I sindacati di polizia contro Beppe Grillo

di - 10/12/2013 - Per l'incitamento alla rivolta nel blog

I sindacati di polizia contro Beppe Grillo

Dopo la lettera di Beppe Grillo a polizia e carabinieri, i sindacati di polizia Siap e Coisp criticano il Semplice Portavoce del MoVimento 5 Stelle per il post pubblicato sul suo blog. Questo il comunicato del Siap:

“I poliziotti cittadini respingono al mittente gli inquietanti e farneticanti inviti all’insubordinazione e alla contestazione rivolti dal leader del movimento cinque stelle; inviti che certamente mai potranno essere accolti dai lavoratori in uniforme. I poliziotti e le forze dell’ordine italiani sono impegnati quotidianamente nella difesa del Paese, della liberta’ dei cittadini e di quegli stessi palazzi che rappresentano le istituzioni ed in cui siedono uomini e donne delle istituzioni, legittimati ad essere li’ dai processi democratici di uno Stato libero”. Lo afferma in una nota il segretario generale del Siap Giuseppe Tiani. “Non ci stiamo a bieche strumentalizzazioni, utili a fomentare oltremodo lo scontro sociale e a rintuzzare i focolai della legittima protesta, solo per il proprio tornaconto politico – prosegue -. I poliziotti italiani sono fermamente contrari alle possibili derive violente nelle manifestazioni di piazza perche’ appartenenti ad una Polizia democratica, baluardo che non arretra di fronte a coloro che attentano alla liberta’ dei cittadini e dello Stato. I poliziotti, attraverso il sindacato, hanno fortemente voluto trent’anni fa questa polizia; abbiamo lottato affinche’ fosse smilitarizzata e perche’ fosse sentinella delle liberta’, per una societa’ di persone libere che vogliono vivere in pace, anche quando i cittadini manifestano il proprio dissenso – conclude Tiani -. Abiuriamo ogni posizione ed interpretazione, come quella grillina, che tenti di scardinare i fondamenti della democrazia; no fermo alle strumentalizzazioni, si’ alla pacifica coesistenza dei ruoli”.

i sindacati di polizia beppe grillo

E questo è il comunicato del Coisp:

”E’ una idiozia: i poliziotti non hanno la liberta’ di decidere chi e cosa proteggere. Noi eseguiamo degli ordini. Questi ‘appelli’ di Grillo sono un esercizio di populismo puro, che rischiano di creare difficolta’ anche sulla strada, perche’ qualche cittadino puo’ pensare che gli uomini in divisa possano scegliere chi proteggere, quando e come intervenire”. Lo dice all’Adnkronos Franco Maccari, segretario generale del Coisp, commentando la lettera aperta di Beppe Grillo nella quale il leader pentastellato chiede alle Forze dell’Ordine di unirsi alla protesta scoppiata ieri in tutta Italia. ”Toglierci il casco? Non certo perche’ ce lo dice Grillo”, taglia corto il leader del Coisp. ”Alla prossima manifestazione -ironicca maccari- magari ci toglieremo anche i vestiti. Cosi’ vediamo se i politici ascoltano anche noi…”.

C’è da segnalare che curiosamente il Coisp era uno dei due sindacati che ieri aveva invece elogiato il gesto dei caschi:

Intendo però sottolineare il gesto di enorme distensione e solidarietà espresso dalle forze dell’ordine che con il semplice segno di togliersi il casco, hanno stemperato gli animi, ricevendo in cambio un caloroso applauso. Momenti come quelli che hanno visto manifestanti furiosi, applaudire le forze dell’ordine urlando loro frasi del tipo “Siete come noi” sono da sottolineare e rimarcare in quanto danno il senso della democrazia. Noi appartenenti al Comparto Sicurezza siamo sicuramente vicini ai manifestanti che in questo difficile momento storico urlano il proprio dissenso , ma in ogni caso non tollereremo in nessun modo atteggiamenti violenti, condannando anticipatamente ogni episodio grave, restando sempre a salvaguardia dei più elementari principi democratici. Siamo tutti figli di questo popolo che soffre – termina il leader regionale del Coisp – Il nostro compito è quello di garantire a tutti poter manifestare in forma pacifica e oggi accanto a loro, c’eravamo anche noi !

