiavi degli appartamenti, lasciando via libera al parroco. E intanto e’ emerso che, proprio nel capoluogo lombardo, una prima vittima ha confermato le accuse. ‘Si’, ho avuto rapporti sessuali con don Riccardo in cambio di cocaina’. L’ammissione e’ contenuta nel fascicolo trasmesso dalla procura milanese al pm Stefano Puppo. Ammissione che pero’ gli investigatori genovesi devono ancora appurare. Nelle prossime ore, infatti, sara’ sentita proprio la vittima, un ragazzo di 17 anni di origini slave, per vedere se il rapporto sia stato consumato davvero. Intanto un ex seminarista è stato fermato per induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento della prostituzione minorile. Per queste ipotesi di reato e’ stato fermato Emanuele Alfano, l’ex seminarista di 40 anni, amico e confidente di don Riccardo Seppia, il sacerdote 51enne arrestato per pedofilia e cessione di stupefacenti venerdi’ scorso a Genova. Alfano si stava imbarcando su una nave MSC dove avrebbe fatto il croupier nel casino’ di bordo.