“La Lega molla il governo per la Libia”
27/04/2011 - Scrive così Affaritaliani. Ma tutti smentiscono Lo strappo della Lega sulla politica estera del governo alimenta lo spettro di una fantomatica caduta dell’esecutivo, di una traumetica rottura del Carroccio in grado di compromettere il prosieguo della legislatura. L’OPPOSIZIONE NON CREDE
Scrive così Affaritaliani. Ma tutti smentiscono
Lo strappo della Lega sulla politica estera del governo alimenta lo spettro di una fantomatica caduta dell’esecutivo, di una traumetica rottura del Carroccio in grado di compromettere il prosieguo della legislatura.
L’OPPOSIZIONE NON CREDE ALLA ROTTURA – Le camicie verdi, per bocca del loro leader Umberto Bossi, si mettono di traverso rispetto a quanto avallato dalle presidente della Repubblica e dalle Nazioni Unite, voluto dalla Nato, e benedetto dal vertice Italia-Francia: i bombardamenti sul paese di Gheddafi. Ma la sensazione è che la Lega stia semplicemente giocando al rialzo rispetto a Pdl e presidente Silvio Berlusconi, all’indomani della bocciatura del piano dell’amico Tremonti per fermare le scalate straniere alle aziende italiane ed alla vigilia di un rimpasto di governo che promuoverà al ruolo di viceministro e sottosegretario, ed anche ministro, diversi rappresentanti dell’altra gamba della maggioranza, i Responsabili. Non è un caso che dalle fila dell’opposizione nessuno evochi la possibilità alla crisi di governo e che ci si limiti a marcare le divergenze tra Carroccio e berluscones e chiedere di riferire in parlamento. In più ci sono i precedenti: la Lega non è nuova a segnali di guerra nei confronti della linea dettata dal Cavaliere, allarmi prontamente rientrati nel momento di tirare le somme.
AI: “APPOGGIO ESTERNO” – E’ Affaritaliani a parlare di una ufficializzazione della rottura, di una probabile crisi di governo e di un conseguente appoggio esterno all’esecutivo dei quali dovrebbe essere protagonista la Lega nelle prossime settimane:
Dimissioni dei ministri Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. E appoggio esterno della Lega al governo. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, sarebbe una delle ipotesi prese in considerazione in queste ore dal segretario federale del Carroccio. Il Senatùr è furioso per la decisione autonoma e non concordata del premier Silvio Berlusconi di unirsi a Stati Uniti e Francia sui bombardamenti contro la Libia di Gheddafi. Ma anche l’atteggiamento del presidente del Consiglio sul caso Parmalat – definito “remissivo e autolesionista” in Via Bellerio – non è affatto piaciuto a Bossi. Che questa volta intende fare sul serio. Nel quartier generale leghista si guarda già alla votazione in Parlamento sull’odg che verrà presentato dalle opposizioni. Provvedimento sul quale il Carroccio quasi certamente voterà contro, sancendo la fine della maggioranza in politica estera. Da qui, subito dopo le Amministrative e prima della pausa estiva, potrebbe esserci il clamoroso ritiro della delegazione dall’esecutivo e il passaggio all’appoggio esterno.
BONI: “NIENTE CRISI” – Chi tra gli esponenti del Carroccio interviene provvede a smentire e gettare benzina sul fuoco delle polemiche e nega la possibilità di crisi. “C’e’ una posizione di grande irritazione. Non si va mai a trattare dicendo solo sì”, ha detto il parlamentare Davide Boni, commentando ad Omnibus su La 7 la posizione del governo sulla Libia. “Se si incontrano stasera Bossi e Berlusconi - ha aggiunto - non diventa facilissimo, il tutto a venti giorni dalle elezioni perchè poi la gente ti ferma per strada e ti chiede cosa ci facciamo lì. E se non bastano i bombardamenti che facciamo? Decidiamo di far sbarcare le truppe?”. “Bossi decide cosa fare. Ma noi non facciamo crisi di Governo per far contenti Fioroni e quella gente lì. Crediamo che una crisi di Governo non sia nell’interesse di nessuno”, conclude.
