Un “mai dire banzai” della religione che interessa tutti gli angoli del mondo: davvero per avere cura della propria anima si deve disprezzare così tanto il proprio corpo (e quello degli altri)?
Qualunque sia il tuo credo, il tuo Egli ti sta guardando, e lo sta facendo anche in questo momento. Sarebbe carino da parte tua offrirgli uno spettacolo interessante ed originale. Considerate le circostanze, non pretenderai di intrattenerlo degnamente con una semplice masturbazione sotto la doccia o con una sveltina sul divano di una discoteca: la vita non è internet, la vita non è il Grande Fratello. Fai due conti: dio è vecchio, i vecchi sono cinici, ai cinici piacciono le emozioni forti e le emozioni forti richiedono perlopiù azioni illegali, immorali o criminali.
Vuoi fare contento il tuo dio? offrigli suspance, tortura, perversione, bizzarria, sii il suo personalissimo freak-show: lui saprà come ricompensarti. Pensi che sia una cosa da “antichi”? lo trovi fuori moda? pensi che gli dei trascorrano il loro tempo a raccogliere pratoline e a guardare tramonti? sei destinato ad essere condannato per l’eternità. Vuoi salvarti? Impara dai professionisti della religione e scegli il modo più adatto a te per stupire la tua divinità.
STUPISCI ALLAH: In India occidentale, ancora oggi, è in voga un antico rito musulmano in cui, uno alla volta, diversi bambini vengono fatti cadere da una torre alta circa cinquanta piedi allo scopo di infonder loro salute e fortuna. Ad aspettarli, quindici metri più in basso, una folla di uomini che tende un enorme lenzuolo bianco per attutire la caduta e recuperarli dopo il primo rimbalzo. I fanatici del rito sostengono che in 500 anni non si è mai verificato un decesso, né mai alcun bambino ha riportato lesioni, tuttavia, guardando il video, non si può fare a meno di interrogarsi sulle eventuali ripercussioni che l’atto in sé può provocare nello sviluppo psicofisico del soggetto interessato. I
l rito viene praticato, talvolta, anche dalle comunità di religione indù e, sebbene il governo indiano abbia provato più volte a interrompere la perpetrazione di questa pratica, i risultati sono sempre stati nulli, e il rito continua regolarmente a ripetersi.
STUPISCI JAHVÈ: Se la circoncisione vi è sempre sembrata, già di per sé, un riturale eccessivamente cruento e totalmente inutile, non avete mai fatto i conti con quegli ebrei ortodossi che, al termine dell’operazione, praticano la cosiddetta “aspirazione orale” del sangue che fuoriesce dalla ferita lasciata dal prepuzio appena asportato. Qualcuno identifica questa pratica come una sorta di violenza sessuale sul neonato, qualcun altro, invece, si limita a circostanziare il problema a mere questioni igieniche, soprattutto dopo lo strano caso del rabbino Yitzchok Fischer, di New York, chiamato in giudizio dopo la morte di un bambino che, a causa del rito, si ritrovò a combattere contro una grave forma di herpes genitale. La risposta del rabbino alle autorità che indagarono sul caso fu: “Non è affare del Governo dire alla gente come praticare la propria religione!”
STUPISCI DIO: “Tu hai fatto questo per me, io faccio questo per te!”. Sembra essere questo il motto che guida la cosiddetta “Processione dei Vattienti” di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, in scena ogni anno nella giornata del Venerdì Santo. Durante la processione che accompagna le Statue della Pietà in tutte le chiese del paese, alcuni indomiti fedeli (detti Vattienti), si muniscono di flagelli, corone di spine e vestiti che lasciano scoperte le gambe, e si percuotono con violenza lungo le vie cittadine, ferendo a sangue cosce e polpacci in segno di penitenza. Le ferite, poi, vengono lavate con acqua e aceto. Una rappresentazione sicuramente di forte impatto che forse ricade più nella cultura popolare che non nella religione (anche se non dubito che voi stessi sappiate ipotizzare campi ancora migliori in cui far ricadere il rito). A volte, lo ammetterete, è terribilmente faticoso convincersi che quello che stiamo vivendo è il davvero ventunesimo secolo.
























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Stupisci il tuo dio: quando per salvarsi c’è bisogno di sangue e violenza…
Un “mai dire banzai” della religione che interessa tutti gli angoli del mondo: davvero per avere cura della propria anima si deve disprezzare così tanto il proprio corpo (e quello degli altri)?…
Ma un rabbino che succhia l’uccello ad un bambino dopo avergli tagliato parte degli organi genitali e’ passibile di tortura e mutilazioni su minorenne e molestie sessuali sempre su minorenne? no perche’ con la scusa della religione vado a stuprare donne e a staccar loro lobi d’orecchio e risultare impunito: tanto e’ scritto nel mio libro sacro..
Si Fabristol, però solo se lei, o i genitori se minorenne, sono d’accordo.
C’è anche il consumo di sostante stupefacenti in certe religioni. O prove di coraggio come mangiare un pezzo di pane non fermentato che chissà chi l’ha toccato senza lavarsi le mani.
ognuno di noi ha un proprio Dio
persino gli atei, i senza Dio sono “fessi” come i religiosi, sottoponendosi a torture e strapazzi per chi non è neanche considerato Dio
ma allora sono proprio fessi…..
vedi l’ asempio di place Navonà
dove milioni e milioni di fessi si sono flagellati sotto il sole per ascoltare le parole telefoniche degli dei coi piedi a mollo o degli dei scesi dall’ Olimpo per dividere con le masse le stesse torture …..
dei laici che inveivano contro i rappresentanti di altri dei (je facevano concorenza)
che si fa per gli dei o per il dio potere…..