Matrix dedicata al “suicidio” dell’assessore Nugnes, processato anzitempo a mezzo fuga di notizie sui giornali non giustificata dalla Procura di Napoli. Si parte con Salman Rushdie, il ghostwriter del Nobel a Saviano, da Stoccolma. Zoom in studio, ci sono il direttore del Mattino, Orfeo, e un napoletano, Antonio Polito. Si premette alla discussione su Nugnes la significanza di Gomorra, poi si può proseguire. Polito cerca di dire che la fuga di notizie è stata gravissima ma nessuno gli presta ascolto, Orfeo riesce tra un quanto sia doveroso il Nobel a Saviano e Rushdie da tutte le parti, il fantasma in the Nobel Machine. “Spiace, ma con Nugnes il Sistema non c’entra niente”: Orfeo si scusa ma non importa, Mentana fa partire il nastro di Gomorra. Il Nobel è tenuto fermo e al sicuro, mentre l’assessore che stasera vuol per forza farsi notare penzolando ancora oscilla.
The final Ricchiuti
The final Ricchiuti #163
3 dicembre 2008




è tutta ‘na questione de polizia.
“Polito cerca di dire che la fuga di notizie è stata gravissima”
Ascoltare ancora Polito è ben peggio.
Sembra il teatrino (teatro rimane sulla penna per mia “braveria”) dell’assurdo: quello era nella città dei Nobel, ma non gliel’hanno dato; quell’altro era un Nobel, non c’era ma faceva lo stesso; la letteratura aveva un occhio rosso e uno blu, ma quel giorno erano tutt’e due rossi, ma poi era letteratura? Non doveva essere realtà? No, era finzione cinematografica ispirata alla realtà. E su tutti aleggiava lo spirito di Mentana. Qualcuno si era già ritirato dalla scena, in silenzio. Fu vera gloria?