|

La bufala della polizia che si toglie i caschi per unirsi allo sciopero del 9 dicembre

A Torino aveva destato scalpore la scena dei poliziotti che si sono tolti il casco davanti ai manifestanti e forconi, dai più ripresa come un atto a favore della manifestazione e strumentalizzata dai soliti politici che amano piazzare le loro bandierine sui risiko altrui senza fatica alcuna. In realtà i poliziotti non si sono schierati con i manifestanti come in molti hanno pensato. Che qualcuno di loro potesse condividere le istanze dei manifestanti è fuori di dubbio, ma non è questo il motivo per cui si sono tolti il casco e, soprattutto, nessuno di loro si è “schierato” con i manifestanti abbandonando la “linea” e unendosi alla manifestazione. Vediamo perché. Su youreporter sono presenti due video, uno relativo a Milano e uno a Torino (selezionate video nel menù nero per filtrare la ricerca). Vi sono poi due foto di poliziotti senza caschi.

 

Nel video si vedono i poliziotti togliersi il casco, rimanendo fermi, applauditi dalla gente.

PECCATO CHE NON SIA QUEL CHE SI PENSI – A smentire la bufala (ovvero l’aver attribuito arbitrariamente a un gesto normale per i poliziotti una finalità politica ben specifica) ci han pensato le stesse forze dell’ordine. I poliziotti impegnati oggi a Torino nei servizi di ordine pubblico si sono tolti il casco perché «erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Lo precisa una nota della Questura di Torino, escludendo che il gesto – come ipotizzato da alcuni – fosse riconducibile a forme di condivisione della protesta e lo riprende l’Ansa. D’altra parte in nessun video si vedono i poliziotti mettersi dalla parte dei manifestanti.

L’EPISODIO – Ancora l’Ansa spiega: nessun segno di solidarietà da parte dei poliziotti, dunque, nei confronti dei manifestanti. L’episodio intorno alle 10.30, al termine di un intervento di disimpegno per contenere l’azione di una cinquantina di persone che, armate di pietre, hanno tentato invano di fare irruzione nella sede dell’Agenzia delle Entrate, in corso Bolzano a Torino. Una volta respinta la protesta, i poliziotti in servizio si sono tolti il casco su disposizione del funzionario responsabile «essendo venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Ne é seguito un lungo applauso da parte dei cittadini presenti. «Siete come noi», ha urlato qualcuno di loro ai poliziotti. La circostanza é stata interpretata da alcuni – anche grazie all’immediato post di Beppe Grillo – come la volontà dei poliziotti di condividere le ragioni della protesta. Niente di tutto questo per la Questura di Torino, che parla invece di un «comportamento da considerare ordinario e correlato al venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico».

GESTO ORDINARIO – E ancora: «Verso le 10.30 – spiega la questura – al termine di un intervento disimpegnato da un contingente della polizia in Corso Bolzano, per contenere una improvvisa azione dei manifestanti in prossimità della sede dell’Agenzia delle Entrate, i poliziotti in servizio, su disposizione del funzionario responsabile, si sono tolti il casco, essendo venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Quindi «si tratta di un comportamento da considerare ordinario e correlato al venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico». «A tale gesto non appare possibile, pertanto – conclude la questura – riconnettere significati non attinenti alle regole d’impiego dei dispositivi individuali di protezione e, tantomeno, di condivisione delle istanze dei manifestanti”. Insomma, quella che qualche furbacchione alla ricerca di click aveva dipinto come una rivolta della polizia, non era altro che un comportamento ordinario secondo la questura. Effettivamente in parecchie manifestazioni, i poliziotti possono “camminare” accanto ai manifestanti senza casco: era accaduto anche per i No Tav (ultima foto in pagina) del 3 marzo scorso.

UN’ALTRA SMENTITA –  «Che le forze di polizia siano parte integrante del popolo italiano e che, come tutti, soffrano il peso di una crisi devastante le cui cause sono da attribuire, anche, ad una classe politica inadeguata, non c’é alcun dubbio. Respingiamo, però, ogni tipo di strumentalizzazione sull’operato e sui gesti compiuti dalle donne e gli uomini impegnati a cercare di garantire, come sempre, il diritto a manifestare”. Sul “caso” dei caschi levati dagli agenti di polizia che molti manifestanti hanno inteso come un gesto di solidarietà interviene anche il sindacato di polizia Siap, con le parole di Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale di Torino.

