di Gaspare Bitetto (waxen)
postato alle 15:17 del 5 luglio 2008 in CulturaTorna alla home

La Rai annuncia un ciclo di letture sacre che coprirà l’intera Bibbia in una settimana, con la partecipazione straordinaria di Joseph Ratzinger in persona.

Alla Rai non basta mai. In un periodo di forte crisi per i palinsesti del servizio pubblico, ci pensa il responsabile della struttura Rai-Vaticano, Giuseppe De Carli, a smuovere le acque e a spostare l’interesse dei telespettatori dalle questioni di Rai Fiction, con relative intercettazioni Berlusconi / Saccà, verso un argomento meno scomodo e più radical–clerical–chic, ovvero la messa in onda, durante la prossima stagione televisiva, de: “La Bibbia Giorno e Notte”, un ciclo di letture sacre che si svolgerà dal 5 all’11 ottobre 2008, senza interruzioni, presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Tutti i 73 libri in versione integrale. L’ennesima trovata. In Rai non sanno più cosa inventarsi, è questo il punto.

UN’AZIENDA IN CRISI - L’overdose di “Benigni legge Dante”, che ha saturato la passione di molti spettatori sia verso l’attore che verso il sommo poeta, evidentemente, non è stata una mossa sufficientemente ad effetto per ridare lustro alla programmazione di un’azienda radiotelevisiva sempre più tacciata di servilismo verso la Casta, di inadeguatezza nel gestire la concorrenza con la TV privata e di costante disattenzione in merito alla qualità dei programmi realizzati. Nemmeno l’ennesimo ritorno di Adriano Celentano ha sortito effetti degni di nota e le poche trasmissioni che sembrano poter contare su un’audience di tutto rispetto finiscono alla ribalta più per le polemiche legate alla loro stessa messa in onda che non per gli argomenti che trattano. Cosa fare dunque? Imbastire un evento mediatico ed incrociare le dita, perché l’ennesimo flop, a questo punto, potrebbe essere fatale.

Joseph RatzingerL’IDEA - Benedetto XVI in persona, in TV, ritto sulle sue scarpette rosse by Prada, accompagnato dal Rabbino Capo di Roma, a leggere il primo capitolo della Genesi nel tardo pomeriggio del 5 ottobre, su RaiUno, probabilmente in diretta. Ecco l’idea: folle, forse, ma sicuramente inedita, e noi tutti a chiedercene l’utilità, e se fosse davvero un qualcosa di cui si sentiva il bisogno. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, interrogato in merito al coinvolgimento del Papa nell’evento, ha dichiarato: “A convincere il Pontefice a partecipare all’iniziativa è stato il fatto che egli non interviene commentando i testi, ma si limita a fornire una pura lettura”. Tanto di cappello: pura lettura, nessun commento, nessuna esegesi: sarei stato capace di farlo anche io, così come tutte le altre 1200 persone circa, tra uomini di chiesa, operai, studenti, sportivi e politici, che parteciperanno all’evento, alternandosi al leggio posizionato di fronte all’altare maggiore della basilica, con intervalli musicali, ogni 90 minuti, per dare spazio a riflessioni personali su quanto appena ascoltato.

FACILE PER LUI - I sei giorni della creazione, dunque, per J.Ra, che, secondo il programma attualmente stilato, interromperà la sua lettura prima che il testo faccia alcun riferimento al riposo del settimo giorno, o alla creazione di Adamo ed Eva. Un brano leggero, senza implicazioni morali o sociali. A chi verrà dopo di lui, invece, toccherà un lavoro molto più difficile, considerata la veridicità di quanto affermava Alex De Large in Arancia Meccanica: “Avevo letto tutto sul supplizio e la corona di spine e mi vedevo a prender parte e, magari, al comando della flagellazione e della crocifissione, tutto vestito all’ultima moda romana. Non mi era piaciuta l’ultima parte della Bibbia, perché è quasi tutta predica e non c’è vera lotta, e non c’è più tanto su e giù; a me piacciono le parti in cui quei vecchi ebrei si picchiano di santa ragione e poi sturano alcune bottiglie di israeliano e si infilano a letto con le damigelle delle mogli. Io ci campavo su quel libro”.

LE PARTI PIÙ INTERESSANTI - Sarà curioso scoprire a chi toccherà leggere (anche solo soffermandosi alla Genesi) i versetti riguardanti scene più piccanti e movimentate come l’assassinio di Abele (Cap. 4), l’ubriacatura di Noé e la maledizione della discendenza di Cam (Cap. 9), Sodoma, Gomorra e l’incesto tra Lot e le sue figlie (Cap. 19), la richiesta di Dio ad Abramo per il sacrificio di Isacco (Cap. 22), l’incesto tra Giacobbe e sua cugina, seguito dal rapporto sessuale con la schiava di sua moglie Rachele (Cap. 29), gli stupri e le carneficine del capitolo 34 e via dicendo, tutti elementi sui quali sarebbe bello soffermarsi a riflettere e discutere, ma non è questo il programma. Evitiamo domande, evitiamo polemiche, facciamolo e basta. Questi cattolici sono intrattabili quando si tratta di fare due chiacchiere.

COMMENTI (11)STAMPA - FALLO LEGGERE