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04/12/2008 - CENERE ERI… – Ma che ci fosse nell’aria qualcosa di nuovo, anzi di antico, negli ultimi anni lo si avvertiva chiaramente. Il nuovo millenio ha esordito nel 2001 con 35.254 cremazioni, vale a dire 5.000 in più rispetto l’anno precedente,
CENERE ERI… – Ma che ci fosse nell’aria qualcosa di nuovo, anzi di antico, negli ultimi anni lo si avvertiva chiaramente. Il nuovo millenio ha esordito nel 2001 con 35.254 cremazioni, vale a dire 5.000 in più rispetto
l’anno precedente, ma ben 15.000 in più rispetto il 1999. Ormai in Italia sono più del 7 per cento coloro i quali scelgono la cremazione o se la vedono scegliere dagli eredi. Il record spetta ovviamente a Milano, come sempre più europea e più proiettata nel futuro che le altre città italiane: all’ombra della Madunina sono poco meno della metà gli esalati ridotti in cenere, per l’esattezza il 49 per cento dei passati a miglior vita. Anzi, nei primi otto mesi dell’anno scorso c’è stato addirittura il sorpasso: 49,6 per cento di cremazioni contro il 46,6 delle inumazioni (il restante sono tumulazioni). Vanno forte anche a Bolzano: nel 2003 le spoglie condensate in cenere sono state 527, pari al 47 per cento di coloro che furono. Tra le regioni è in testa la Lombardia, che totalizza il 26,2 per cento: più del doppio del 12 per cento dell’Emilia e Romagna seguito dall’11,7 del Piemonte e l’11,2 del Veneto. In Totale il Nord si aggiudica l’87,3 per cento delle cremazioni totali, con i soliti terroni e isolani fermi al 12,7. La Sicilia e la Sardegna Sardegna sono ferme rispettivamente a un risicato 0,4 e 0,3 per cento di cremati sul totale dei trapassati. Strano ma vero, il Lazio è a livelli quasi nordici, con un buon 10,4 per cento. Nella terra dei nuraghe sono più numerose le urne cinerarie antiche conservate nei musei che quelle prodotte al giorno d’oggi.
INCINERAZIONE = NICHILISMO? – Il filosofo Emanuele Severino ha lanciato un grido di dolore che sa di anatema. A suo dire, la scelta di farsi cremare rappresenta una delle manifestazioni più estreme delle pulsioni verso il nulla che attraversano la società contemporanea, una voglia di annientamento che fa del cremato una sorta di suicida poco coraggioso che non avendo avuto il coraggio di suicidarsi in vita ha ripiegato sulla distruzione del proprio cadavere da morto. Chissà cosa direbbe il filosofo se sapesse che in
Inghilterra quelli che lui chiama suicidi poco coraggiosi sono il 71 per cento dei defunti, cioè quasi il decuplo che nel Bel Paese. «L’Italia sta cambiando e la cremazione è in grande crescita», dichiara il relatore della riforma, l’onorevole forzista Fabio Minoli. A Firenze nascerà nel cimitero di Trespiano il “Giardino della memoria”, dove gli eredi potranno disperdere le ceneri del parentado. In Emilia e Romagna dall’ottobre dell’anno scorso una legge regionale permette la dispersione anche in mare e nei fiumi, senza lamentarsi troppo se l’acqua è poco o punto balneabile. La legge approvata per ora alla Camera prevede la possibilità non solo di gestioni private di interi cimiteri e crematori, sia pure a patto che questi ultimi abbiano ciascuno la “sala del commiato” adeguatamente accogliente. Il secondo Monumentale di Milano, 150 mila metri quadri a gestione molto probabilmente privata, si chiamerà il Cimitero dei Fiori e sorgerà tra il Naviglio Pavese e l’autostrada per Genova, detta appunto dei Fiori. Può già contare su 730 domande di tombe di famiglia.
