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Perché gli uomini vanno a prostitute?

Zeit Online pubblica un’intervista alla ricercatrice Sabine Grenz che si occupa di prostituzione e spiega sia perché gli uomini vanno a prostitute, sia perché le donne vendono il loro corpo.

A Ukrainian prostitute stands in front o

GLI UOMINI E LE DONNE – Per la Grenz le ragioni per cui gli uomini vanno a prostitute sono varie così come lo sono le tipologie di uomini, che spesso lo fanno perchè venga riconosciuta la loro identità sessuale. La convinzione che gli uomini abbiano impulsi sessuali maggiori rispetto alle donne è una convinzione che risale solo al 18° secolo, non è un fatto scientificamente riconosciuto, ma è parte integrante delle idee che circolano sugli uomini ed è un caposaldo sul quale di basa l’industria del sesso. La Grenz spiega poi che la sessualità è una questione psicologica e socio – culturale «Per gli uomini eterossessuali la sessualità è una questione che viene affrontata con più frequenza rispetto alle donne, ma non vi è una questione fisiologica che dimostri un istinto sessuale maschile più forte». Aggiunge che «Si conferma quindi l’idea che gli uomini siano più isitintivi e meno capaci di dare amore, quindi nel mercato del sesso lavorano prevalemente donne, che sono più amorevoli e premurose».

I NUMERI – La Grenz dice che non ci sono dati precisi sulla quantità di uomini che vanno a prostitute «Circa dieci anni fa, un sondaggio della Emnid ha riportato che circa il 30% degli uomini tedeschi sono andati con una prostituta almeno una volta nella loro vita e un quarto di questi ha ripetutto l’esperienza». La ricercatrice riporta una stima secondo la quale questo mercato frutta circa 14, 5 miliardi di euro all’anno in Germania, nella quale operano circa 40 mila prostitute, che secondo la Grenz sono un numero troppo elevato per essere vicino alla realtà, credendo che il numero giusto si aggiri intorno alle 200 mila unità. La Grenz crede che le donne costrette a prostituirsi siano dal 2 al 20% del totale, ma crede che non sia possibile fare una stima esatta anche per la libertà di movimento all’interno dell’UE. Sostiene poi che vi siano donne che vanno in Germania con il preciso intento di prostituirsi alla ricerca di una situazione economica più favorevole «Finchè c’è povertà vi saranno persone che si prostituiscono in quanto non hanno altre prospettive». Aggiunge che una prostittuta riesce a guadagnare anche 1.000 euro a notte, ma c’è chi arriva a malapena a raggiungere i 2.000 euro al mese, in nero, che però sono una bella cifra se rapportata a quella che percepivano in passato. Il rischio che queste donne vengano sfruttate è mnolto alto, ma la Grenz ribatte dicendo che i lavoratori di altri settori provenienti dall’estero vengono sfruttati allo stesso modo, certo, non sono costretti a vendere il proprio corpo