E’ nel programma della Lega e se ne parla da anni: il federalismo fiscale. Tutto quello che Roberto Calderoli non ha voluto (ma più probabilmente non ha saputo) spiegarvi.
La Lega Nord, forse presto di nuovo al governo, nel corso di questa campagna elettorale proclama a gran voce, l’attuazione, da subito, del Federalismo fiscale. Roberto Calderoli, quello della legge elettorale porcata, ha tuonato che se non ci sarà il Federalismo Fiscale entro il 15 giugno, la Lega marcerà sul Po e farà sentire i propri tamburi. Vuole un Federalismo fiscale duro “ma duro veramente”. L’ha scritto chiaro nel suo programma: alle Regioni dovrebbe essere destinato da subito il 90% del gettito fiscale. E poi, anche di più. Così l’Italia, paese di sole, di cielo e di mare, troverà la “quadra”: l’azione della pubblica amministrazione diverrà, come per miracolo (un miracolo padano?) efficiente ed efficace.
CHE COS’E'? - La teoria del federalismo fiscale parte dall’assunto che sia “cosa buona e giusta” che ci siano vari livelli di governo (nazionale e locale), ognuno con le proprie funzioni da svolgere e le risorse per poterle finanziare: per il cittadino i vantaggi starebbero nella maggiore conoscenza dei bisogni “locali” di un governo territorialmente vicino, e nella possibilità di controllarne meglio l’operato, sempre grazie alla “vicinanza”. Semplice, chiaro, lineare. Bravo Calderoli, il nuovo piccolo Padre della Repubblica! Ma è davvero tutto così semplice? Ci sono tre questioni a cui rispondere. La prima è decidere quali funzioni vanno svolte dal livello locale per poter guadagnare in efficienza e in efficacia: un esercito di San Colombano al Lambro, o una politica estera di Volterra, non sembrano il massimo. Il nuovo Art.117 della Costituzione ha provato a definire chi deve fare cosa, ma è un mezzo pasticcio, che ha aperto tanti contenziosi. Basterà la bacchetta magica di Calderoli a sciogliere questo nodo entro il 15 giugno? Vedremo. La seconda questione: una volta deciso quali funzioni attribuire al livello locale, quante risorse finanziare ci vogliono per garantirne un finanziamento efficace ed efficiente? Dipende. Le vogliamo finanziare in modo integrale, in base criterio della “spesa storica”, quella sin qui sostenuta? Oppure calcolando per ogni funzione delegata un costo standardizzato su base nazionale, possibilmente corretto tenendo conto di problemi specifici e degli enti locali più “piccoli”?
PRINCIPI ECONOMICI - Perché non sfuggirà al Costituente di Lorenzago che non è uguale organizzare il trasporto pubblico locale a Genova piuttosto che a Collio, un comune del Bresciano, che ha offerto a Calderoli la residenza onoraria. La risposta, mentre da anni fior di studiosi incaricati dai diversi governi dibattono il tema, ce la potrebbe dare, sempre entro il 15 giugno, Mago Merlino. E poi c’è la terza questione, quella decisiva: in che modo finanziamo queste funzioni? La teoria dice: Con le tasse locali, che però non sono sufficienti. Perché occorre tener conto di un altro aspetto fondamentale: l’equità. Il Federalismo fiscale deve rispondere al “principio dell’equità orizzontale”. Lo ha detto Buchanan che - per tranquillizzare Calderoli - non è un anarchico comunista russo ma un economista americano di scuola liberale.

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
io sono per il federalismo fiscale ma anche politico se è per questo…e sono di roma. è uscito fuori che il lazio è la seconda o terza regione a rimetterci tra soldi messi in tasse e soldi ricevuti.
il punto è che massimo il 50% di soldi può rimanere localmente(la lega propone il 90% per 10 anni e poi il 50%, detto da maroni).
ovvio che prima va fatto un serio studio per fare una cosa come si deve, inoltre il federalismo si può fare solo se viene intavolata una seria lotta alla mafia, altrimenti diventa uno strumento degenerante.
Temo che in Italia si confondano troppo federalismo e deregulation. Il federalismo VERO prevede un controllo molto stretto da parte di uno Stato che si pone nella posizione di coordinare le regioni degli stati federali (o confederati, a seconda del tipo di organizzazione) secondo delle leggi sovraordinate che non possono mai essere aggirate o disattese dalle legislazioni locali. Le regioni hanno molta autonomia, è vero, ma anche altrettanto controllo.
Per me che di economia so poco e niente, è stato veramente illuminante…mi piace imparare, se c’è qualcuno che insegna bene è anche meglio.
@rigitans: Bisogna intendersi. “Una Regione ci rimette i soldi”, in un mondo sempre più globalizzato ed interdipendente, in cui anche gli stati nazionali perdono in parte di significato, è un affermazione su cui riflettere, perchè le regioni sono interdipendenti economicamente e socialmente, e alle ricchezze e ai redditi è difficile attribuire una “regionalità” con facilità
@Uyulala:Infatti. Si vende la semplificazione e la riduzione delle tasse con il federalismo. Ma sono cose diverse
@MariaTeresa: Ma chi è che insegna bene? Calderoli?