POLITICALLY CORRECT – Alla vecchia figura del becchino, più correttamente oggi definito necroforo, si affianca anche il tanatoprattore, versione moderna e più soft dell’imbalsamatore. Ai fioristi, marmisti e fonditori in bronzo si aggiungono gli informatici che fanno software per creare e stampare necrologi, ma anche per dar vita a interi cimiteri virtuali dai nomi a volte accattivanti: www.cimiteronline.org, www.inricordo.it, www.memoryvalley.it, www.puntoceleste.it, ecc. Cliccando su Google o su un altro motore di ricerca, non c’è che la scelta. Per esempio, un certo Carlo Bortone, nato il 27 dicembre 1937 ad Acquaricca del Capo, nel Leccese, e morto a Domodosola il 2 novembre dell’anno 2003, viene ricordato con tanto di pagine on line con vari link: “home”, “i miei hobby”, “il mio lavoro”, “le mie foto”, “i miei siti preferiti”. Ma navigando tra le onoranze perpetue virtuali ci si imbatte facilmente in “tombe” degne di un faraone. Si sono organizzati on line anche gli operatori classici, quelli cioè che fanno funerali veri, con casse da morto vere (fatte costruire preferibilmente in Romania a costi stracciati e rivendute in Italia al solito caro
prezzo). Gli operatori hanno la loro fiera annuale a Modena, e il loro sito www.tanexpo.com sfoggia tutte le novità del settore. E’ chiaro cosa offrano siti come www.cofanifunebri.com e www.cremazione.it. Il sito www.tuttofun.com offre dalle camere ardenti portatili al software specializzato per la gestione d’impresa, per la quale il vecchio nome di “pompe funebri” va ormai decisamente stretto.
BESTIALE – Forse il filosofo Severino non lo sa, ma nella periferia di Piobesi Torinese è sorto addirittura il camposanto per animali domestici. Tra i titolari, l’intraprendente signor Antonio Servidio. Vi riposano in pace 400 tra cani e gatti, una moltitudine di Oscar, Rocky, Puffy, Bignè, Nerina…, ricordati con tanto di iscrizioni su lapide: «Grazie a te non mi sentivo più solo», «Una vita sola non può bastare per dimenticare il nostro Charley», «Ciao Oscar mio, grazie per essere entrato nella mia vita», «Willy, amico inseparabile, sarai sempre nel mio cuore». Ogni tanto porta fiori per la tomba della sua Nerina la signora Rinuccia Burzio, diventata un po’ famosa nell’estate del 2003. Persa la cagnetta in Calabria durante una sosta in autostrada, la vacanziera torinese per giorni e giorni non s’è più spostata dal camper, parcheggiato in una piazzola, e ha tempestato con appelli disperati giornali e tv. «Che Iddio ti accolga nel paradiso dei cani, dove forse gli angeli ci faranno ritrovare», augura Rinuccia Burzio. Amen.











bel commento, zamax. Grazie
E pure storicamente corretto. Allora c’è della cultura anche a destra!
Se vogliamo poi divertirci ancora di più i simpatici Normanni invasero pure l’Inghilterra ed essendo tutti imparentati fra di loro più di una famiglia nobile di Palermo si trovò ad avere dei cugini a Londra o nel Wessex.
Poi al sud bisogna aggiungerci anche la dominazione Angioina (francesi doc), che ha lasciato splendide tracce di gotico a Napoli, e quella Aragonese (Catalani, anche se linguisticamente ed etnicamente la zona è amplissima e comprende buona parte del Midì) e quella spagnola-castillana dopo con la riunione delle due corone iberiche (e via di Lopez, Nunez ecc).
Un fantastico melting pot che non a caso produce alcune delle donne più belle del mondo (il meticciato migliora geneticamente le razze, per quello Pera è brutto che non si guarda).
bravi, bravi, è tutto in gran parte vero, ma Noi, gente di nobile stirpe, non lo facciamo pesare, forse a torto……..noblesse oblige….