Mentre il Siulp, che aveva anch’esso ieri elogiato il gesto, oggi è protagonista di una parziale retromarcia:

Un “gesto storico”, una “resa delle armi in onore di cittadini che protestano pacificamente”. Cosi’ Antonio Ciaramella, segretario generale del Siulp Piemonte, commenta il gesto dei poliziotti che si sono tolti il casco di fronte ai manifestanti, ch invita pero’ a non strumentalizzare le forze dell’ordine. “Troppo facile lanciare sirene o lusinghe – sottolinea Ciaramella – troppo facile lanciare appelli ai poliziotti come stavolta e non insulti e pietre come sempre”. “Come sempre – insiste il segretario generale del Siulp Piemonte – noi saremo dalla parte della legalita’ e delle istituzioni repubblicane e rispetteremo i principi costituzionali della liberta’ di parola e di manifestare nel rispetto della legge. Come tutti i cittadini trarremo le conseguenze per una scelta piu’ oculata dei nostri rappresentanti nelle sedi deputate e attraverso l’esercizio democratico e libero del voto, ma non saremo mai merce di scambio”.

Anche il Silp si è dissociato dalle parole di ieri:

“Non fa bene a nessuno strumentalizzare i singoli episodi e soprattutto non aiuta ad affrontare le questioni di ordine pubblico in maniera responsabile e civile nel rispetto delle liberta’ e dei diritti di tutti”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale del Silp per la Cgil, Daniele Tissone, in merito al caso dei poliziotti che ieri a Torino si sono tolti il casco di fronte ai manifestanti. Il Silp per la Cgil, prosegue il dirigente sindacale, “e’ sempre stato ed e’ assolutamente convinto che l’azione di polizia debba essere esercitata in modo da garantire l’agibilita’ democratica di chi manifesta, collocandola sempre nel rispetto della legalita’ e delle liberta’ di tutti i cittadini. Uno dei compiti piu’ difficili nell’ambito delle manifestazioni e’ quello di garantire questo diritto a coloro che scendono in piazza in maniera pacifica isolando i violenti e i facinorosi che anche nella giornata di ieri hanno purtroppo agito aggredendo le forze dell’ordine. Questa attivita’ della polizia e’ una attivita’ molto importante e delicata. Proprio per questo da tempo il Silp per la Cgil rivendica maggiori risorse per l’esercizio di queste funzioni, nella consapevolezza che gli operatori di polizia sono anche essi lavoratori e come tali vanno tutelati a partire dai rinnovi contrattuali fermi ormai da cinque anni”, conclude Tissone.

32 Commenti

  1. giorgio scrive:

    e certo che difendono il palazzo lo stipendio chi glielo paga a fine mese il palazzo o il panzone miliardario di genova?

    • pinco scrive:

      266. Istigazione di militari a disobbedire alle leggi.

      Chiunque [c.p. 327] istiga i militari a disobbedire alle leggi [c.p. 415] o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l’apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni [c.p. 115, 265, 272].

      La pena è della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso pubblicamente [c.p. 265, 268, 269, 272, 302, 327, 654; c.p.m.p. 8, 9, 214].

      Le pene sono aumentate [c.p. 63, 64] se il fatto è commesso in tempo di guerra [c.p. 310].

      Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:

      1. col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda (1);

      2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone;

      3. in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata

      • Alessio scrive:

        ok. Mettete dentro tutti quelli che hanno urlato o condiviso un video o scritto qualunque frase su facebook.
        “…I poliziotti e le forze dell’ordine italiani sono impegnati quotidianamente nella difesa del Paese, della liberta’ dei cittadini e di quegli stessi palazzi che rappresentano le istituzioni ed in cui siedono uomini e donne delle istituzioni, legittimati ad essere li’ dai processi democratici di uno Stato libero.”
        peccato che si abbia provato che molti non sono legittimati ad essere lì e lo Stato non sembra essere molto libero.

