Innanzitutto, sgomberiamo il campo dalle ipotesi. Harlot, il gestore di Laprivatarepubblica che ieri ha quasi innescato l’emergenza democratica nel paese, è vivo è sta bene. Dove l’hanno rinchiuso il rancio è ottimo e abbondante, e i sequestratori ci hanno mandato una sua foto nella quale sorrideva leggendo l’ultimo post di 7yearwinter. Domenica, come da tradizione, durante l’Angelus papa Ratzinger lancerà un appello a liberarlo “semplicemente, senza condizioni“. (Nota per i lettori di Dagospia che dovessero trovarsi a passare di qui per caso: sto scherzando; nota per Dagospia: se dico che scherzo, significa che quanto scritto sopra non è vero. Ripeto: non è vero).
Nel momento in cui scrivo, il sito che ha ospitato le famose “intercettazioni-bufala”, non è ancora on line. Pare che sia semplicemente caduto per troppi visitatori (ce n’erano 15mila, nel pomeriggio, dice Harlot alias Leonardo). Non era quindi vero che “ci aveva pensato la polizia postale“, come vaneggiava con tono bullesco il ti
tolista di Dagospia ieri sera. Dopo aver respinto l’assalto mediatico – nel quale si è distinto un quotidiano arancione del quale non voglio fare il nome, che ha anche chiesto ad Harlot se per caso apparteneva ai “servizi segreti deviati” (sic) – ha un po’ smanettato sul sito: oltre all’ipotesi dell’eccesso di accessi, non è da escludere che sia stato l’hosting Aruba a metterci una manina, se non altro perché l’affaire si andava facendo sempre più grosso. A incicciottirlo ci aveva infatti pensato nientepopodimenoché Niccolò Ghedini, l’avvocato di Silvio Berlusconi : “Trattasi di un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto”. Ora, il principe del foro dovrebbe magari spiegare a degli ignoranti di legge come noi perché è diffamatorio il testo pubblicato su internet, e invece non lo sono tutti gli articoli che descrivevano quelle telefonate come già trascritte nei giorni precedenti. Ne han parlato il Riformista, Libero, il Corriere e Repubblica. Secondariamente, il legale dovrebbe spiegarci in nome di quale legge poteva arrogarsi il diritto di diffidare dal pubblicare chicchesia, quando chiunque ormai sapeva che trattavasi di falso. In altre parole, perché questa sospensione arbitraria del diritto di cronaca (“narrazione dei fatti senza sistemazione scientifica degli stessi, basata sul mero criterio temporale“, secondo il Giuffré) e di critica (“dissenso razionale e motivato dalle opinioni altrui“, sempre secondo la stessa fonte), che appartiene a tutti i cittadini e non solo ai giornalisti?
E adesso veniamo a Dagospia. Splendida recita, davvero. D’altronde, dal regista di Mutande pazze non potevamo certo aspettarci cose di poco livello. Peccato che qua nessuno è così fesso: mettere un articolo in apertura nel quale si annuncia che un sito internet ha pubblicato le intercettazioni (che fossero false si vedeva lontano un miglio: bastava leggerle) equivale a lanciare un’esca assai cicciottella, e non mi venite a dire che avete salvato l’etica non mettendo il link. Il collegamento non l’avete messo perché sapevate che, se fossero state vere, si sarebbe trattato di un documento illegale, e sareste andati incontro a sanzioni pubblicandolo. Il resto è fuffa. E sparare all’Adn Kronos che “con l’intervento di Dagospia, abbiamo sgonfiato nel giro di pochi minuti una bufala che impazzava sul web e via passaparola” è, se possibile, ancora più ridicolo. Perché se volevate davvero farlo, avreste dovuto segnalare il tutto alla PolCom, senza pubblicare un abbocco con tanto di parole chiave per appassionati di Google. E poi, spiegatemi una cosa: se davvero non volevate sguazzare sul tema intercettazioni, perché è da circa due settimane che copiate e incollate gli articoli usciti sul tema (D’Esposito sul Riformista, Feltri su Libero, Roncone sul Corriere, D’Avanzo su Repubblica) nel vostro sito?
