Lady Marian: io sì che mi sono fatta da sola!

Anche i giovani possono fare carriera politica e diventare presenze di punta dei maggiori partiti. Seguendo l’esempio di Marianna Madia....

Anche i giovani possono fare carriera politica e diventare presenze di punta dei maggiori partiti. Seguendo l’esempio di Marianna Madia. Marianna Madia è la brava figliola cresciuta nel timor di Dio testimoniato con coraggio e sprezzo del ridicolo al Foglio, ma anche una che si è fatta da sola. E siccome è anche una che nella sua luminosa carriera che l’ha portata a diventare donna di punta del PD ha bruciato le tappe, abbiamo deciso di ripercorrerle una per una allo scopo di mostrare ai giovani come si fa a fare carriera con le proprie forze. La sua biografia racconta di anni di studio matto e disperatissimo al Lycée Chateaubriand, lo stesso di Enrico Vanzina, per guadagnarsi un baccalaureato con “mention bien”. Poi una laurea “cum laude” in Scienze Politiche alla Sapienza e, per completare il menu, un dottorato all’eccellentissima Scuola di Alta Formazione IMT di Lucca con l’inevitabile massimo dei voti, stretta di mano e bacio accademico. Ha ragione Veltroni che, nel presentare al popolo questa sua straordinaria invenzione, si abbandonò alla commozione definendola «una giovane italiana di qualità, competente, dotata di intensità e luminosità interiore». Ciononostante l’esordio della giovanotta, specialmente in rete, non fu dei migliori: colpa di Nullo che anticipò tutti quanti integrando da par suo le note biografiche ufficiali della futura deputata.

RACCOMANDATI? PFUI!- Degli “omissis” si accorsero perfino al Corriere che, per dissimulare una certa tendenza a mettersi prono nei confronti dei soliti interessi, scelse di proporre un’intervista maligna alla biondina con l’idea di estorcerle la confessione su certe tresche che avrebbero agevolato una carriera così spettacolare. Ne ottenne un’altera concessione al complimento galante e una vigorosa smentita. Insomma, Lady Marian giurò sulla testa del suo orsacchiotto di peluche di non aver mai goduto di alcuna raccomandazione e che le amicizie influenti che vanta sono figlie di una serie di fortunate casualità. Ovviamente, convinti come siamo dell’esistenza di Babbo Natale, ci è venuto in mente di contarle tutte, queste bizzarrie del caso. Partendo dalle aderenze con Enrico Letta, detto il Giovane. Marianna dice di averlo incontrato per combinazione ad una conferenza nel marzo 2004 e che uscì dal fugace rendez vous letteralmente fulminata: non poté resistere al fascino latino del relatore e tentò l’approccio. Nonostante la noia evidente dimostrata da Letta, rimediò comunque l’invito a una “roba dell’AREL” che si faceva tre giorni dopo. Naturale andarci col curriculum appresso: una che si sta laureando ci prova, specie quando le hanno appena sbadigliato in faccia tutto l’interesse del mondo. Ma siccome la fortuna sorride agli audaci, non fa in tempo a laurearsi che l’AREL le offre uno stage al volo, senza colloquio. Uno stage andato benissimo visto che sta ancora là.

UNA CARRIERA FULMINEA- Ma siamo solo all’inizio perché dal maggio 2004, cioè da quando sì e no aveva preso le prime confidenze con la fotocopiatrice dell’AREL, la chiamano a collaborare anche al CERM di Fabio Pammolli nel cui team figura ancora oggi nonostante sul suo curriculum ci sia scritto che la collaborazione terminò a luglio 2006. Ora, si dà la coincidenza che Pammolli sia un economista che frequenta parecchio il sottobosco di Enrico Letta, con Andrea Paci (che di Letta è consigliere economico), Massimo Riccaboni e una nutrita schiera di ragazzi del muretto che fan sempre tutto assieme scambiandosi di posto come a strega comanda colore. E che Pammolli a Letta gli voglia un gran bene, essendosi schierato per lui alle primarie del PD (benedetta cache di Google).

PROFETA IN PATRIA!- In due mesi, quindi, Marian è già nel giro giusto, perché è troppo brava, ma anche dotata di grande luminosità. A fine del 2004, altra coincidenza. Al funerale del padre, Veltroni si infatua platonicamente della ragazza restando profondamente colpito dal discorso che Marianna declama nella triste occasione. Altra stranezza della vita, il discorso se lo ricorda distintamente Veltroni, che per questo la seguirà appassionatamente per un triennio, ma lei non è neanche sicura di averlo pronunciato. Una distrazione che per la Madia significherà trovarsi candidata sicura alle elezioni, mentre per qualsiasi altro sarebbe diventata il più grande rimpianto della vita. In ogni caso, l’anno nuovo porta un altro casuale incontro, forse in tram. Stavolta con Gianni Minoli. Dettagli non se ne conoscono, ma a fine 2005 si aprono anche le porte della RAI, azienda notoriamente sensibile al fascino del merito.

UN CAMMINO ELITARIO- Fine delle coincidenze? Non ancora, ma serve una brevissima digressione per spiegare cosa sia l’IMT di Lucca. La scuola dei cervelloni nacque con la finanziaria del 2004 per volere del Senatore Marcello Pera e ottenne il riconoscimento legale il 18 novembre 2005 (11 mesi per avere la medaglia dell’eccellenza senza aver ancora prodotto un solo dottorino: complimenti al merito!), ha avuto qualche piccolo problema di avviamento. Comunque sia, la Scuola di Alta Formazione è molto ambita: per il primo anno riceve oltre 500 domande provenienti da studenti sparsi per il mondo per 75 posti disponibili (40 dei quali coperti da borsa di studio integrale). A chi va uno di questi posti? Indovinato! Marianna Madia sbaraglia la concorrenza e viene ammessa tra l’élite intellettuale lucchese. E chi è il Direttore dell’IMT? E’ Fabio Pammolli del CERM. Tu guarda il caso, delle volte. Mandi un curriculum così, tanto per provare, e non solo ti accettano, ma ti trovi a capo dell’istituto il team leader della società per cui lavori. Piccolo il mondo. In più, pensa te che roba incredibile, indovinate chi è la studentessa ritratta in foto durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2005? Ok, questa era facile.E’ evidente che l’influenza da caso di eccezionalità statistica di Marianna Madia finisce per contagiare anche i luoghi che frequenta, visto che l’AREL riesce nella mirabolante impresa di riunire tutti i soggetti di cui abbiamo cianciato in un solo numero, il 2 del 2005: tutti in una volta ci sono gli articoli di Fabio Pammolli, Massimo Riccaboni, Andrea Paci, Enrico Letta e Giulio Napolitano, ex fidanzato di Lady Marian. Ci sono tutti? No, manca lo zio Titta. Che è l’avvocato di Mastella. Ma è un caso.