Berlusconi-D’Addario, quelle intercettazioni hot che non devono uscire
16/04/2011 - Caos in Puglia sull’inchiesta Tarantini: lascia il titolare Scelsi. Tutto è ancora fermo, senza motivo Più che un processo, una bomba di media potenza che non deve esplodere: questo è diventato il procedimento che, a Bari, deciderà le sorti di
Caos in Puglia sull’inchiesta Tarantini: lascia il titolare Scelsi. Tutto è ancora fermo, senza motivo
Più che un processo, una bomba di media potenza che non deve esplodere: questo è diventato il procedimento che, a Bari, deciderà le sorti di Gianpaolo Tarantini, imprenditore accusato di aver “fornito” a Berlusconi
ragazze e escort per le sue serate “eleganti”. Lo stesso che gli ha fatto conoscere Patrizia D’Addario sua prima accusatrice. Una bomba ferma da due anni, ma il cui potenziale non è affatto scemato.
PAROLE – Perché negli atti di questo processo c’è qualcosa che potrebbe dar fastidio al Premier, soprattutto nel momento in cui l’inchiesta dovesse essere chiusa e i fascicoli desecretati: si tratta delle intercettazioni a vaglio degli inquirenti, telefonate fra Tarantini, il Premier e le sue ragazze. Parole scomode, che potrebbero uscire sui giornali e creare al buon Silvio più di un grattapo, considerato soprattutto l’altro faldone processuale, quello milanese, che vanta le stese tematiche e gli stessi protagonisti del “gemello” barese. Sarà questo il motivo per cui in Puglia da due anni non si muove foglia? Se lo chiedono anche al Fatto Quotidiano, che oggi dà la notizia delle “nuove” intercettazioni pendenti sulla testa del Premier.
ATRITI – Una cosa è certa: questo ritardo ha ormai diviso la procura. Secondo l’Ansa, che ieri ha dedicato alla vicenda alcuni articoli ricchi d’indiscrezioni, ci sarebbe stato un duro scambio di lettere fra il procuratore capo Antonio Laudati e l’ex titolare delle indagini, Giuseppe Scelsi, che sempre nella giornata di ieri ha annunciato di essere stato promosso – dietro sua richiesta – alla procura generale di Bari. L’interessato aveva smentito la notizia
“Non mi sono dimesso dalla magistratura ma, su mia richiesta… sono stato promosso presso la procura generale presso la corte d’appello di Bari. Quanto alle presunte lettere infuocate smentisco categoricamente che i miei rapporti con il procuratore Antonio Laudati siano stati improntati a toni diversi dalla fisiologica e civile dialettica richiesta dall’Ordinamento giudiziario”
ma l’Ansa è tornata alla carica confermando le sue indiscrezioni, e aggiungendo altri particolari
“Quel che sembra aver amareggiato Scelsi è stata la notizia pubblicata a fine gennaio in cui una fonte autorevole della procura ha spiegato ai cronisti che nell’indagine sul D’Adddario-gate, a due anni circa dal suo avvio, si stava definendo la qualificazione giuridica dei fatti e che non si escludeva una modifica dell’ipotesi di reato. Tutto ciò senza che Scelsi, titolare del fascicolo assieme a Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, sapesse nulla sulla modifica dell’accusa di favoreggiamento della prostituzione contestata al reo confesso Gianpaolo Tarantini”
Insomma prima di andarsene, in realtà Scelsi sarebbe stato escluso: perché? E cosa comporta ora la modifica dell’ipotesi di reato? Tante domande, una sola certezza: a Bari sono ancora fermi al palo, mentre Milano corre. E tutte le parole contenute nel fascicolo sono al sicuro. Per la gioia di qualcuno.













Il Cavalier ed i suoi Bravi han colpito ancora però stavolta col silenziatore !
la repunbblica delle puttane fuori da quelle case!
Una baldracca quanto prende in euri se tesrimonia contro silvio?
Lui se le porta a casa!
Io credo che , con tutte le attenuanti. di circostanza , sia piu’ dignitosa la D’Addario che il “noto” utilizzatore finale ……