Il vostro sito è visitatissimo, soprattuto tra politici con molto tempo libero e addetti ai livori. Una volta, in pubblico, Francesco Giorgino ha detto che ogni giornalista della Rai ha sul desktop la pagina di accesso rapido a Dagospia. Il sito è la prima lettura dei lavoratori dell’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo pagata con il nostro canone. Poi, tutti sanno che quello che scrive Dago bisogna prenderlo con le molle. Un po’ perché, ad esempio, i reportage che vogliono mettere alla berlina “Roma godona” in realtà sono commissionati da quelli che vengono ritratti, i quali pregano quasi al telefono fotografi geniali come Umberto Pizzi di “fare un salto” da loro. Alcune delle cosiddette “indiscrezioni” (lo metto tra virgolette per rispetto della parola) vengono dalle fonti che sono oggetto delle stesse, le quali mettono qualche frase irrispettosa su di loro qua e là per fare finta, e poi giù a vendicarsi di qualche inconfessabile sgarbo attraverso la rivelazione del colore delle mutande della marchesa al party (o del direttore in difficoltà perché qualcuno si è licenziato e il giornale non vende abbastanza copie). Per non parlare delle “fughe di notizie” scappate durante improbabili cene conviviali: per capire chi le passa – e quindi quanto sono attendibili – basta scorrere l’elenco dei commensali: bellissima l’ultima, che raccontava di uno screzio tra due ministri del governo avvenuto a casa di Giuseppe Cossiga, figlio del senatore a vita. Chi ha rubato la marmellata? Chi lo sa!




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Lo so che è un commento scemo, ma devo dirlo, uffa:
))
questo pezzo è così perfetto e teso e lucidamente vibrante che ogni volta che arrivo all’ultima parola lo rileggo daccapo. Fermatemi!
LA CHIUSURA E’ DI UNA GRAVITA’ INAUDITA!
L’ennesimo specchietto per le allodole. 8 luglio 2008: tutti in piazza contro Berlusconi
Come se i politici che governano, nella società della produzione e del consumo, non fossero, sempre e comunque, i servitori dei banchieri e degli imprenditori.
Come se Di Pietro o Veltroni, una volta al governo, non dovessero fare e non farebbero esattamente le stesse cose che fa Berlusconi, per servire gli interessi della società della produzione e del consumo, delle aziende e delle banche.
Per distrarre l’attenzione del popolo coglione, facendogli credere che Berlusconi sia l’unico ostacolo sulla strada della giustizia e della legalità, e che una volta eliminato lui assisteremo alla palingenesi, alla realizzazione del mondo ideale, quello della giustizia e della legalità.
Per distrarre l’attenzione del popolo coglione dal nocciolo della questione: la società della produzione e del consumo è nata con la logica del profitto, si fonda sulla logica del profitto, ed è contro la logica della legalità e della tutela della vita, perchè ha bisogno dell’illegalità per prosperare ed andare avanti.
Per distrarre l’attenzione del popolo coglione dal nocciolo della questione: la società della produzione e del consumo è nata con la logica del profitto, si fonda sulla logica del profitto, ed è contro la logica della legalità e della tutela della vita, perchè la legalità la soffocherebbe e gli impedirebbe di sopravvivere e prosperare.
Per impedire che il popolo coglione capisca che gli esseri umani, nella società della produzione e del consumo, sono completamente alienati dalla propria vita e dal proprio corpo, completamente privati della loro condizione e della loro dignità di uomini, e ridotti a CONSUMATORI, rotellina finale del marchingegno della società della produzione e del consumo.
Per impedire che il popolo coglione capisca che nella società della produzione e del consumo i consumatori, non più uomini, vengono bombardati dalla culla alla tomba da un incessante e tambureggiante propaganda massmediatica che crea bisogni del tutto inesistenti per indurli a consumi del tutto inutili.