        • Liot scrive:

          Ma che ragionamento da bambini è questo?
          In primo luogo, non occorre mettere in prigione tutti quelli che scrivono una frasucola su facebook per condannare un comportamento che va contro il Codice Penale; non importa il contesto: ciò che cozza contro le prescrizioni della legge, cozza contro le prescrizioni della legge.
          Sarebbe come dire che fintanto che ogni evasore non sarà perseguito per il proprio crimine, nessun evasore colto in fallo potrà essere perseguito per il proprio crimine.
          Quanto allo “Stato non libero”, mi vien da dire: ebbene? Se le forze dell’Ordine prescindessero dal loro compito ogni qualvolta un manipolo di persone stabilisce per conto proprio che il Paese non è libero, ci troveremmo in una situazione sbalorditivamente più precaria di quella in cui ci troviamo ora. Non è pensabile che alla prima turbolenza i poliziotti si schierino con la parte di popolazione che protesta. Questo non significa, come è ovvio, che debbano vessarla o impedire a essa di manifestare: soltanto che è illusorio e fantasioso immaginare che le siano solidali.

          • elena scrive:

            Non è illusorio e fantasioso pensare che le siano solidali, è illusorio e fantasioso pensare che questo tipo di proteste possa portare a un miglioramento della situazione Italia.
            Queste proteste fatte così porteranno solo un peggioramento , e più il popolo si mostrerà unito , maggiore sarà il peggioramento!
            .
            Se siamo stati così stupidi da avere dormito per decenni, senza renderci conto che il sistema che ci ha fatto comodo ci stava distruggendo come nazione , e poi ci svegliamo all’improvviso e pensiamo di potere bloccare l?italia, che, complessivamente , non ha partecipato allo sciopero; se non ci siamo svegliati col disastro degli altri governi , anzi, quei disastri ci hanno fatto comodo, ed ora ce la prendiamo con questo governo che , nella situazione in cui, è non può fare troppo di più ( salvo forse fare le vere riforme che scontenterebbero anche molti di noi) allora vuol dire che non siamo abbastanza intelligenti da avere la forza e il potere di cambiare qualcosa.
            .
            Se vogliamo fare qualcosa che veramente spinga il governo nella giusta direzione, scegliamo 10 minuti: in quei 10 minuti fermiamo tutto ( tranne quello che causerebbe disagio , come le urgenze e gli ospedali): gli autobus e i treni si fermino ( 10 minuti di ritardo non sono la fine del mondo), i luoghi pubblici chiudano, chiunque può scenda in strada a braccia conserte portando un cartello con su scritto”Sono consapevole del periodo difficile che sta passando il mio Paese e non chiedo la luna. Chiedo che si facciano le riforme necessarie, anche quelle che vanno contro i miei immediati interessi”; i manifestanti, con lo stesso cartello, si fermino, i poliziotti si tolgano TUTTI il casco per 10 minuti , nella speranza che qualche crumiro non disattenda lo sciopero del silenzio tirando qualche sampietrino.
            Dopo i 10 minuti la vita riprenda come prima, con i manifestanti che protestano e i poliziotti col casco.
            E si raccolgano le firme di almeno il 60% della popolazione.
            Ci scommettete che se si fa una protesta così è molto più efficace di quella attuata da quegli esaltati ( non tutti , ma la m maggior parte ) dei forconi e delle proteste grilline ?
            Ma non si farà mai.
            .
            Non sappiamo cambiare l’italia con lo strumento della democrazia, che è l’unico strumento idoneo, figuriamoci se ci riusciremo in altri modi fantasiosi.
            Spero che il movimento dei forconi o dei ” grillini- similgrillini ” si fermi qui e non prenda piede, perché so che peggiorerebbe enormemente la situazione mia e dell’Italia!

          • Liot scrive:

            Rispondo a me per rispondere a elena qui sotto.
            Per cominciare, volendo discettare su cosa è illusorio, direi che la tua idea di protesta (tutti fermi per dieci minuti tranne gli ospedali) meglio si addice al termine. Manco a 10 minuti fermi in una classe di yoga riusciremmo ad arrivare.
            Il punto chiave che esprimevo comunque era: a) Il diritto di manifestare pacificamente per esprimere dissenso in periodi non elettorali è sacrosanto. Sull’utilità delle manifestazioni si può discutere, ma sul loro valore come strumento per dar voce a gruppi di persone e alle loro esigenze, quello no.
            b) La polizia non ha il compito di fraternizzare con chi manifesta, ma di moderare lo svolgersi della manifestazione. Se simpatizza espressamente con chi manifesta, il proprio ruolo di protettore imparziale viene meno. Quindi, in linea di massima, se il poliziotto si tiene l’elmetto, quantomeno sta facendo quel che deve.

