Tremonti: “Il problema dell’Italia? Il Sud e chi lo amministra”
14/05/2011 - Il ministro torna a prendersela con il meridione. E sulle spiagge dice: “Non me ne frega un tubo, polemiche pittoresche” L’amicizia con Bossi inizia a farsi sentire nelle parole del Ministro dell’Economia Tremonti, che ospite oggi al convegno “Crescere tra
Il ministro torna a prendersela con il meridione. E sulle spiagge dice: “Non me ne frega un tubo, polemiche pittoresche”
L’amicizia con Bossi inizia a farsi sentire nelle parole del Ministro dell’Economia Tremonti, che ospite oggi al convegno “Crescere tra le righe” organizzato a Borgo la Bagnaia, in provincia di Siena, dall’Osservatorio permanente dei giovani editori. E’ infatti il Sud protagonista delle sue parole, non lusinghiere, che descrivono l’economia italiana: in sostanza, per il buon Giulio, se non cresciamo a ritmo eurozona è colpa dei dirigenti meridionali, che non sanno spendere i soldi.
“FONDI CI SONO” – “L’Italia e’ un Paese fortissimo e continua ad essere un Pa
ese fortissimo – ha esordito Tremonti – Ma la grande questione del paese e’ la questione meridionale. Ed e’ un fatto politico. I fondi europei non vengono spesi e questo e’ un problema. Quest’anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi non spesi, ecco perche’ vorremmo usare quei soldi per il credito di imposta nel Mezzogiorno. La questione non e’ finanziaria, occorre sapere usare i fondi che ci sono gia”. ‘Dal Milano a Roma in treno ci vogliono tre ore – ha aggiunto il ministro -, da Reggio Calabria a Roma e’ meglio che non vi dica quante ore ci vogliono. I treni che vengono da nord hanno i moscerini schiacciati, quelli che vengono da sud hanno i moscerini tranquilli. Non e’ impossibile cambiare le cose, ma ci vuole tempo. Il Sud e’ troppo lontano. Siamo l’unica economia europea duale, ma non vogliamo diventare un Paese diviso. Per lo sviluppo tutto quello che viene dalle imprese va bene, basta che non costi per lo stato”. Una polemica cara a Tremonti, che proprio lo scorso anno accusò nuovamente i dirigenti del Sud di malamministrazione: gli rispose la Regione Basilicata, inviando sulle spiagge di Rimini delle studentesse che distribuivano opuscoli informativi su come venissero spesi i fondi europei. Evidentemente anche Tremonti ha un calendario delle dichiarazioni a cui attenersi mese per mese.
SPIAGGE - Sulla polemica inerente la gestione delle spiagge, invece, Giulio è Lapidario.”Per lo sviluppo abbiamo fatto un decreto l’altro giorno ed e’ per certi aspetti pittoresco quanta attenzione sia stata data al tema delle spiagge. E ora posso dire che delle spiagge non me ne frega un tubo”. Quello che e’ importante, ha spiegato il ministro, “sono i distretti turistici, che sono fondamentali per il paese”. Tremonti ha poi ricordato come nel recente decreto per lo sviluppo varato dal governo “i distretti industriali sono in campo”, lamentando come alcuni aspetti innovativi siano stati ignorati: “voglio solo ricordare ad esempio che c’e’ il credito d’imposta per la ricerca e c’e’ credito d’imposta per chi assume nel Sud”. Sui rischi della finanza, Tremonti ha poi detto che la massa che “incombe sull’economia reale contiene fattori di rischio e di rottura, è stato così nel 2007. La rottura che si è creata nella finanza – ha osservato – ha fatto cadere la fiducia. Per due anni qualcuno ha ingannato il mondo facendo finta che i banchieri definiscano le regole della finanza”.
CRISI – Si arriva così a parlare di crisi, un argomento caro al noglobal Tremonti. Parlando della depressione dell’economia e della finanza causata dalla globalizzazione e dalla “velocità del mondo”, il ministro ha osservato che “le generazioni attuali hanno difficoltà a capire il tempo presente, invece tutto e radicalmente cambiato.L’intensità dei fatti non è necessariamente evidente in tempo reale, noi parliamo di crisi come se fosse un ciclo economico, ma non è un ciclo economico”. “In 20 anni – ha aggiunto – abbiamo visto un cambiamento che non c’è stato mai nella storia dell’umanità”. Il ministro ha poi ribadito che il “G7 non ha saputo gestire la crisi” e ha elencato le differenze fra “il G7 che aveva un unico modello linguistico, l’inglese, un unico codice monetario, il dollaro, e un unico codice politico, le democrazie occidentali e il G20 che non è più unificato da un unico codice linguistico, economico e politico”. Tuttavia, ha aggiunto, “tutto il mondo arabo e il mondo africano sono fuori dal G20″. Infine alla domanda del direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano sul fatto che l’Italia sia più o meno liberista, il ministro ha risposto: “La via italiana è mista: mercato finchè è possibile, Stato quando è necessario. Le banche da noi – ha ricordato – non sono state salvate dalla mano pubblica”. Secondo il ministro, invece, la Germania “ha un modello di economia che definire liberista è eccessivo”, è dominata “dal pubblico”.











Sono un piccolo imprenditore del sud, ho sei dipendenti e ci facciamo tutti un mazzo così!
Per poter avere lavoro a sufficienza, sono costretto ad accettare commesse da molte aziende del nord, che mi danno quattro soldi pur sapendo perfettamente che uscirci è quasi impossibile, pena sfruttare a mia volta i miei collaboratori. E loro si arricchiscono.
Ha ragione Giuseppe: lasciateci liberi, a morire di fame siamo bravi da soli.
DIGLIELO PIU’ FORTE DANIELE CHE CON QUESTA STORIA DEL NORD EFFICIENTE HANNO ROTTO LE ORCHIDEE
6 dipendenti con quale contratto?
Sono di origine meridionale ma ogni volta che vedo certi commenti mi cadono veramente le p.
Basta purtroppo crescere al nord per rendersi conto delle differenze di mentalità e purtroppo diventa impossibile il solo pensare di ritornare.
Come si spiega che la Lombardia ha la migliore sanità ma spende meno di praticamente tutte le regioni meridionali (con i meridionali che vengono negli ospedali lombardi per farsi operare). Come si spiega che le regioni e i comuni meridionali hanno un sacco di dipendenti. Che la Sicilia ha oltre il doppio dei dipendenti della Lombardia, che paga pensioni baby ancora oggi.
Dei soldi pubblici spesi per fare concorsi di bellezza. Delle scuole pubbliche con il livello più basso in Europa. Dell’assenteismo (notizia di oggi del Sole: il porto di Gioia Tauro ha perso il principale cliente (società danese che forniva il 25% del traffico del porto) per la scarsa produttività (e nonostante lo Stato abbia azzerato le tasse d’imbarco). E potrei continuare nell’elenco tanti sono gli episodi che non basterebbe wikipedia.
Non sono però in toto d’accordo con Tremonti. Il problema non sono solo gli amministratori, ma i cittadini che cercano di portare a casa la loro fetta di guadagni e che non condannano ma preferiscono fare le solite vittime.
Il problema del sud (e ve lo dice un meridionale) sono i meridionali stessi.
Poichè Tremonti dice che le regioni meridinali non usano i fondi europei e che se non lo fanno entro la fine dell’anno li perdono, io vorrei che qualche esperto economista meridionale mi spiegasse se è vero, e se è vero, perchè non usano tali fondi ?
Raffaele