La clinica svizzera della dolce morte

La Dignitas aiuta i malati terminali nel suicidio assistito C’e’ un viaggio della morte, per scelta consapevole e in legalita’,...

La Dignitas aiuta i malati terminali nel suicidio assistito

C’e’ un viaggio della morte, per scelta consapevole e in legalita’, che porta gli italiani (19 nel 2010) in Svizzera.

LA CLINICA DEL SUICIDIO - Perloppiu’ arrivano a Forch (nel Cantone Zurigo), nella clinica Dignitas, fondata dall’avvocato Ludwig A. Minelli nel 1998, per il suicidio assistito. Una pratica confermata oggi dal referendum svoltosi a Zurigo che ha mantenuto possibile tale estrema opzione anche per i non residenti, mentre l’eutanasia rimane illegale anche in Svizzera. ‘Dignitas – Vivere degnamente – Morire degnamente’ e’ una associazione senza scopi di lucro che, secondo statuto, persegue l’obiettivo di ‘assicurare ai suoi membri una vita e una morte dignitose, valori a cui ogni essere umano ha diritto’. L’associazione afferma di sostenere i propri membri anche in vita, intervenendo ‘ogni qualvolta avvertono che la loro dignità umana venga minacciata dalle autorità, dalla direzione di una casa di riposo, di un ospedale o da medici non liberamente scelti’. Per associarsi occorre versare una tassa d’iscrizione una tantum di 200 franchi svizzeri (circa 160 euro) e una quota annua minima di 80 franchi. ‘Per non trovarsi alla mercé‚ di una medicina disumana esiste – afferma l’associazione con sede in Svizzera – una soluzione praticabile: un testamento biologico, giuridicamente valido, in cui si dichiara di voler morire dignitosamente’. Nella dichiarazione occorre evitare qualsiasi ambiguità e darle valore vincolante.

AIUTO A MORIRE – Chi soffre di un male incurabile o di un handicap insopportabile, e per questo motivo decide di mettere fine ai suoi giorni, come membro di Dignitas puó domandare all’associazione di aiutarlo a morire volontariamente. La struttura elvetica verifichera’ che la capacita’ di discernimento del richiedente sia intatta e non influenzata da terzi interessati al decesso dell’affiliato. Per preparare l’aspirante suicida e i suoi parenti e’ previsto poi un training che si prefigge ‘alleviare a tutti il travaglio del distacco’. Per portare a termine il suicidio assistito la clinica si procura, dietro ricetta medica, un barbiturico solubile che non causa dolori e agisce velocemente consentendo di passare – senza sofferenza – dal sonno alla morte, a Zurigo e nel momento prescelto e davanti a due testimoni. Alla veglia possono assistere i parenti indicati dall’affiliato. (ANSA, di Alessandra Moneti)