            Quanto a questo Governo, proprio non sono d’accordo che non possa fare di più: non ha fatto nulla se non l’abolizione dell’IMU (prontamente rimpiazzata), quella pseudo-legge contro l’omofobia, e quell’abbozzo di abolizione dei rimborsi elettorali da essere attuato ad kalendas grecas.
            E poiché sono il primo che sarebbe filosoficamente contento di accettare riforme efficaci anche se mi fanno girare le palle; ovvero, poiché sono il primo a chiederle (riforma elettorale, agenda digitale, una equa tassazione della prima casa, taglio dei parlamentari, rimodulazione dell’IRAP, e via così), bene! per questo motivo non esito un secondo a dire che il Governo Letta è stato improduttivo e inefficace. Basta guardare gli obiettivi datisi nei primi 100 giorni e quelli effettivamente portati a termine: è uno scempio.

          • elena scrive:

            @ liot
            Sui punti 1 (impossibilità di praticare il mio tipo di protesta, non perché sia inattuabile, ma perché se tutti gli italiani diventassero capaci di protestare in questo modo non ci sarebbe più bisogno di protestare) e 3 ( il governo non può far tornare i magici anni 60 e 80 quando c’erano soldi per tutti , ma deve e può fare le riforme che non ha fatto e su questo dobbiamo stimolarlo) siamo pienamente d’accordo: forse non si capiva, ma questi concetti erano impliciti nel mio commento: volevo solo dire che se non siamo capaci di cambiare il mondo con una protesta intelligente , non ci riusciremo davvero con il populismo dei forcojoni et similia e in altri modi fantasiosi!
            .
            Anche sugli altri punti siamo d’accordo, e cioè le proteste non servono in sé ma per cambiare, ma sono un valido strumento per esprimere dissenso ed anche un buon termometro politico per valutare il volere e il disagio popolare: e come tale il diritto di manifestare va difeso con le unghie e con i denti , pena la fine della democrazia.
            .
            Sono anche d’accordo con la questione “dell’arbitro” , ma la metterei in modo meno drastico: è ovvio che se in quel momento qualcuno sta tutelando l’ordine pubblico è bene che cerchi di mantenersi neutro, non perché in quel momento è l’arbitro ( il compito della polizia è garantire il corretto svolgimento della manfestazione , mica quello di premiare alla fine la protesta migliore), ma perché se fosse troppo “tifoso” potrebbe non valutare bene i pericoli; i poliziotti però sono persone , non robot, e, se sono in servizio, possono manifestare consenso, dissenso , simpatia , antipatia, purchè tali sentimenti siano esagerati, provocatori , non compromettano l’obiettività riguardo alla visione dei pericoli e non venga mai meno il compito e il dovere principale , che è la tutela dell’ordine pubblico e non la funzione arbitrale.
            Quindi , indipendentemente dal casco o meno ( nelle manifestazioni più tranquille non ce l’hanno) , possono esprimere, entro certi limiti, forme di consenso o di dissenso, come sorrisi , strette di mano, manifestazioni di solidarietà : l’importante è che non superino quei limiti, come mettersi a manifestare col casco o senza casco ( questo no, e fortunatamente non l’hanno fatto: se l’avessero fatto sarebbero venuti meno ad un preciso dovere umano, più che a un ordine).
            .
            I tutori dell’ordine pubblico, infine, se vogliono esprimere la loro vicinanza a qualche movimento o manifestazione – spero non a quello dei forcojoni- possono farlo tranquillamente, andando a manifestare quando sono fuori servizio o in sciopero , con tanto di cartello che li identifica come forze dell’ordine fuori servizio!
            D’altro canto nessuno può lavorare e contemporaneamente manifestare, pure per i giornalisti dovrebbe essere così, se vogliono mantenersi imparziali!

