La mamma che dà al figlio autistico di 11 anni i biscotti alla marijuana

17/05/2011 - di

J da due anni fa uso di cannabis. Secondo la madre soffre meno, si concentra di più e ha anche imparato ad andare in bici. Dice anche che chi la giudica dovrebbe mettersi nei suoi panni. Come darle torto? J,

J da due anni fa uso di cannabis. Secondo la madre soffre meno, si concentra di più e ha anche imparato ad andare in bici. Dice anche che chi la giudica dovrebbe mettersi nei suoi panni. Come darle torto?

J, bambino autistico, a 9 anni era stato operato di un tumore al midollo spinale. Non parla, a parte alcune frasi senza apparente senso compiuto. Per anni aveva assunto antipsicotici, poi i medici glielo avevano proibito perché il bambino aveva sviluppato un’allergia a questi farmaci. Così la signora Marie Myung-Ok Lee ha scoperto la marijuana il cui uso a scopo terapeutico è consentito in Rhode Island, lo stato in cui vive il bambino con la famiglia. Mamma Marie Ha imparato a fare i biscotti con l’olio estratto dalla marijuana e ha iniziato a somministrarli al figlio, d’accordo con il marito.

URLA E DISPERAZIONE - Ora J ha 11 anni e da due assume la sostanza. Sta bene, va a scuola e ha una vita il più possibile normale. La Signora Myung-Ok Lee ha raccontato in quattro parti la sua esperienza biennale con la marijuana utilizzata a scopo curativo su Slate (vedi qui), prendendo atto delle critiche e del fatto che non potrà diventare Mamma dell’Anno, visto che le sono state dette cose tipo “Nessun bambino merita di essere esposto dai genitori alla dipendenza da marijuana quando si suppone che debba invece esserne protetto.” Certo si è trattato di un esperimento. Marie dice che è meglio dare la marijuana al bambino che avere la casa distrutta durante le crisi che il bambino ha a causa della sua malattia, e oltre la casa la vita distrutta, tra le urla e la disperazione.

BICICLETTA - Certo nessuno può dire, lo ammette anche la signora Marie: “Marijuana? Ma che meravigliosa idea!” ma che altro potevano fare lei e suo marito? La donna racconta della sua battaglia quotidiana con la malattia di suo figlio, che di recente è regredito all’uso del pannolino. Prima di assumere cannabis soffriva anche di Pica, il disturbo compulsivo che spinge a mangiare oggetti e cose che non sono cibo. Dopo la prima dose il disturbo è scomparso. Almeno è qualcosa. La madre dice che il suo piccolo non solo soffre di meno, ma la cannabis lo aiuta a sviluppare l’attenzione, e a capire le cose. Addirittura ha imparato ad andare in bicicletta, cosa che prima pareva impossibile. Le limitazioni di J sono tante, e tante ne ha anche la sua famiglia. Andate a leggere la storia di J raccontata dalla sua mamma (su Slate, qui), prima di giudicare cosa sia o meno opportuno, cosa sia o meno giusto in un caso come questo.

43 Commenti

  1. bob dylan scrive:

    la marijuana non crea dipendenza…

    • itroll scrive:

      infatti la marijuana non crea dipendenza non solo ci sono gli studi, ma lo saprebbe dire qualsiasi persona che fuma

      • Stefano scrive:

        Per fortuna qualcuno fa notare questa cosa!
        Ma i risultati scientifici è meglio dirli sottovoce a volte, secondo i potenti.

        • 23_RoOr_23 scrive:

          anche perchè siamo tutti vivi e vegeti..cosa molto importante…ammazzano più gente le noccioline che non la ganja…0 morti in un milione di anni!!

  2. Marco scrive:

    Non è il primo caso, anche molti malati di Sla si curano con la marijuana e non sono fumatori, e se non sbaglio anche lo stato italiano passa questa “medicina” a chi ha questo tipo di malattie, ma pare che possano far richiesta solo ogni 3 mesi e spesso rimangono un lungo periodo senza questa medicina fra una richiesta e l’altra, ‘nsomma le solite storie italiane. Se fosse stata una medicina prodotta dalle multinazionali, allora, avrebbero avuto la casa piena…

  3. Maria Giovanna scrive:

    Da Ieppie “O è meglio bruciare i neuroni ai figli con gli psicofarmaci?”-
    Anche la medicina ufficiale (allopatica) ha controindicazioni chilometriche e però si usa. E, che dire delle dosi di protocollo delle applicazioni chemioterapiche che, somministrate anche dopo guarigioni, bruciano le cellule e le distruggono, provocando ….. Ci vuole sempre discernimento e come dice questa mamma, che deve aver sopportato l’inferno per tanti anni, il bambino sta bene. In questi casi è terapeutico no?

