“E’ successo anche a me”: su Facebook gay e lesbiche raccontano le aggressioni
23/04/2011 - Sulla pagina creata dall’onorevole Anna Paola Concia pubblicate storie di frecciatine, insulti e botte Quasi 600 iscritti in 20 ore e tanti messaggi e commenti che parlano di discriminazione e violenza subite. La pagina di Facebook “E’ successo anche a me”,
Sulla pagina creata dall’onorevole Anna Paola Concia pubblicate storie di frecciatine, insulti e botte
Quasi 600 iscritti in 20 ore e tanti messaggi e commenti che parlano di discriminazione e violenza subite. La pagina di Facebook “E’ successo anche a me”, creata dall’onorevole del Pd Anna Paola Concia, pochi giorni fa aggredita in strada mentre era in compagnia della sua compagna, raccoglie le denunce di gay e lesbiche vittime dell’omofobia. “La creazione della pagina – ha scritto la parlamentare chiedendo agli utenti del social network di raccontare le loro storie - nasce dall’idea di voler dare voce a tutte quelle migliaia di persone che, ogni giorno, lontano dai riflettori e spesso in grande solitudine, subiscono aggressioni e violenze omofobiche. Se non fossi stata una parlamentare della Repubblica, la mia denuncia sarebbe caduta nel vuoto e non avrebbe avuto alcuna eco mediatica, facendomi sentire doppiamente offesa dalle parole di quell’omofobo”.
STORIE DI OMOFOBIA – L’appello è stato accolto. Le storie sono tante. Marco è il primo a parlare. Racconta in bacheca:
Frecciatine soltanto, ma tante volte. 1993, visita militare: mi chiamano con l’altoparlante dal Generale per consegnarmi la riforma ed il congedo, il doppio nome “Marco Maria” fa partire un boato di gridolini tale che il sergente dovette minacciare di trattenerli una notte lì. Per evitarmi problemi, il Generale mi fece accompagnare, per uscire dalla caserma, ad una porta secondaria. 1994, Padova: un collega all’università durante una conversazione politica. Il giorno dopo venne apposta a chiedermi scusa.
“VI VEDO MALE” – E ancora:
1996: Jesolo Lido, io e il mio partner di allora passeggiavamo sulla via principale: “Ragazzi, vi vedo proprio male” disse uno. C’era folla, rispondemmo con un sorriso “Stiamo da dio invece”. 2000: borgo dei Greci, Firenze, commenti sguaiati. 2006, il mio compagno di allora mi viene a prendere per l’ennesima volta al lavoro, come fece per quasi 4 anni, una collega attempata mormora all’altra “che vergogna!Almeno non si facessero vedere!” 2008: ero in piazza della Signoria, sempre a Firenze ad aspettare fermo e vestito in modo anonimo. Uno mi passa davanti: “frocio”. E credo di avere avuto molta fortuna. Quando ho sentito quel che è successo ad Anna Paola mi si è rimestato il sangue.
LE BOTTE - Scrive l’utente Verdiana Vino: “Lavoravo in un bar e due ubriaconi cominciarono a fare discorsi che alludevano ai miei “gusti” mentre prendevo l’ ordinazione; uno dei due si sentì libero di mettermi la mano sul sedere vantandosi della propria virilità, diciamo così… Ovviamente il proprietario del bar non restò a guardare, per fortuna. Questo è il caso più soft”. Poi Leandro: “E’ successo anche a me, molti anni fa. Ero un ragazzino. una sera un gruppo di coetanei mi circondò e cominciarono a picchiarmi. Per fortuna un amico intervenne e riuscii a scappare. La cosa peggiore fu che in fondo pensai di meritarlo”.
“HAI SBAGLIATO SPOGLIATOIO” – Interviene Salvo:
mah potrei dire piu di 10 anni fa,forse 15…che poca gente conosce…Dopo il mio coming out(che nei paesi poi gira la voce) un tipo in palestra urlò a voce alta che avevo sbagliato spogliatoio…di andare in quello delle donne…io reagii dicendo che anche lui aveva sbagliato..e doveva andare in quello degli idioti…un paio di sere dopo stranamente fui assalito da un gruppetto di ragazzi (noti poco di buono del paese),risultato:un calcio allo stomaco e un pugno…dissi a casa che ero caduto dal motorino ..tipico! Ma non per paura di denunciare, ma per proteggere i miei genitori(che già avevano saggiato la cattiveria verbale di alcune persone) nel non fargli sapere quanto odio e pericolo “fisico” c’era la fuori per il proprio figlio…oggi forse è diverso…denuncerei uguale…se ne parla anche di più…e sono più maturo e battagliero in tutto credo…
Infine, da tutti, un omaggio: “Grazie per la pagina Paola…”.












vorrei morire.. da 6 anni sto con una ragazza e a dicembre ci sposeremo..non abbiamo più famiglia e non abbiamo soldi.. il nostro matrimonio non avrà ospiti a festeggiare la nostra felicità,io non avrò l’abito che ho sempre sognato da principessa, lei non indosserà il suo amato frak, non abbiamo le fedi ne i confetti, praticamente un disastro.. preferiamo morire a questo punto….nessuno ci verrà a salvare.