Per impedire che il popolo coglione capisca che basterebbe RIAPPROPRIARSI DELLA PROPRIA CONDIZIONE E DELLA PROPRIA DIGNITA’ DI UOMINI, sottraendosi al ruolo umiliante di consumatori coatti e mentecatti, per spazzare via la società della produzione e del consumo.
Per impedire che il popolo coglione capisca che basterebbe RIDURRE I CONSUMI, consumando ciò che corrisponde ai bisogni reali e naturali degli esemplari della specie Homo Sapiens, per spazzare via la società della produzione e del consumo.
Per impedire che gli individui capiscano che la vera rivoluzione, pacifica e non violenta, non ha bisogno di manifestazioni e tanto meno di politici, che sono in ogni caso, sempre e comunque, servitori e strumenti della società della produzione e del consumo.
Per impedire che gli individui capiscono che la vera rivoluzione, pacifica e non violenta, la possono fare loro, dal basso, semplicemente RECUPERANDO LA PROPRIA CONDIZIONE E LA PROPRIA DIGNITA’ DI UOMINI, sottraendosi alla condizione umiliante e vergognosa di consumatori, a cui la società della produzione e del consumo li costringe per sopravvivere e prosperare.
Cordapazza e’ andata in loop.
sì, guarda, come lo stacchetto di radio tirana da piccola, aiuto!:-)
scherza con i santi ma lascia stare i fanti
la prochain fois ve ‘mbarate a pazzia’ con lu nostro capocchione
mo’ ve surgelano li blogghe e ve fa bene, accussì ce pensate mejo
La vignetta di diderò è veramente ROTFLOAL!!1!
Clap Clap Clap Clap
lezioni di giornalismo da parte di giornalettismo.
E SE AVESSE RAGIONE IL RIFORMISTA?!12?
Sbaglio o sono spariti i post di Luglio dal sito LPR?
ahahhha liberale, LULZ
si sono spariti.
Il diritto di “informazione” anche mediatico sembra quasi non appartenere più a quella libertà di esprimere il proprio pensiero che le compete!(anche se si tratta di bufala).
Effettivamente qui bisogna stare attenti a ciò che si pubblica! anche se, la “pubblicazione” dovrebbe essere la regola, e i cd “segreti” l’eccezione!….ma sembra che si siano invertiti i ruoli, e cioè: “il segreto rappresenta la regola e la pubblicazione l’eccezione”.
Buono, buono!!….ebbbbravo Nessie!
Bell’articolo “cicciottello”!
Però non hai scritto neanche una volta “PORA STELLA”! Ce lo potevi infilà da qualche parte, tipo, che ne so: “Giù le zampe da Harlot, PORA STELLA!”
Mi piace tanto quando lo dici…”PORA STELLA”!
PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
Bell’articolo, ma grassettato malissimo. Tsk.
Io è un po’ che sono preoccupata, ma molto, di quello che accade nei blog. Non si possono più postare notizie, perchè rischi una querela. Non si possono postare pezzi satirici, perchè rischi la querela. Non si possono pubblicare racconti, perchè rischi la querela. Non si possono postare le tue cazzate personali, perchè rischi la querela. No, ragazzi, tira una gran brutta aria, ma brutta, brutta, brutta.
non si possono postare commenti, che qualcuno te li cancella, che tempi, che tempi, signora mia!
Quanto alla censura, di concreto c’è stato solo l’abbaiare di
GhidiniGhedini (JUST FAIL ._. ) e la sollevazione di mezzo web italiano per protestare contro un morso di cui ancora non si aveva alcuna prova. Staremo a vedere.è talmente ridicolo che è fascista
Che fine ha fatto l’articolo su D’Agostino e LPR??
è in fatti O,o ho pubblicato quello nuovo (se intendevi questo http://www.giornalettismo.com/archives/1244/false-intercettazioni-berlusconi-dagospia/)
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