  4. Calime scrive:

    Non vedo dove sia lo scandalo se nel suo Stato è ampiamente riconosciuto l’uso terapeutico della marijuana. Purtroppo la gente, l’essere umano in generale (e mi ci metto anche io) ha sempre troppa voglia e fretta di giudicare, nel bene o nel male che sia :)

  5. brigida scrive:

    chi giudica male questa donna non ha mai avuto a che fare con un autistico purtroppo mio figlio lo è …..quindi ribadisco una sola cosa questa signora è da ammirare xchè ha trovato una soluzione al grave probblema che purtroppo porta il piu delle volte sopratutto arrivando noi genitori ad un’eta’all’abbandono in centri o case di cura…..quindi secondo me se con la mariuana è riuscita a risolvere o a migliorare lo stato di vita del figlio allora viva la mariuanaaaaaaa…….

  6. frank scrive:

    non condanno assolutamente questa madre,tutt’altro.
    ma ho letto commenti dove si afferma che la marijuana non ha effetti gravi e dannosi,invece gli psicotici bruciano il cervello.
    il principio attivo della marijuana,il thc non solo agisce sui neuroni alterando il rilascio di dopamina,così da causare la dipendenza,ma utilizzata abitudinariamente porta alla schizofrenia,all’estraneamento dalla realtà,al ritardo delle ricezioni neuronali,ai tic nervosi,sintomi di patologie ben più gravi.
    La marijuana,come ogni altra pianta naturale da cui si estrae la cosiddetta ‘droga’ha immensi metodi di consumo e miliardi di alterazioni chimiche.
    un paio di ‘spinelli’ al mese non ti fanno rincoglionire,ma due spinelli al giorno sì.
    inoltre è proprio la capacità di concetrazione in primis che viene compromessa.
    quello che vi ho elencato spiega l’attenuante di dolore nel ragazzino,in ogni caso sono d’accordo con voi che bisogna incrementare i finanz<iamenti alla ricerca dei possibili usi della sostanza a scopo medico,perchè purtroppo si sa poco.
    in ogni caso ammiro una madre che cerca in tutti i modi di salvare il figlio,con le opportune ricerche credo sia giusto sperimentare.

    • b scrive:

      Meno male che hai postato, leggendo gli altri commenti stavo già perdendo la speranza.

      • silvia scrive:

        sì infatti dire che la maria sia buona bella e santa è ridicolo… può avere dei benefici con certe patologie ….e fumare uno spinello in compagnia ogni tanto non fa assolutamente nulla, può essere molto piacevole. Ma ha degli effetti collaterali che possono divenire pesanti col passare del tempo…. In ogni caso ammiro la madre di quel bambino che supera le difficoltà andando oltre i canoni imposti dalla società. comunque prima di dire idiozie andatevi a studiare gli effetti chimici della cannabis.. e con studiare non intendo dire “fare una ricerca su google”. Compratevi un libro di neurologia o neuropsicologia sulle Addiction e poi dite la vostra!

        • lu scrive:

          Bravi Frank e Silvia!
          Questo è l’approccio giusto, non ascoltare le leggende metropolitane.
          Io sono favorevole all’uso terapeutico della cannabis, ad esempio come antidolorifico( se si usa la morfina , non vedo perchè non si dovrebbe usare la cannabis), ma dovrebbe essere considerato un farmaco a tutti gli effetti, prescritto da un medico , con tanto di bugiardino ed effetti collaterali.
          Non può passare il messaggio sbagliato che è una pianta miracolosa che fa bene…
          Non farà eccessivamente male come la cocaina, ma non si può dire che faccia bene!
          E poi che significa” è una sostanza naturale”? Anche la cicuta è una sostanza naturale.
          In ogni caso, al di là degli effetti più o meno leggeri, l’ideale per un organismo sano sarebbe non assumere nessuna sostanza psicoattiva; il nostro cervello sa quando abbiamo bisogno di endorfine ed è capace di produrle da solo, se le assumiamo dall’esterno lo “imbrogliamo”, lo rendiamo ( il cervello) inetto!

  7. lu scrive:

    Comunque , in base a quanto c’è scritto nell’articolo, è un peccato che il bambino sia diventato allergico agli antipsicotici che lo avrebbero curato decisamente meglio dei biscotti.
    Diciamo che nella cura dell’autismo gli antipsicotici sono i farmaci di elezione: i biscotti sono un palliativo per non fargli avere crisi di aggressività.

    • fra scrive:

      tu non stai bene per niente, preferisco essere curato con la maria che con quella merda di medicinali chimici…. ma come ca**o stai??

  8. annalisa scrive:

    E’ una bella notizia…non è uno scandalo.
    credo che sia ora di fare basta con le idee retrograde e proibizionistiche che non permettono il libero arbitrio .
    Vivi e lascia vivere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    vivere…e non sopravvivere….