          • elena scrive:

            @ liot
            Sui punti 1 (impossibilità di praticare il mio tipo di protesta, non perché sia inattuabile, ma perché se tutti gli italiani diventassero capaci di protestare in questo modo non ci sarebbe più bisogno di protestare) e 3 ( il governo non può far tornare i magici anni 60 e 80 quando c’erano soldi per tutti , ma deve e può fare le riforme che non ha fatto e su questo dobbiamo stimolarlo) siamo pienamente d’accordo: forse non si capiva, ma questi concetti erano impliciti nel mio commento: volevo solo dire che se non siamo capaci di cambiare il mondo con una protesta intelligente , non ci riusciremo davvero con il populismo dei forcojoni et similia e in altri modi fantasiosi!
            .
            Anche sugli altri punti siamo d’accordo, e cioè le proteste non servono in sé per cambiare le cose, ma sono un valido strumento per esprimere dissenso ed anche un buon termometro politico per valutare il volere e il disagio popolare: e come tale il diritto di manifestare va difeso con le unghie e con i denti , pena la fine della democrazia.
            .
            Sono anche d’accordo con la questione “dell’arbitro” , ma la metterei in modo meno drastico: è ovvio che se in quel momento qualcuno sta tutelando l’ordine pubblico è bene che cerchi di mantenersi neutro, non perché in quel momento è l’arbitro ( il compito della polizia è garantire il corretto svolgimento della manfestazione , mica quello di premiare alla fine la protesta migliore), ma perché se fosse troppo “tifoso” potrebbe non valutare bene i pericoli; i poliziotti però sono persone , non robot, e, se sono in servizio, possono manifestare consenso, dissenso , simpatia , antipatia, purchè tali sentimenti non siano esagerati, provocatori , non compromettano l’obiettività riguardo alla visione dei pericoli e non venga mai meno il compito e il dovere principale , che è la tutela dell’ordine pubblico e non la funzione arbitrale.
            Quindi , indipendentemente dal casco o meno ( nelle manifestazioni più tranquille non ce l’hanno) , possono esprimere, entro certi limiti, forme di consenso o di dissenso, come sorrisi , strette di mano, manifestazioni di solidarietà : l’importante è che non superino quei limiti, come mettersi a manifestare col casco o senza casco ( questo no, e fortunatamente non l’hanno fatto: se l’avessero fatto sarebbero venuti meno ad un preciso dovere umano, più che aver trasgredito un ordine).
            .
            I tutori dell’ordine pubblico, infine, se vogliono esprimere la loro vicinanza a qualche movimento o manifestazione – spero non a quello dei forcojoni- possono farlo tranquillamente, andando a manifestare quando sono fuori servizio o in sciopero , con tanto di cartello che li identifichi come forze dell’ordine fuori servizio, se lo desiderano!
            D’altro canto nessuno può lavorare e contemporaneamente manifestare, pure per i giornalisti dovrebbe essere così, se vogliono mantenersi imparziali!

          • Liot scrive:

            @elena
            Concordo praticamente in pieno con ciò che dici.
            Ovvio che un poliziotto fuori servizio può manifestare anche identificandosi come poliziotto fuori servizio.
            Dipende però anche qui dalla manifestazione. Così come preferisco un magistrato che, pur avendo un’appartenenza politica, non la dichiara perché mina la propria autorità; alla stessa maniera un poliziotto deve scegliersi le manifestazioni che non danneggiano la sua immagine – è una precauzione. Il principio mi sembra quello de “La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”.
            Ed è chiaro che l’imparzialità non implica una fermezza inamovibile e austera.
            A Londra c’era una manifestazione dei popoli caraibici, e la gente andava in giro mezza svestita, tra carri rumorosissimi, barbecue in strada, e canne. La polizia, non soltanto chiudeva un occhio sulla gente che spacciava coi palmi pieni d’erba (erano innocui), ma addirittura si faceva le foto con donne semi-nude che gli si sfregavano addosso.
            Come aneddoto personale, anche se dal di fuori può parere assurdo, garantisco che non c’era niente di strano, perché il contesto lo permetteva e gli atteggiamenti erano di natura goliardica.
            Insomma, non intendevo elogiare i robocop delle Forze dell’Ordine: qualsiasi lavoro va fatto con una certa discrezionalità.
            Un saluto.

          • elena scrive:

            Concordo pienamente.
            Un saluto anche a te, Liot.

      • azz! scrive:

        Azz! Cheppaura!

    • paty scrive:

      Glielo paghiamo noi, coglione!

