di Stefano Morel (dinophis)
postato alle 09:00 del 3 dicembre 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

E se Berlusconi, in realtà, non fosse altro che un diversivo?

No, pensateci un attimo, veramente.
Non c’è giorno che non stiamo qui a chiederci cosa stia facendo Berlusconi, che non ci distraiamo dalMilan o dal TG4 pur di trovare qualcosa. Io, personalmente, è impossibile che passi un mattino senza che aspetti di aprire il giornale, scorrere subito alla pagina politica, ed esclamare “Puah! Berlusconi! Ne ha fatta un’altra.”. Anche se poi mi accorgo che, per errore, ho sputato sui necrologi.

Non vi sembra strano anche a voi? Pensateci, non esiste che lui. Accendiamo il telegiornale, lui. Sfogliamo i giornali, cerchiamo lui. Entriamo in internet e su google news digitiamo lui.

Sì, l’avete pensato. Dai, tra un po’ vi rimbalzerà dal sistema nervoso al cervello e lo ammetterete, come ho fatto io, anche se l’idea non stuzzica affatto. Ber-lu-sco-ni. Ci stiamo innamorando di lui, lo pensiamo sempre. Anzi, ci stanno facendo innamorare di lui. Sì, perchè è questo che mi è venuto da pensare stasera, non può essere altrimenti. Sto guardando un serial tv su Rai Due e sono sospettoso, butto l’occhio sul libro nuovo sul tavolo e respiro di sollievo che non è Mondadori Paolo Grugni Aiutami” - Barbera Editore – pubblicità non richiesta), e tutti quegli altri esempi che sicuramente a voi verranno.

Ok, insomma, tagliamo corto. Berlusconi non esiste. O meglio, esiste ma non fa niente, più o meno come l’impero di Cindia. Noi stiamo incazzati a guardare l’ologramma e intanto chessò, il mondo finisce nel 2012 veramente. O che quei simpatici marziani, di cui avevamo tutti smesso di preoccuparci quando abbiamo assimilato la loro figura antropomorfa, ma dotata di antennine, si fossero accorti che non gli va bene la bandiera a striscie verticali rosso, verde e blu, che gli abbiamo affibiato e sono venuti a reclamare la nostra crosta? O che Veltroni si trasformi improvvisamente in Goldrake impugni l’alabarda spaziale e lanci i boomerang elettronici.
Pensate ad un momento all’impossibile, un minuto almeno.

Non vi sentite già un po’ meglio?

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