  9. Alex scrive:

    Mi sembra cosi stupido che alcune persone abbiano una mentalità chiusa e per di piu le fette di salame davanti agli occhi…ma non avete capito ancora che la marijuana ci permetterebbe di fare di tutto, a partire da medicine a finire alle automobili e combustibili a impatto ambientale praticapente zero!! Ma ovviamente ci sono quei “signori” che non vogliono che ciò accada e ci dicono che faccia male e storie varie….il popolo ovviamente guarda in silenzio!!!

    Non si puo rendere illegale una pianta…fa parte della natura e grazie ad essa viviamo!!

    • lu scrive:

      Sì certo, viviamo grazie alla marijuana. Se una pianta non può essere mai nociva percgìhè proviene dalla natura, perchè non ti fai una bella tisana di cicuta e non ti cucini un buon risotto con amanita phalloide?
      Gli effetti del thc non sono catastrofici se presi a piccole dosi, ma non fanno bene al cervello.
      Inoltre l’effetto del thc è soggettivo e secondo alcuni studi , se assunto in discrete quantità, può causare schizofrenia in alcuni soggetti predisposti.
      Ultimamente ho letto (in questi commenti) un paragone fra il thc e la teobromina che è contenuta nella cioccolata .
      Il paragone non regge perchè semmai la teobromina può essere paragonata alla caffeina, che pure dà dipendenza psicologica, e noi tutti sappiamo che dopo 10 caffè.
      Ma la teobromina è circa 10 volte più blanda della caffeina e per avere un qualche effetto si dovrebbero mangiare chili e chili di cioccolata.
      Insomma, ti salta prima il fegato del cervello!

      • fra scrive:

        invece di andare a cercare informazioni del ca–zo su internet e wikipedia fatti un bel cannone prova quello di cui stai parlando e poi spara tutte le c….zate che vuoi….. scoprirai un mondo nuovo e la smetterai di dire vaccate antiprogresso e sopratutto smettila di parlare di cose che non sai… e se l’hai provata allora sei davvero una persona con scarsa intelligenza

  10. Warc scrive:

    Non so quanti di voi commentatori abbiano usato e facciano uso di farmaci antidolorifici e per quanto tempo….
    Da quasi 15 anni faccio uso terapeutico di antidolorifici e antinfiammatori…..cominciai con la semplice aspirina (acido acetilsalicilico) per passare poi rapidamente al paracetamolo, poi alla codeina, all’ossicodone, al fentanil……l’Thc è, per molti versi, l’ultima frontiera degli antidolorifici non oppioidi ma ha una notevole mancanza: la molecola viene quasi totalmente distrutta dagli acidi gastrici se ingerita, come oggi avviene in via sperimentale, sotto forma di pillola. Studi medici condotti in Canada, ad esempio, hanno evidenziato che in forma di capsula, la dose giornaliera di Thc necessaria per una buona risposta antidolorifica, è molto elevata e quindi, la forma migliore di somministrazione rimane l’assorbimento per inalazione.
    A questa madre-coraggio faccio tutti i più sinceri e migliori auguri….ha dimostrato di amare il suo bimbo oltre ogni più becera intromissione esterna……
    Al dolore non si può rispondere con la preghiera e con la parole, servono farmaci adatti somministrati con consapevolezza, anche se ciò può comportare assuefazione per la quale, comunque, alle dosi terapeutiche, servono anni ed anni di assunzione.

    • lu scrive:

      Sì, io sono d’accordo per l’uso terapeutico, come antidolorifico e ora in base a studi che devono ancora essere confermati , come antipsicotico 8 poi si vedrà), quello che mi dispiace è quando passa il messaggio che è una pianta miracolosa e che fa solo bene; in realtà ha i suoi effetti collaterali, come tutte le sostanze psicoattive.
      Ciao :-)

      • Enrico scrive:

        ho capito il messaggio, la forza del messaggio è importante.Ma, Lu, proprio per questo, dire che la canapa ed i suoi derivati sono il diavolo, ( non che tu lo abbia detto, sia chiaro) ma ” il Chianti ammazza l’anemia” ( io adoro il chianti) e chiunque puo’ scegliere, ripeto scegliere, tra decine e decine di Cantine e comprare decine e decine di bottiglie e suicidarsi bevendolo…non è corretto, soprattutto nei confronti dei famosi e bistrattati neuroni….se decidi di essere astemia non bevi, se vuoi che i tuoi figli non bevano cerchi di convincerli a non farlo….tu hai accennato al complotto….io sono convinto ci sia stato, ci sia ancora……tutto torna…ma è un discorso lungo……la Cannabis non è una pianta miracolosa? Bene, sono d’accordo…..ma la galera mi pare eccessivo…….una birretta? uno Spriz? sono miracolosi?.No! (qualcuno dice si, ma è sempre lo stesso lunghissimo discorso) Ma se voglio una birra entro nel posto che la vende e la compro e la bevo..i neuroni che ne pensano?il fegato……Grazie

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