La mamma che dà al figlio autistico di 11 anni i biscotti alla marijuana

J da due anni fa uso di cannabis. Secondo la madre soffre meno, si concentra di più e ha anche...

J da due anni fa uso di cannabis. Secondo la madre soffre meno, si concentra di più e ha anche imparato ad andare in bici. Dice anche che chi la giudica dovrebbe mettersi nei suoi panni. Come darle torto?

J, bambino autistico, a 9 anni era stato operato di un tumore al midollo spinale. Non parla, a parte alcune frasi senza apparente senso compiuto. Per anni aveva assunto antipsicotici, poi i medici glielo avevano proibito perché il bambino aveva sviluppato un’allergia a questi farmaci. Così la signora Marie Myung-Ok Lee ha scoperto la marijuana il cui uso a scopo terapeutico è consentito in Rhode Island, lo stato in cui vive il bambino con la famiglia. Mamma Marie Ha imparato a fare i biscotti con l’olio estratto dalla marijuana e ha iniziato a somministrarli al figlio, d’accordo con il marito.

URLA E DISPERAZIONE - Ora J ha 11 anni e da due assume la sostanza. Sta bene, va a scuola e ha una vita il più possibile normale. La Signora Myung-Ok Lee ha raccontato in quattro parti la sua esperienza biennale con la marijuana utilizzata a scopo curativo su Slate (vedi qui), prendendo atto delle critiche e del fatto che non potrà diventare Mamma dell’Anno, visto che le sono state dette cose tipo “Nessun bambino merita di essere esposto dai genitori alla dipendenza da marijuana quando si suppone che debba invece esserne protetto.” Certo si è trattato di un esperimento. Marie dice che è meglio dare la marijuana al bambino che avere la casa distrutta durante le crisi che il bambino ha a causa della sua malattia, e oltre la casa la vita distrutta, tra le urla e la disperazione.

BICICLETTA - Certo nessuno può dire, lo ammette anche la signora Marie: “Marijuana? Ma che meravigliosa idea!” ma che altro potevano fare lei e suo marito? La donna racconta della sua battaglia quotidiana con la malattia di suo figlio, che di recente è regredito all’uso del pannolino. Prima di assumere cannabis soffriva anche di Pica, il disturbo compulsivo che spinge a mangiare oggetti e cose che non sono cibo. Dopo la prima dose il disturbo è scomparso. Almeno è qualcosa. La madre dice che il suo piccolo non solo soffre di meno, ma la cannabis lo aiuta a sviluppare l’attenzione, e a capire le cose. Addirittura ha imparato ad andare in bicicletta, cosa che prima pareva impossibile. Le limitazioni di J sono tante, e tante ne ha anche la sua famiglia. Andate a leggere la storia di J raccontata dalla sua mamma (su Slate, qui), prima di giudicare cosa sia o meno opportuno, cosa sia o meno giusto in un caso come questo.