La strenua battaglia del colosso satellitare risveglia gli istinti politici del partito democratico, che ovviamente si accoda anche se…
Verrà il giorno, ho fiducia, in cui questo nostro appuntamento settimanale sarà dedicato al racconto della strategia vincente del Pd, al colpo messo a segno in Parlamento o all’idea geniale che ha spiazzato il
centrodestra. Fino a quel momento, però, non possiamo che arrangiarci con quello che c’è. Fermandoci alle ultime tre settimane: il tira e molla sul “modello Trento” e l’alleanza con l’Udc, la commissione di vigilianza e del pizzino di Nicola Latorre, il segretario dei Ds Fassino che va a firmare il manifesto del Pse, il presidente dei Dl Rutelli che firma quello dell’Alde e il segretario del Pd Veltroni nel mezzo. Si poteva fare peggio? Forse. La cosa certa è che ci hanno provato.
FLASHBACK - Passo indietro. Da anni nel nostro paese il settore della pay per view via satellite è in mano a un singolo operatore, che risponde al nome di Sky ed è proprietà di Rupert Murdoch. Sky non gode solo del privilegio di essere monopolista, ma si avvale anche di un’Iva al 10%, la metà di quella che pagano gli altri operatori del sistema televisivo (Mediaset, per dire). Da anni l’Ue intima all’Italia di sanare questo vulnus: tutti devono pagare la stessa percentuale di Iva. Lo stesso governo Prodi inizia a lavorare attorno all’unica soluzione possibile, cioè allineare l’Iva di Sky a quella di Mediaset; la soluzione opposta – dimezzare l’Iva a Mediaset - non è neanche presa in considerazione: chi l’avrebbe spiegato poi a Beppe Grillo e al partito degli inciucisti questo mega-favore a Berlusconi? Dato che si trattava del governo Prodi ovviamente non se ne fece nulla, poi qualche giorno fa il ministro Tremonti prende in mano la situazione e annuncia l’unico provvedimento possibile: il raddoppio dell’Iva su Sky.
A TRAINO – Sky comprensibilmente insorge a difesa del proprio privilegio, realizza due spot al vetriolo contro il governo Berlusconi e incita i suoi abbonati a ribellarsi. Il Partito Democratico ha quindi l’occasione di cimentarsi nella sua specialità, cioè attaccarsi al treno di chi attacca il premier, chiunque sia e qualunque sia la sua posizione: dopo averlo fatto coi marxisti dell’Onda, con la Cgil, con l’Anm, cosa vuoi che sia farlo anche con Sky. Comincia Roberto Cuillo, responsabile per l‘Industria Culturale del Pd (eh?): «La tassa contro Sky colpisce il diritto alla cultura di tutti gli italiani». Non sono tutti gli italiani: sono
quattro milioni. E sulla cultura, beh, lasciamo stare. Arriva Walter, il segretario, a rincarare la dose: «Il governo prende una misura che è un aumento delle tasse sulle famiglie, perché non parliamo di famiglie ricche ma dei tifosi delle squadre di calcio». Ma come, e la cultura?



perchè la sinistra è di una stupidità unica
ci casca sempre con tutti e due i piedi
avrebbe dovuto attaccare sugli incentivi per il risparmio energetico
ma andare a difendere Murdoch è proprio da stupidi
al massimo avrebbe dovuto sottolineare che fra tante richieste della UE viene velocemente accolta questa dell’IVA mentre altre vengono tranquillamente disattese