Esteri

Il vero volto di Babbo Natale

5 luglio 2008

La liberazione di Ingrid Betancourt ha rallegrato tutti (e un po’ tutti se ne sono presi il merito). Ma in questa storia ci sono anche personaggi meno raccomandabili di cui si parla poco.

Le parole che meglio hanno saputo fissare sulla pellicola la liberazione di Ingrid Betancourt, sono quelle di chi ha detto: “Natale, quest’anno, è arrivato a luglio“. Parole in grado di catalizzare la gioia di milioni di persone che in sei lunghi anni hanno finito per sentirsi coinvolti nella via crucis di questa donna forte e coraggiosa, coraggiosa e paziente, ostinatamente aggrappata al sogno di fare della Colombia un paese diverso da quello che è stato per lunghissimo tempo. Una donna che ha lasciato due figli adolescenti e che oggi riabbraccia adulti, che non troverà un padre ad attenderla, e della cui morte ha avuto notizia da un guerrigliero, e rientrerà in un mondo diverso da come lo ricordava, e di cui ha potuto seguire l’evoluzione solo tramite qualche collegamento radio di fortuna. La festa per la liberazione di Ingrid è grande in ogni angolo del mondo.

UNA STORIA A LIETO FINE - Diventata icona e simbolo della libertà negata, grazie all’incessante lavoro del marito e dei figli, capaci di coinvolgere la diplomazia e i media, con un’azione tanta caparbia quanto incisiva, conclusasi qualche mese fa con il lancio nella giungla delle foto dei ragazzi da un aereo e le immagini di Ingrid che campeggiavano su piazze e monumenti di mezzo mondo, ora è icona restituita e integra, come testimonia la volontà di riprendere il suo ruolo politico. Ma… Quasi sempre c’è un “ma”, e anche la storia di Ingrid non fa eccezione. Appena giunta la notizia della liberazione, è iniziato un fitto scambio di rallegramenti e congratulazioni: tra gli Stati Uniti e la Colombia (ma guarda che coincidenza), tra questa e la Francia, tra la Comunità Europea, la Santa Sede e ancora il governo colombiano. “Un’operazione impeccabile”, “Meglio di Entebbe”, “Un meraviglioso lavoro di intelligence”, e via di superlativi. I quotidiani hanno dedicato almeno sei pagine a testa a consumare il banchetto mediatico che avevano mangiato con gli occhi per così lungo tempo, inventando i superlativi dei superlativi.

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA - Ora, se le Farc sono le grandi sconfitte della vicenda, il vincitore, il deus ex-machina, il Babbo Natale fuori stagione è Alvaro Uribe Velez. Non è mia intenzione prendere le parti dei vinti: le Farc meritano la sconfitta per i loro sistemi di lotta, per l’anacronismo storico che ostentano e soprattutto per non aver saputo rispettare il fazzoletto bianco con cui Ingrid si era spontaneamente presentata loro, cosa ritenuta vile già nel basso medioevo. La mia intenzione è semmai farvi vedere il vero volto di Babbo Natale, cosa che con centinaia di pagine a disposizione nessun quotidiano s’è degnato di fare, forse giudicando che voi ed io siamo più portati per le “carrambate“ che all’analisi politica. Quattro milioni di persone sono profughe in Colombia, il più alto numero al mondo, più del Darfur, dell’Iraq e dell’Afghanistan. Almeno 3.500 massacri commessi dai paramilitari sono stati censiti dal Movice a partire dal 1982.

25 commenti a Il vero volto di Babbo Natale

  1. Ciao Riccardo, un benvenuto su Giornalettismo!

    ^_^

  2. luciano

    Non ti preoccupare, tanto il mito di Babbo Natale è duro a morire. Quando è made in usa poi, potendo contare su una lunga tradizione e su un know-how consolidato, dura tutta la vita e a volte ti seppellisce anche.

  3. Lkv

    Puo’ sembrare brutto andare ad analizzare la faccenda attentamente in una situazione in cui il cuore porta a vedere solo la gioia per la liberazione, tralasciando ogni altro aspetto. Tuttavia hai fatto benissimo, riportare le persone con i piedi per terra, per non dimenticarsi della Colombia (perche’ e’ questo il rischio che si corre ora, pensare che il “problema” sia ormai risolto con la liberazione dell’ostaggio, anche se penso proprio che la Betancourt non permetera’ un calo di attenzione sul suo Paese). La stessa Betancourt non e’ certo “amica” dei militari che l’hanno liberata, e ironia della sorte, gli stessi si dice si siano vestiti come gli operatori di una Ong pacifista che opera nella zona per poter agire indisturbati.

  4. cordapazza

    un contributo significativo da parte di uno scrittore colombiano

    http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=9730

  5. luciano

    già circola, dalla Svizzera, una versione secondo la quale Uribe & usa abbiano pagato una bella sommetta (20 mil. di dollari)

    http://www.lefigaro.fr/international/2008/07/04/01003-20080704ARTFIG00425–millions-de-dollarspour-liberer-betancourt-.php

  6. zret

    E’ così!!!