  2. Domenico scrive:

    Non credo che Grillo abbia offeso le forze dell’ordine, ha solo asserito che devono operare nella giusta direzione e non tutelando i corrotti politici di vecchia guardia che ora governano e che ora hanno paura della voglia di ghigliottina del popolo!

    • g scrive:

      ma che voglia di ghigliottina, questi protestano perchè non vogliono pagà le tasse e per avere un po’ de sordi in più in saccoccia

    • gk scrive:

      a robespierre dè miei cojoni, nella ghigliottina magari mettici tua madre, ok?

    • Walter scrive:

      … l’idiozia diventata parola. Ma che cazzo stai dicendo?

    • pinco scrive:

      266. Istigazione di militari a disobbedire alle leggi.

      Chiunque [c.p. 327] istiga i militari a disobbedire alle leggi [c.p. 415] o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l’apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni [c.p. 115, 265, 272].

      La pena è della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso pubblicamente [c.p. 265, 268, 269, 272, 302, 327, 654; c.p.m.p. 8, 9, 214].

      Le pene sono aumentate [c.p. 63, 64] se il fatto è commesso in tempo di guerra [c.p. 310].

      Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:

      1. col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda (1);

      2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone;

      3. in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata

    • EmmeElle scrive:

      Le forze dell’ordine, contenendo i disordini, tutelano i cittadini.

    • Roberto scrive:

      chi ha organizzato i fattacci di ieri (ed oggi ancora aTorino) non ha niente a che vedere con il popolo.
      Ma capisco che, quando si è ignoranti, non ci si vuole informare. Bene, ti spiego una cosa. Lo sai a chi fa capo la maggior associazione che ha organizzato questo sciopero? A Forza Nuova. Se poi ci sommiamo anche le lettere inneggianti alla mafia e le minacce di morte a chi non chiudesse i negozi (tipico dei Forconi), il cerchio si chiude.
      Cittadini un paio di palle.

    • streetspirit scrive:

      Naaa, ha solo “asserito” che ha bisogno di nuovi voti dai mafioselli, dagli evasori, dagli esaltati apolitici e dai neofasci, che è il substrato costituente il movimento dei forconi. Nel fare ciò, ha voluto strizzare l’occhio ad eventuali frange eversive della polizia, perché non si sa mai quando ti torna comodo avere un posticino bello caldo dopo un golpetto militare. Mi fan ridere quelli di sinistra che hanno votato un fascista dentro come Grillo, santiddio.

  3. Bad Hands scrive:

    ormai attaccare grillo da visibilità!
    però penso pure io che sia ora di finirla con sta stronzata degli sbirri buoni! c’era l’estrema destra in piazza (perché la sinistra non ci va più) e loro si sono sentiti rappresentati. tutto qui.
    (ma restano feccia)

    • Roberto scrive:

      Attaccare grillo da visibilità. la cagata del giorno. E’ lui che ogni dì deve uscirsene con qualche stronzata e la gente cogliona lo segue a ruota. Adesso lo si vuole passare per vittima, come berlusconi.

  4. Like scrive:

    Grillo è un’altro dei tanti burattinai che hanno popolato lo scenario politico italiano , cacciato dalle televisioni perché ha una mentalità eversiva ( e lo dimostra il modo con il quale parla nelle piazze e senza contraddittorio , cosa che lui non ama perché ha un copione da seguire ) , le persone che lo seguono non sono tutte stupide , come non lo erano quelle che seguivano Berlusconi o Bossi il populismo attecchisce nuche su menti più fervide … Il problema oggi è che ogni apparizione, ogni parola , ogni gesto vengono strumentalizzati un attimo dopo da tutte le fazioni politiche , questo perché ormai non esiste più una logica e un’etica nelle faccende politiche , il chaos regna sovrano grazie all’indottrinamento perpetrato per 20 anni e più , dalla noncultura seminata dai media e da alcune frange della classe politica , grazie al liberismo professato da mafiosi collusi con associazioni a delinquere !!! … Sarà dura , però non si continui a fare l’errore di schierarsi … Una volta tanto non importa chi ha organizzato e il come ha organizzato … Una volta tanto non c’è destra o sinistra … Una volta tanto c’è un popolo seriamente compromesso che sta alzando la testa senza bandiere e smettetela voi di sinistra e voi di destra e voi di centro di fare i giornalisti , l’informazione in questo paese è uno dei principali mali , per una volta tanto ragionate con il cuore del popolo e non di un segno… Ieri nelle piazze c’erano fascisti e comunisti , c’erano leghisti e democristiani , c’erano persone , c’era il sentimento di voler fare qualcosa anche se senza una relè forma o senza un piano ben preciso … Ma c’era … I partiti ,le fazioni ,le divisioni non servono altro che ad alimentare il loro sistema di potere .. Bisogna cambiare il mondo e crescere come razza umana , io dico evolviamoci , basta con i falsi messia