IL CASCO – «Il casco – precisa il segretario del sindacato – viene indossato ogni qualvolta sussiste il pericolo imminente per l’incolumità degli operatori e, allo stesso modo, viene tolto appena il pericolo viene meno. La concomitanza della richiesta di togliere il casco da parte dei manifestanti pacifici con la non sussistenza o il venire meno del rischio per gli operatori, non autorizza nessuno – continua Di Lorenzo -, a qualsiasi parte politica o movimento appartenga, a sostenere la partecipazione attiva ed eclatante delle forze di polizia alla manifestazione odierna”. Di Lorenzo sottolinea invece come le forze di polizia abbiano saputo garantire il diritto a manifestare e sui violenti commenta: “Ultras di entrambe le tifoserie (Juve e Toro, ndr) ed estremisti di varia estrazione hanno preso la scena, chiuso la bocca ai manifestanti e causato danni e feriti. I fatti hanno purtroppo confermato quanto temuto: si è convocata a Torino una protesta generalizzata senza tenere conto delle variegate realtà che si sarebbero autoconvocate e senza avere la capacità di gestire la piazza. Le conseguenze, anche economiche, le pagherà la collettività»

IL FORUM DEI POLIZIOTTI – Sul forum di polizia.it, liberamente accessibile, è stata aperta una discussione sul tema in cui si fa presente che:

caschi polizia

Qui un poliziotto che oggi ha seguito una manifestazione senza casco pur non condividendone certo le motivazioni:

994670_10202450934456101_1960985503_nUn altro poliziotto torna sulla questione dei caschi

994670_10202450934456101_1960985503_n


L’ANSA E L’ENNESIMA SMENTITA –
Ancora in serata l’Ansa ritorna sulla faccenda citando anche gli altri comunicati sindacali:

Si sono tolti il casco antisommossa, dopo aver impedito l’assalto di una cinquantina di facinorosi all’Agenzia delle Entrate di Torino. Ed e’ successo anche a Genova. Un “comportamento ordinario”, collegato al “venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico” per la Questura di Torino. Nessun gesto di solidarietà da parte degli agenti con la protesta, dunque, come invece hanno sostenuto, tra gli altri, i sindacati di polizia UglSiulp e Beppe Grillo sul suo blog. Il primo episodio questa mattina in corso Bolzano. Poco prima il contingente di polizia presente nella zona era intervenuto per impedire a una cinquantina di manifestanti, armati di pietre, di fare irruzione negli uffici dell’Agenzia delle Entrate e di danneggiarne le vetrine. Una volta respinta la protesta, gli agenti in servizio si sono tolti il casco su disposizione del funzionario responsabile. Erano infatti “venute meno – afferma la questura – le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo”. Altro scontro e stessa scena davanti al Palazzo della giunta regionale del Piemonte, nella centrale piazza Castello. E a Genova, al passaggio del corteo di protesta davanti alla Prefettura. Gesti di distensione, per i manifestanti, che in tutti e tre i casi hanno a lungo applaudito polizia, carabinieri e guardia di finanza. “Siete come noi”, ha urlato in segno di approvazione qualche manifestante. “Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarieta’ con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l’Italia”, commenta il segretario nazionale dell’Ugl Polizia di Stato, Valter Mazzetti. “Togliersi il casco – aggiunge il segretario del Siulp, Felice Romano – in segno di manifesta solidarieta’ e totale condivisione delle ragioni a base della protesta odierna e’ un atto che per quanto simbolico dimostra pero’ che la misura e’ colma”. Un gesto ritenuto “altamente simbolico”, “finalizzato ad abbassare la tensione”, aggiunge il senatore Pd Stefano Esposito. Mentre il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog sottolinea che “i poliziotti in piazza si sono tolti il casco per solidarieta’ al grido dei manifestanti ‘siete come noi’ ‘bravi ragazzi!'”. “Sono i gesti di cui abbiamo bisogno. Le forze dell’ordine provengono dal popolo di cui fanno parte”, afferma Grillo. A sgomberare il campo dalle interpretazioni e’ pero’ intervenuto in serata un comunicato della questura di Torino. Che esclude dietro quel gesto la “condivisione delle istanze dei manifestanti”. Quei poliziotti, quei carabinieri, quei finanzieri “si sono tolti il casco essendo venute meno le esigenze operative – si legge nella nota – che ne avevano imposto l’utilizzo”.