    Ciao

  7. @ comicomix: grazie di cuore C.,
    nella vita l’importante è avere buoni amici che dispensano ottimi consigli ;)
    un buon fine settimana

    @ luciano: in effetti Babbo Natale sembra che l’abbiano inventato loro (CocaCola, per l’appunto), e quanti ne hanno seminati nel mondo per favorire gli interessi delle multinazionali a scapito delle popolazioni locali.

    @ Lkv: l’ottima matita dell’amico Giulio Laurenzi, ha riassunto la vicenda disegnando una colomba che, col ramoscello d’ulivo nel becco, vola con ancora la catena strappata al collo. Peccato che la colomba sia stata liberata proprio dal falco. (http://iltratto.splinder.com/)

    @ cordapazza: un contributo davvero notevole, ti ringrazio moltissimo (sono sempre i meno fortunati a catalizzare la sventura delle guerre)

    @ luciano: stanotte ho seguito la conferenza stampa integrale, e mi pare che quando è arrivata la domanda, si sia creato un certo imbarazzo in sala… Ingrid ha detto che se ne sarebbe accorta se fosse stata una messinscena, ma è un ipotesi che non escluderei.

    @ zret: grazie! Ciao.

  8. eldo

    Quando leggo articoli come questo mi faccio prendere da una rabbia che tutto sommato trae orgini soprattutto dalla mia ignoranza sulla “vera” versione dei fatti . Per una persona normale o anche mediocre se vuoi è praticamente impossibile attigere ad una visione oggettiva di una qualsiasi questione sociale o politica perchè vieni quotidianamente nutrito dai mass-media che sicuramente non brillano per oggettività o per essere al disopra delle parti. Questa vicenda però mi ha sempre dato un senso di incompletezza, di un incompleto quadro d’insieme. Ho letto l’articolo con interesse.

  9. dopo il primo effetto dovuto alla contentezza che la betancourt sia stata liberata, anche io ho letto vari articoli (il bello di internet e di chi è abitutato a far ricerche e a discernere è che puoi farti una tua rassegna stampa, attingendo a più fonti), e mi è sembrato di capire che per esempio sia stranamente “assordante” anche il silenzio di chavez sull’affaire

    come sempre in qeusti casi i cattivi non lo sono del tutto e i buoni non son o poi così buoni

  10. @ riverinflood: grazie di cuore e un buon fine settimana :)

    @ eldo: è vero, hai colto bene la situazione: in certi casi diventa difficilissimo orientarsi, ma la verità ha il vizio di tornare a galla, anche se spesso lo fa molto lentamente.

    @ patty: effettivamente, il web offre la possibilità di leggere opinioni meno omologate, e soprattutto comprendere che il buono e il cattivo non sono separati da confini così netti. Ma la stampa che conta non pare disposta a rovinare le feste mediatiche e il lieto fine.

  11. Calvin

    Bah, vediamo. Dall’elezione di Uribe il tasso di rapimenti è crollato. C’è persino un fantastico indice su bloomberg che li monitora: erano quasi 300 su base mensile nel 2002 (divisi piu’ o meno 3/4 FARC 1/4 AUC), adesso sono 8 a trimestre. Numeri verificabili. Quanto al 35% di paramilitari in parlamento: e chi sarebbero??? E i quattro milioni di persone profughe chi sarebbero? I farchisti e i paramilitari che vivono nella giungla? Ben lieto che siano profuhi allora. E ancora, i 9000 e dispari morti ammazzati che periodo riguardano? No perché Alvaro Uribe è stato eletto nel 2002, non nel 1982. In sovrappiù, nel 2007 sulla copertina dell’Economist c’erano 4 bandiere, Cina, Vietnam, Colombia e Taiwan, e il titolo era “indovinate qual è il paese cresciuto di più negli ultimi 5 anni?”; curiosamente, qualche numero dopo sulla copertina c’era una bella Italia sotto il titolo “il grande malato d’Europa”! Io mi prenderei Uribe in cambio di tutta la nostra classe politica, ma credo che i colombiani non ci farebbero. Comunque, le statistiche che avevo letto nel 2006 dicevano che di paramilitari nel primo mandato (2002-06) ne aveva fatti fuori 2000 circa; su wikipedia c’è scritto 1400, anche a pigliarlo per buono non mi pare malaccio. Lungi da me dire che Uribe non ha fatto errori, in primis la riforma agraria che da quel che so tarda ancora ad arrivare… Ma questo articolo mi sembra più propaganda chavista che giornalettismo.com; e per fortuna che l’ho letto io e non il mio ex-coinquilino che in Colombia c’è stato 9 mesi PRIMA di Uribe, altrimenti ti veniva a cercare armato di AK47 :D

  12. patty probabilmente Chavez sta preparando la controinformazione per il momento in cui sarà convocato dinanzi alla Corte di Giustizia Internazionale (cfr. link). il ragazzo è meglio che voli basso perché appena il petrolio scende rischia di fare veramente una brutta fine.