CRAXI: “LA FRATTURA RIENTRERA’” – Si dice sicura che tutto si risolverà per il meglio, per la maggioranza, anche il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi. “Indubbiamente ieri c’è stata una frattura politica con la Lega, ma so che la Lega è una forza politica responsabile e questa frattura rientrerà”, ha affermato la parlamentare intervenendo sulla Libia nella trasmissione 24 Mattino su Radio 24. “Da quando l’Italia ha votato una risoluzione Onu e ha chiesto al Parlamento un mandato è entrata indubitabilmente in un’azione di guerra perché impedire a uno Stato sovrano di sorvolare i suoi cieli è un’azione di guerra – ha sottolineato il sottosegretario – I nostri aerei che sorvolavano per controllare, se attaccati, avrebbero risposto. E’ un atto di guerra”, ha aggiunto.
BORGHEZIO COME BOSSI – A ribadire qaunto affermato ieri dal Senatur è invece l’europarlamentare leghista Mario Borghezio. Ma senza far riferimento a rischi per governo e maggioranza. “Su temi come lo sbarramento all’invasione dei clandestini la Lega non scherza ed è necessario che la Francia e l’Europa se ne rendano conto. Non siamo di quelli che transigono in queste cose”, ha detto intervenendo a Radio Città Futura. La questione più preoccupante, secondo l’europarlamentare del Carroccio, è “il cambio di rotta sulla questione dei bombardamenti: noi non siamo d’accordo – spiega – perché siamo preoccupati dalla probabile invasione di profughi e clandestini. In un momento come questo- sostiene Borghezio- assumere una posizione così partecipe nella guerra contro la Libia di Gheddafi vuol dire prepararsi a ricevere centinaia di migliaia di profughi. Io credo che agli italiani interessi soprattutto la loro sicurezza e noi facciamo l’interesse degli italiani e dei padani”. Quanto alla possibilità che su queste questioni si apra una crisi di governo, Borghezio ha detto: “Per quanto mi riguarda dobbiamo fare tutto il possibile per evitare l’invasione, che è un pericolo mortale per la nostra identità e non è un fatto positivo neanche per quei popoli, perché è il mondialismo che vuole i traffici di popoli per sfruttarli e farne dei nuovi consumatori”.












La Lega manderà giù anche questo rospo, ammesso che non sia la solita manfrina del governo di lotta e di governo. Del resto se la Lega molla il governo non fa altro che autosuicidarsi: si è legata ad un carro con il quale, bene o male, finirà la corsa senza poterlo abbandonare!
stasera gia’ saranno di nuovo “culo e camicia”……….
Non credo questi scrocconi approfittatori e ricattatori si stacchino dal Berluscone………
Così come credo che nessuno dei parassiti che ha attaccati sul groppone e che gli
succhiano il sangue mollino la presa.
Ci vorrebbe un bel falo’…..
E’ tutta una finta, Bossi e company dove andranno a cogliere le ciliege senza Silvio, non hanno mai cenato e guadagnato così bene grazie ad Arcore.
E’ tutta una finta, dove ceneranno e guadagneranno quanto Arcore gli offre ?
Tutta scena.
Silvio farà qualche promessuccia sul federalismo ad Umberto e torneranno come per magia d’amore e d’accordo.
Fa troppo comodo ad entrambi rimanere in sella.
La Lega vuole cercare di raggiungere più obiettivi possibili finchè rimane al Governo e il Pdl, se non fosse stato per Bossi & co., sarebbe già sprofondato nel baratro da tempo immemore.
Mi preoccuperei più per le elezioni di Milano, se la Moratti non dovesse riconquistare l’amministrazione della città allora sì che sarebbero guai per l’allenza Bossi-Berlusca.
No i leghisti ci sanno fare con le chiacchere ma quando si tratta di arrivare ai fatti…
Forse i legaioli dovrebbero farsi questa domanda…. chi è il proprietario del simbolo dell’Alberto da Giussano ????? Bossi il senatore Leoni la sig. Morrone moglie di Umberto Magno o altri ???