Su Facebook invece, così commenta la pagina Movimento dei Poliziotti Italiani:

994670_10202450934456101_1960985503_n

E A MILANO – Sull’onda dell’emozione per la caratterizzazione di Torino, su YouReporter intanto è comparso un video che immortala un momento del corteo dei «forconi» organizzato a Rho, alle porte di Milano. Il video mostra i poliziotti che sorvegliano il corteo sfilarsi i caschi e guadagnare la testa del gruppo, accompagnati da slogan come “poliziotto uno di noi”.

sciopero forconi rho poliziotti 2

IL SINDACALISTA – Fra i sindacalisti che si discostano però dalla versione ufficiale della questura, anche il segretario nazionale dell’Ugl (sindacato di destra, che ha ospitato anche Renata Polverini, e nato “vicino” al MSI) Polizia di Stato Valter Mazzetti dopo aver fermamente condannato “gli atti di violenza e le vergognose aggressioni che alcuni criminali hanno attuato contro le forze dell’ordine a Torino”, aveva aggiunto, riportato da AgenParl e forse dopo aver letto quanto riportato da alcuni siti: “Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarietà con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l’Italia. Riteniamo altamente simbolico – continua Mazzetti – il gesto degli appartenenti alle forze dell’ordine che si sono tolti i caschi perché ciò rappresenta la condivisione da parte dei poliziotti, in quanto cittadini in divisa, dei forti disagi che la crisi economica sta provocando alle famiglie italiane”. Una versione smentita dalla questura. Non è dato però sapere se Mazzetti avesse effettivamente parlato con i poliziotti coinvolti, o si sia limitato a commentare le note di stampa così come gli erano state riportate.

IL COISP E IL GESTO CHE STEMPERA GLI ANIMI – Sull’argomento è intervenuto Giuseppe Raimondi, Segretario Generale Regionale del Sindacato di Polizia COISP, il quale ha dichiarato: ” Massima vicinanza ai colleghi rimasti feriti negli scontri capitati a Torino tra manifestanti e forze dell’ordine. Intendo però sottolineare il gesto di enorme distensione e solidarietà espresso dalle forze dell’ordine che con il semplice segno di togliersi il casco, hanno stemperato gli animi, ricevendo in cambio un caloroso applauso. Momenti come quelli che hanno visto manifestanti furiosi, applaudire le forze dell’ordine urlando loro frasi del tipo “Siete come noi” sono da sottolineare e rimarcare in quanto danno il senso della democrazia. Noi appartenenti al Comparto Sicurezza siamo sicuramente vicini ai manifestanti che in questo difficile momento storico urlano il proprio dissenso , ma in ogni caso non tollereremo in nessun modo atteggiamenti violenti, condannando anticipatamente ogni episodio grave, restando sempre a salvaguardia dei più elementari principi democratici. Siamo tutti figli di questo popolo che soffre – termina il leader regionale del Coisp. Il coisp,  per quanti non lo ricordassero, si rese protagonista della manifestazione a favore dei poliziotti accusati per il caso Aldrovandi. Il suo segretario nazionale venne anche denunciato dalla madre del giovane per stalking lo scorso settembre.

LA FOTO –  Altra prova della presunta solidarietà usata da molti è la seguente foto dove si vedono due poliziotti dietro un cartello tenuto da altri manifestanti (si badi al particolare dei guanti: la vera mano del poliziotto è lungo il suo fianco)

In serata arriva anche il poliziotto che “vuole rimanere anonimo”

 

LE FOTO DA TORINO (LaPresse):

Ulteriore comunicato stampa arrivato alla redazione di Giornalettismo in serata dal Coordinatore nazionale e Segretario Generale Regionale Piemonte Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia per la CGIL:

sindacato cgil

 

Update 10 dicembre: A SkyTg24 un poliziotto smentisce il “movente” della solidarietà. Lui c’era.