Rai, i sondaggi non piacciono più: “No alle proiezioni per le amministrative”

19/04/2011 - Viale Mazzini annuncia che alle elezioni non ci saranno numeri alla chiusura delle urne. Una decisione senza precedenti La Rai non vuole più dare i numeri. Le proiezioni per le elezioni amministrative alla chiusura delle urne non saranno visibili sui

     
 

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Viale Mazzini annuncia che alle elezioni non ci saranno numeri alla chiusura delle urne. Una decisione senza precedenti

La Rai non vuole più dare i numeri. Le proiezioni per le elezioni amministrative alla chiusura delle urne non saranno visibili sui canali della tv pubblica, così come su Mediaset, negli speciali che viale Mazzini manderà in onda. Ne parla Leandro Palestini su Repubblica:

Per avere un quadro attendibile, la sera di lunedì 16 maggio, gli italiani dovranno aspettare i dati definitivi del Viminale. L’alternativa: sintonizzarsi sui tg de La7di Enrico Mentana o di SkyTg24 di Emilio Carelli. Se la decisione di Mediaset, network privato, può rispondere a un criterio economico, la scelta del servizio pubblico non può passare sotto silenzio. Spettava al direttore generale Rai, Mauro Masi, provvedere per tempo alla scelta di un istituto che seguisse la tornata elettorale con proiezioni statistiche (cosa ben diversa dagli exit poll). Di regola, la gara d’appalto va indetta con 40 giorni di anticipo sulla data del voto, ma il dg Rai e l’intero Cda ha preferito far passare quel termine. Una decisione da associare ai recenti dati che arrivano dai sondaggi sulla lista Moratti al comune di Milano?

La malizia di Repubblica fa da contraltare alla rabbia dei direttori dei tg:

Comunque, la decisione dei vertici Rai ha colto di sorpresa i direttori dei telegiornali (che da sempre seguono l’esito del voto con speciali, dirette, approfondimenti, interviste, commenti e aggiornamenti). Persino il presidente della Rai, Paolo Garimberti, è stato tenuto all’oscuro di tutto. Il primo a capire che a viale Mazzini stavano, silenziosamente, svuotando delle proiezioni le dirette elettorali è stato Fabrizio Masia di Emg. Venerdì scorso il sondaggista ha avuto la conferma che la sua società non avrebbe avuto il rinnovo del contratto con la Rai: non c’era più il tempo utile. La Emg sarà però al servizio del Tg di Enrico Mentana, su La 7. L’unica rete, insieme a Sky, a rompere una sorta di “embargo”. L’abbonato Rai, che sugli eventi un tempo era “in prima fila”, adesso viene privato anche delle proiezioni statistiche di una importante tornata elettorale.

Il quotidiano ricorda anche il tentativo di “far sparire” i risultati qualche anno fa, perché ci si aspettava una botta:

E c’è un precedente che torna alla memoria. Nel 2005, mentre alla Rai ci si preparava alla morte di Giovanni Paolo II, alcuni dirigenti del servizio pubblico erano allarmati per la sovrapposizione dell’evento con i dati (sconfortanti per Berlusconi) delle elezioni amministrative. Il 2 aprile la temperatura in Rai era altissima: c’era la sensazione che per la Casa delle Libertà le imminenti elezioni si sarebbero tramutate in una sconfitta. Successivamente, da alcune intercettazioni telefoniche, arrivò la conferma che Debora Bergamini (all’epoca responsabile del marketing Rai, oggi deputata Pdl) si adoperò per “nascondere” i dati elettorali e per cambiare la programmazione, diede parere negativo sulla «comparsa di Berlusconi in tv», chiamando non solo il direttore di RaiUno, Maurizio Del Noce, ma pure Mauro Crippa, suo omologo a Mediaset.

     
 

6 Commenti

  1. IVANO scrive:

    RIDICOLIIIIIIII

  2. Tetsuo scrive:

    Vuol dire che guarderemo La7… pazienza.

  3. Satana scrive:

    Beh dopotutto è una bella notizia, significa che i sondaggi interni alla maggioranza sono peggiori di quelli che ci fanno vedere in tv e hanno una paura matta…

  4. Antonio scrive:

    Per fortuna che c’è il Tg La7.
    Io ormai vedo solo quello e quando posso Rai News di Mineo.

  5. Morando Sergio Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia scrive:

    Speriamo sia vero..tanto si sa chi votare ed i sondaggi non servono più a nulla meno ancora che un tempo..

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