    • Vincè scrive:

      quindi tu voti il “vero messia” Renzi? sai che ti dico….preferisco restare persona stupida. In fin dei conti meglio stupidi che fessi.

      • Walter scrive:

        E chi ti ha detto che una persona intelligente vota il messia di turno? Solo perché il tuo cervello cerca colui che andrà a pensare e decidere per te e tutti gli italiani (scritto appositamente in minuscolo) non è che questa scelta (fallimentare negli ultimi 20 anni) deve per forza continuare, ti pare? Dopo i tizi B, il tizio G adesso il tizio R? Ma chi ti ha detto che un Italiano medio sia così fesso a continuare con la ricerca del quauaraqua con il vestito di Superman? Vai a votare te il messia che ti pare, però accetti di fare il discepolo poi, chiaro?

        • elena scrive:

          L’unica speranza che abbiamo , allo stato attuale , è che Renzi con l’intelligenza che sicuramente ha , sappia mostrarsi un politico più intelligente e moderato , più capace di autocritica dei supermen che l’hanno preceduto.
          Io mi trovo in una situazione paradossale: mi piaceva Bersani ma non mi piacevano i bersaniani, non mi piace Renzi ma mi piacciono molti renziani.
          Visto che Bersani, con la sua personalità , non è stato in grado di cambiare i suoi, spero che i renziani siano in grado di integrare gli eccessi del personaggio Renzi.

    • Walter scrive:

      Pienamente d’accordo con te. (tranne che per il metodo dei forconi)

    • elena scrive:

      Tutte le rivoluzioni, da quella francese a quella russa sono iniziate con gente che credeva di essere un popolo autonomo ed indipendente che stava alzando la testa di fronte a ingiustizie palesi e che voleva proporre un mondo migliore!
      Vogliamo accettare la sacrosanta verità una volta per tutte? L’essere umano non è in grado di fare nessuna rivoluzione per creare un mondo migliore!
      Le uniche cose che possiamo fare sono difendere il diritto di voto e usarlo per far fare ai politici le scelte giuste.
      Scusate eh, ma se l’essere umano fosse in grado di fare rivoluzioni positive , in tutti i paesi dove c’è la democrazia si sarebbero eletti politici contro il sistema economico vigente a livello mondiale e tutto il mondo ora sarebbe un posto migliore e non ci sarebbe la crisi economica.
      La realtà è dura da accettare, ma è la realtà: quella scimmia spelacchiata che si chiama homo sapiens sapiens non è in grado di fare nessuna rivoluzione positiva , né di alzare la testa di fronte all’ingiustizia.
      Egli stesso è troppo ingiusto e limitato per poterlo fare.
      L’unica cosa intelligente da fare è creare le condizioni globali, fra tutti i popoli , perché possano verificarsi piccoli cambiamenti positivi!

      • . scrive:

        Gli unici veri rivoluzionari erano Gandhi, martin Luther King… veri leader capaci di coinvolgere il popolo , ma stimolare il meglio delle persone e non di far uscire gli istinti più beceri. Rivoluzionari capaci di ragionare e quindi grandi leader, che hanno fatto del bene ai loro popoli e a tutti i popoli della terra.
        Ed anche il compianto Madiba, che aveva la capacità di comprendere i suoi errori, di saper tornare indietro sui suoi passi ed anche l’intelligenza di saper essere moderato e saper fare la cosa giusta.

  5. Dannox scrive:

    E’ una idiozia: i poliziotti non hanno la liberta’ di decidere chi e cosa proteggere. Noi eseguiamo degli ordini.

    Da quando in qua eseguire ordine non è da idioti?
    Ah già, in uno Stato si fa così. Vi leva pure la libertà di pensiero, complimenti.

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