@tutti: Un sorriso economicomico
Non prendiamoci in giro,in l\’Italia attualmente non è una nazione pronta ad accogliere il federalismo,perchè non ci sono i presupposti per il pieno rispetto del principio di equità orizzontale,che peraltro è costituzionalmente sancito. Insomma per noi della Campania sarebbe il colpo di grazia e la defenitiva paralizzazine degli investimenti economici…SIAMO ALLA FRUTTA!!
A mio avviso le Regioni incassano già l’addizionale Regionale dell’Irpef e dell’Irap. Allo stesso modo le Provincie incassano l’imposta Provinciale sui trasporti, mentre i Comuni possono contatare sull’ICI e sull’addizionale comunale dell’Irpef.
Quindi possiamo dire che già il Federalismo Fiscale è presente.Ora se le Regioni vogliono il 90% di quanto viene pagato dai cittadini da un punto di vista etico può essere corretto, ma la correttezza
impone che le tasse vengano pagate da tutti con equità e non solo dai dipendenti. Provate a vedere cosa succede in termini di ricevute nelle città Universitarie sugli affitti o sui Bar di paese quanti scontrini vengono rilasciati, o sui medici e dentisti che a fronte di una non ricevuta da emettere abbassano i preventivi.Quindi o si controlla seriamente e tale controllo può essere fatto solo dagli Enti Locali, oppure i soliti pagano ed i benefici solo poi di tutti.
ragazzi su svegliatevi…. voi pensate che la lega vuole che si attui il federalismo(sia fiscale che non) per i bilanci della propria lombardia???
oppure lo fanno per sbaraccare fuori tutti gli extra comunitari?? io penso che sia la seconda…
e fanno bene…. riduzione di furti,, riduzione di delinquenza,,, riduzione di stupri,,, piu tranquillita delle famiglie sia per loro sia per far uscire tranquilli i propri figli… riduzione di spaccio di droga… non metto in dubbio che certi italiani siano peggio di loro… ma almeno ognuno si tenga i suoi…..
@Mike: Nulla da aggiungere. Il post sostiene esattamente questo punto di vista.
@Valentino Amadilo:Le regioni incassano oltre ad Addizonale IRPEF e IRAP anche la Compartecipazione all’IVA, l’accisa sulla benzina e il bollo auto, nonchè altri tributi minori. Il federalismo fiscale, in quella forma, fu attuato con il D.Lgs. 56 del 2000, scritto dall’allora sottosegretario Giarda.
Esso è stato applicato (male, con motivi che Giarda e Bordignon hanno in varie occasioni spiegato, una è riportata negli altri link utili presenti nel post) durante il Governo Berlusconi scatenando problemi a non finire e proteste, soprattutto nelle regioni del sud, capitanate, ad esempio,da un certo Fitto, allora presidente della Puglia e all’epoca “homo novus” di Forza Italia. E quindi, sospeso. Quello che propone la lega è ancor più devastante. Se lo faranno - nei modi in cui lo descrivono - sarà inapplicabile. Se non lo faranno, vuol dire che avranno preso in giro i loro elettori
@MarcoPecci: Non penso che il federalismo Fiscale abbia qualcosa a che vedere con lo “sbaraccamento” degli extra comunitari. Sul fatto che sarà un beneficio, avrei da obbiettare moltissimo. Tieni presente che producono ormai una fetta consistente di PIL, in Italia. Naturalmente parlo dei moltissimi onesti lavoratori, non della minoranza di delinquenti, che va combattutta a prescindere dalla nazionalità. E’ un altro mito da sfatare: l’espulsione di tutti gli extra comunitari che lavorano manderebbe l’Italia in ginocchio.
@tutti. Grazie ancora per i vostri interventi
Ma secondo te ora l’equità orizzontale c’è?
A me risulta che i cittadini del centro sud -più sud che centro- dallo stato percepiscano più di 200 euro di servivi pro capite mentre quelli del nord un po’ più di 100.
In ogni caso la costituzione o qualche legge europea sono “vecchie”. Vecchie per un paese come il nostro che ha ancora un sacco di diversità al suo interno e devono andare modificate visto che l’equità orizzontale non ci potrà mai esistere in maniera perfetta, è un’utopia come il principio del comunismo.
Infatti ora al nord tira avanti la baracca e i servizi sono carenti e guarda caso i leghisti più combattivi perchè il federalismo di faccia sono i sudisti che per lavorare si sono trasferiti al nord..
[...] il quale ha ottenuto 2 mesi fa valanghe di voti nel Nord Italia, la Lega Nord aveva scritto che il vero Federalismo passava per il trattenimento della quasi totalità delle tasse incassate in loco nei territori. [...]