  13. gregorj

    chavez adesso arriva, calvin, dacci tempo, pubblichiamo tra pochissimo.

    p.s.: quando è che ti rimetti a far qualcosina???

  14. Calvin

    Ma se ti ho spedito una mail venerdi’!? Ma la controlli la posta??? Mi sa di no perché in effetti non mi hai risposto… :( Non è che ho sbagliato mail? alessandro.damato è tua no???

  15. gregorj

    no, ma quel tizio sarà oberato di email che gli arrivano dai miei amici, visto che vi sbagliate in tanti :D

    damato.ale
    oppure: giornalettismo
    oppure quella di msn e di skype.

    fai tu :D

  16. Calvin

    oddio che figura da pirla… vabbé ti spiego via mail… thx

  17. fosse la prima, caro mio, o quantomeno l’ultima :D

    (cancello le email)

  18. Calvin

    si si ho fatto grazie. le figure da pirla sono un mio atout, modestamente.

  19. http://thereport.amnesty.org/eng/Regions/Americas/Colombia

    se ritieni i rapporti di Amnesty International propaganda chavista, non credo abbiamo molto da dirci.
    Quanto al cambio tra Uribe e i nostri governanti, mi pare un esercizio di scuola: ci vedo pochissime differenze.
    Del resto c’è sempre qualcuno che crede a Babbo Natale ;)

  20. Mario

    Quindi? Non vedo il lume di questo articolo. O poco evidenziato o veramente latente. Aggiusta la mira.

  21. Calvin

    riccardo non hai risposto a mezza domanda, il che è abbastanza indicativo del bias nello scrivere l’articolo. Comunque:

    However, fewer civilians were killed than in recent years. People continued to be kidnapped, with guerrilla groups responsible for most conflict-related cases, but there were fewer reported cases than in previous years.

    Cattive notizie eh?

    Fewer people were killed by paramilitary groups than in previous years.

    Altre cattive notizie.

    Paramilitary groups remained active in many parts of the country despite the fact that they had supposedly been demobilized.

    E’ vero, Uribe nel 2004 e nel 2005 ha varato politiche di smobilizzazione dell’AUC, al punto che in 4 anni ne ha fatti fuori quasi 2000 e arrestati piu’ di 100.000. Pero’ Amnesty ci ricorda che i paramilitari non rispettano la decisione dello Stato di renderli fuori legge, il che è strano perché pensavo bastasse dichiararli fuorilegge per farli marciare a due a due verso il carcere…

    The number of people forced to flee their homes by the conflict also rose. The FARC were blamed for many of the killings of candidates in the run-up to October’s local elections.

    Questo è normale visto che Uribe ha militarizzato il conflitto, tra l’altro raccogliendo una tassa una tantum sulle attività liquide per un totale di quasi 1mld di dollari per aumentare le spese per la difesa. Pare che FARC e AUC si combattano bene con gli elicotteri militari più che con le trattative.

    Around 40 Members of Congress were implicated in continuing judicial investigations into links between state officials and paramilitary groups.

    Ah da qui desumeresti che il 35% del parlamento è in mano ai paramilitari? Per la cronaca, lo stesso Uribe è stato accusato di rapporti con i paramilitari, ed anche con il cartello di Medellin. Pare che è in Colombia siano un po’ rare le verginelle, quelle che vanno a trattare con le FARC agitando il fazzolettino bianco le sequestrano per svariati anni, vedi un po’ te. Fortunatmente, però, su questo blog il metodo Travaglio non è molto apprezzato. Tra l’altro non mi stupirei se Uribe da giovane fosse state vicino ad ambienti dell’AUC, avendo avuto il padre ammazzato dalle FARC. Sul fatto che per te il capo di governo con il maggior approval rating del SudAmerica (eh si’, piu’ di Chavez ma con un filo di populismo in meno) sia pari ai politici nostrani soprassiedo per carità di patria. Non sarà propaganda chavista ma sembra Gianni Minà, vedi tu quale ti sembra meglio.

  22. ‘bbboni, state bbboni…

  23. @ mario: in molti l’hanno visto, forse è il caso che tu aggiusti gli occhiali-

    @ calvin: bel lavoro di taglia e cuci: se ho da fare un orlo ai pantaloni te li porto ;)

  24. Calvin

    Vabbé dai, lascerei perdere. Rispondi troppo nel merito non sono in grado di reggere il tuo ritmo :D Tanto sono i colombiani che votano, mica gli italiani che leggono Galeano (per fortuna della Colombia!); comunque nel pezzo ti sei dimenticato di dire che la Corte Costituzionale sta indagando sulla costituzionalità delle elezioni del 2006, io ce lo metterei, mi pare la ciliegina :D

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>